Saturday, March 13, 2010

Catastrofine

Insomma, succede che di ritorno dal panettone Oregoniano abbia dovuto subire il furto del mio amatissimo MacBook Pro.

Non vi tedio con i dettagli perche' l'ho gia' fatto

su Yelp!

Alla fine, il danno e' relativamente poco, niente dati persi, computer assicurato dall'universita', franchigia semplicemente ammortizzata dal mio fondo di ricerca.

Il vero danno e' che nell'attesa del mio rimpiazzo ho dovuto "adottare" un computer su base temporanea (e' impossibile fare il mio lavoro senza computer). Per farla breve, mi sono fatto tentare dalla mania dei netbook e ne ho preso uno (HP mini).

Alcune osservazioni:
1) Erano sette anni che non usavo una macchina basata su Windows per lavorare, e vedo con dispiacere che poco e' cambiato. Antivirus invadentissimo, Windows si lamenta in continuazione del fatto che le cose che faccio non sono sicure (oddio sto per aprire "Kindle for PC", sara' sicuramente pericolosissimo...); l'unico vero passo avanti e' che ora il computer cerca i driver per le periferiche automaticamente.

2) Sara' che ero abituato al Macbook Pro che andava "a mazzetta", ma i Netbook sono macchine davvero scarse. Ora capisco molto meglio la scelta di Apple di produrre l'infamatissima (anche da me) iPad. Inizialmente, non capivo perche' avessero deciso di fare una macchina tanto limitata nelle sue capacita', ma ora vedo che i Netbook non sono molto diversi.

Fondamentalmente, i Netbook sono grossi iPod touch, piu' comodi per scrivere, con l'aggiunta di Flash (che i vari iPod/iPad/iPhone non possono usare) e (limitate) capacita' di multi-tasking.

Saturday, March 06, 2010

Il Monte Scapolo

Siamo in montagna al Mount Bachelor, in Oregon. Tre giorni di sci prima di tornare al lavoro. Devo dire sono rimasto davvero positivamente colpito dalla locazione. Per essere una montagna isolata il Mt. Bachelor ha una varieta' incredibile di piste. Ogni singola seggiovia ha 4-5 piste principali, ciascuna con varie diramazioni, tutte sciabili.

Cliccare per la versione ingrandita.

Certo, le piste non sono lunghe come alcune delle piste che ricordo in Alto Adige, ma sono certamente piu' lunghe delle tipiche piste appenniniche.

Inoltre:

1) Da quello che ricordo della Val Gardena, sulle piste migliori (spesso esposte sulla facciata Nord) si formavano, specie nel pomeriggio, consistenti quantita' di ghiaccio. Questo week-end, di ghiaccio ne abbiamo incontrato pochissimo, anche sciando sulla facciata Nord.

2) Al Mt. Bachelor, praticamente non c'e' mai fila (ma forse oggi che e' Sabato sara' diverso).

3) La classica attitudine americana da "il cliente ha sempre ragione, anche quando chiede cose irragionevoli" vince anche qui: i biglietti per le seggiovie costano meno nei giorni di cattivo tempo, e quando comprate un biglietto per 3 giorni, potete usarlo in uno qualsiasi dei sei giorni successivi (chissa' magari questa non e' una differenza USA-Italia, ma una differenza fra quando andavo a sciare coi miei 15 anni fa e oggi).

4) Dato che non e' una destinazione "famosa", i biglietti, anche nei giorni di sole, hanno prezzi assai ragionevoli.

5) Neve naturale in abbondanza (solo una pista ha i "cannoni" per la neve artificiale, e mi sembravano attualmente inutilizzati).

Si' si', sono proprio soddisfatto!!

Infine, non per tirarmi un po' di sfiga addosso in quest'ultimo giorno, ma dopo 2 giorni di sci il ginocchio tiene benone.

Monday, February 15, 2010

Gentilezze

A Chicago, come forse raccontavo in precedenza tutti gli edifici hanno due porte. Uno sempre aperto per toglierti dal freddo mentre cerchi le chiavi, e uno che e' il vero e proprio portone.

Questo fa si' l'atto di aprire la porta ad un'altra persona sia spesso privo di alcun significato--nel senso che non conta come una 'gentilezza'--perche' nella quasi totalita' dei casi l'altra persona deve aprire la seconda porta per te.

E ovviamente fare la corsa per aprire anche la seconda porta e' fuori discussione, a meno che non si tratti di una persona anziana.

_______________________

In altre novita' sono stato al mio primo concerto hip hop. Eh si', dopo letteralmente centinaia di concerti rock, jazz e classica ho scavalcato la barriera e sono andato a vedere, con il mio collega David il concerto di Mos Def + DOOM. E forse non ne valeva la pena.

Sebbene avessimo gia' i biglietti, abbiamo fatto un'ora di coda per entrare--coda ovviamente fatta nel solito freddo (circa -5 gradi) permanente cui ormai siamo abituati.

Comunque alla fine ce siamo entrati con *abbondante anticipo* sul concerto: eh gia' perche' "Gates Open at 7, Opening Act starts at 8" significava che c'erano una mezza dozzina di DJ andati avanti fino praticamente alla mezzanotte.

