Friday, August 22, 2008

Il Declino

Arrivai negli Stati Uniti, e nella Bay Area, il 13 Agosto 2001. Avevo con me ben due guide turistiche della California. Ricordo ancora una frase nella guida Lonely Planet. Diceva piu' o meno: "Telegraph Avenue e' famosa, oltre che per gli hippie, per le sue librerie. Si dice che su Telegraph siano in vendita oltre 1.000.000 di libri". Questo era nel 2001, il numero e' probabilmente molto diverso ora---molto piu' basso.

All'epoca c'erano tre librerie molto grandi nello spazio di in un isolato. Cody's che vendeva libri nuovi. Subito attaccata a Cody's era Moe's che vendeva libri usati, e infine al lato opposto della strada Shakespeare & Co. che forse alcuni di voi conosceranno perche' e' anche a New York, Roma, e Parigi (curiosita': a Roma e Parigi c'e' una sorta di simmetria nella posizione delle rispettive Shakespeare & Co.).
Gli ultimi erano, e sono, specializzati in libri usati.

Nel 2001, forse ve lo ricorderete, la fiducia negli acquisti online era molto inferiore ad ora; Amazon non era il colosso che e' adesso. Fatto sta che Amazon sta praticamente uccidendo le librerie tradizionali. * (vedi nota a pie' post per un esempio:) ).
Delle tre librerie di Telegraph, Moe's va sempre forte (c'e' sempre qualcosa d'interessante a buon prezzo), Shakespeare & Co., non so come fa, ma sopravvive, Cody's ha chiuso.

Ma, prima di chiudere, e' successo un casino. Il tipo che aveva posseduto Cody's per un secolo l'ha venduta a una compagnia giapponese nel 2006 per una montagna di soldi. La compagnia giapponese, pensando di avere un marchio molto forte, ha aperto una libreria gigantesca---ma molto poco fornita e con concorrenza spietata a due isolati---nel pieno centro di San Francisco (attaccata al Virgin Megastore). Pochi mesi dopo, in piena schizofrenia da business, hanno aperto un'altra locazione in una zona ricca di Berkeley (non vicino all'universita'). Nel giro di un anno la locazione di San Francisco e' stata chiusa (del resto, nessuno comprava niente) e a inizio 2008 si sono spostati di nuovo in una locazione a Berkeley vicino al campus chiudendo quella nella zona ricca.
A Giugno, infine, Cody's ha dichiarato bancarotta (e auspicabilmente non aprira' piu' librerie...).

Chi scrive del declino della libreria in carne ed ossa enfatizza "l'esperienza" di vagabondare fra gli scaffali senza sapere esattamente cosa si desidera---un'esperienza che, secondo loro, perderemo nel futuro. Oppure, senza spiegare bene perche', l'importanza 'sociale' di fare shopping local and small.

Per quanto mi riguarda, di entrambe le cose m'importa poco. E m'importa poco che le librerie in carne ed ossa sopravvivano o no. Mi dispiace, pero', che gli acquisti online tolgano tantissimi soldi allo stato. Dovete sapere che chi vende online puo' permettersi di non fare pagare tassa alcuna (una legge dell'ottocento, non scherzo, che dice che se una compagnia non ha presenza fisica in uno stato non e' vincolata a far pagare la tassa di vendita. la legge era stata fatta per favorire il commercio fra stati e la vendita per corrispondenza).

Il che significa che ogni anno, gli stati americani perdono miliardi di dollari che potrebbero essere usati in educazione, assistenza medica, recupero di zone urbane degradate, etc. etc.
Questo Aprile lo stato di New York ha cercato di imporre una Amazon Tax. Amazon ha risposto facendo causa allo stato di New York... e probabilmente finiranno davanti alla corte suprema. Tutto quello che ho da dire e' Go New York!

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* Per darvi un'idea della potenza di Amazon, qualche giorno fa sfogliavo in libreria un testo su Dreamweaver CS3 (l'editor XHTML); sono stato quasi tentato di comprarlo perche' sto lavorando ad una homepage, e non ho molto tempo per capire i dettagli del software "da solo". Poi non ce l'ho fatta a pagare 49.99$+tassa dell'8%. Tornato a casa ho visto che Amazon vende lo stesso libro a 31$ (senza tassa e spese di spedizione gratuite).

6 comments:

Emigrante said...

Tutto sommato io credo che il futuro non sia nemmeno di Amazon ne' delle case editrici. In fondo non appena ci sara' un dispositivo tipo IphoneBook (e ci sara') a che servira' Amazon? Vado sul sito dell'autore e me lo scarico. Se sono all'antica, ne ordino una copia che viene stamapata esattamente per me, con la carta che sceglgo e nel formato a me piu' comodo. Magari gli chiedo per email anche precisazioni su quello che ho letto.

Fabrizio Cariani said...

emigrante: sono d'accordo, anche se pare che Amazon voglia arrivare per prima nella corsa per l'Iphonebook :)

a parte la triste storia di Cody's l'unico altro punto che volevo fare era sulla tassazione. gli Americani hanno quest'attitudine secondo cui la tassazione e' una sorta di affronto personale.

Anonymous said...

Sul formato digitale dei libri ho delle riserve. Credo che si possa fare, ottimizzare col print on demand senza dubbio ma anche che il passaggio potrebbe nel tempo rivelarsi tuttaltro che innovativo.

Per le librerie, sottoscrivo quel che dici Fabrizio, la questione della tassazione mi risulta assai più interessante degli scaffali.

Infine.. Dreamweaver???? Stai facendo un sito? Pensato a un esorcista? Quando ho aperto quella porta.. non l'ho mai richiusa..Attento! :-)


A.

Moky in AZ said...

Scusate, ma a me piace la sensazione della carta tra le mani... di leggere un libro su uno schermo... ci ho provato e non ci riesco. Per quanto riguarda la tassazione, a me il fatto di non venire tassata per compere online fuorni stato (il 99% mio), fa piacere, e tanto. Io proprorrei di eliminare i vari tax breaks che l'amministrazione di Bush ha regalato alle compagnie petrolifere e tutte le altre societa' di "special interest"... Parliamo di miliardi di dollari, presumo...

Fabrizio Cariani said...

a.: Dreamweaver, uhm, purtroppo devo are un sito che contenga il mio lavoro. C'ho talmente tanto da fare che dubito andro' in fissa con DW (anche se l'altro lato della faccenda e' che non saro' in grado di sfruttare il software al massimo delle potenzialita').

moky: hai ragione le compagnie petrolifere vanno tassate selvaggiamente. ma questa tassazione dovrebbe servire principalmente a progetti federali

le tasse delle librerie sono statali e locali, e "miliardi di dollari" sono anche i profitti di Amazon...

pecorilla said...

neanche a me piace leggere su schermo! c'è da dire che ormai mi capita spesso di leggere quotidiani online, o di scaricare letture sempre dal web...ma la carta è la carta e non credo sia solo una questione di abitudine.

per quanto riguarda la presenza fisica di una compagnia in uno stato, la domanda che mi viene da fare è: Amazon avrà pure una qualche sede legale in un pur remoto buco negli USA? oppure è un'entità virtuale? o mi sfugge qualcos'altro?