A mezzanotte la gente ha cominciato a spazientirsi e a tirare un po' di tutto sul palco.

Mos Def e' salito sul palco a mezzanotte e mezza. E non mi e' piaciuto. Sebbene abbia ascoltato alcuni suoi dischi e li trovi OK, la sua voce dal vivo era davvero troppo impastata e carica di toni medi per riuscire bene dal vivo.

DOOM, un rapper che va sempre mascherato e i cui dischi (prestatimi da David) invece mi piacciono davvero, ha fatto un concerto brevissimo: cominciato all'1 e finito all'1:30... oppure no?

A quanto pare questo losco figuro e' famoso per aver mandato un sosia a fare diversi concerti al posto suo. E la gente praticamente ne ha dette un po' di tutti i colori, che non era lui, che la performance era in playback e chi piu' ne ha piu' ne metta. Quel che e' peggio e' che probabilmente tutti questi scettici avevano ragione.

Mi sa che per quanto riguarda i concerti tornero' sulla vecchia strada, ma questo DOOM, in versione registrata, il suo perche' ce l'ha.

Saturday, February 06, 2010

Il tunnel emotivo.

Ieri ho giocato a Basket con degli undergraduates e mi hanno distrutto. Il mio problema e' che a Basket non gioco abbastanza spesso per avere un tiro preciso. Pero', sapendo giocare ad altri sport, riesco spesso a liberarmi abbastanza facilmente per avere un tiro completamente non marcato e relativamente vicino. Ovviamente, sbaglio. E a ogni nuova azione la difesa avversaria mi regala piu' spazio. Sempre piu' spazio. Sempre piu' pressione. E sbaglio di nuovo. Argh!

Friday, February 05, 2010

Studiare in America (2)

Allora vi ho detto dei problemi. Nel post di oggi una serie di accorgimenti per ridurne l'impatto. Nel prossimo capitolo un po' di strategie bastarde

P. deve fare domande realistiche.

Se non ha soluzioni ovvie ai problemi che ho elencato nel post precedente, e' inutile che P. faccia domanda nel dipartimento n.1 e ambisca a studiare con i premi nobel (chesso' diciamo a Harvard--e' solo un esempio, il dipartimento #1 cambia da campo a campo, e in filosofia non e' Harvard).

I dipartimenti nella top 5 si possono permettere il lusso di ignorare tutte le domande che appaiono meno che perfette. In questo modo, cercano di massimizzare le chances di ottenere gli studenti migliori.

Mi ricorda un po' un annuncio che lessi nella sezione "Dating" di Craigslist. C'era una tipa che elencava fra le qualita' necessarie per andare a un appuntamento con lei, che l'uomo guadagnasse piu' di $100000 l'anno. I dipartimenti top funzionano un po' cosi'.

D'altro canto, universita' con un ranking un po' piu' basso (in Filosofia questo accade particolarmente al di fuori della top 15) cercano i loro studenti in modo un po' piu' creativo. Sanno che, in molti casi, non possono ammettere gli studenti che sembrano migliori "on paper" e cercano di massimizzare la probabilita' di trovare gemme nascoste (ad esempio il nostro P.).

Per farvi un esempio, il dipartimento in cui sono ora, che e' assolutamente eccellente ma fuori dalla top 20, cerca studenti che siano o particolarmente motivati nelle aree di forza oppure studenti che per qualche ragione passano inosservati. Gli studenti stranieri sono un esempio della seconda categoria.

Il mio suggerimento dunque e' di fare un paio di domande ambiziose (top 5-top 10), qualche domanda di fascia intermedia (10-30) e un paio di domande di "riserva" (sotto al 30).

Questo e' un grosso errore che io feci all'epoca delle mie domande: feci domanda soltanto in dipartimenti nella top 5 + Berkeley (che era un po' piu' in basso). Non a caso, entrai solo a Berkeley.

Conviene che P. faccia domanda per dipartimenti in cui ci sono professori italiani.

Ovviamente non e' detto che il professore italiano finisca nel comitato di ammissione (il dipartimento di solito delega a un gruppetto di colleghi di lavorare alle ammissioni). Tuttavia, specie se il professore italiano e' nelle aree d'interesse di P. spesso vale la pena di far si' che venga contattato dal relatore di P oppure da P. stesso, se il relatore non se la sente.


P. deve cercare gli anglofili nella sua Universita'

Ogni dipartimento in Italia, ha un gruppetto sparuto di professori anglofili: quelli che vanno alle conferenze internazionali, pubblicano molto in Inglese. Se scrivete la tesi con uno di questi, le vostre chances aumentano significativamente, specie se il loro PhD viene da un'universita' straniera (in filosofia queste sono bestie rare: di solito, PhD da un'Universita' straniera significa carriera all'estero, ma nelle scienze ne esistono parecchi) e magari possono spiegarvi in dettaglio il processo.

Lavorare con gli anglofili contribuisce a risolvere il problema delle lettere, ma solo a condizione che P. si faccia spiegare dal suo professore anglofilo quali sono i suoi contatti internazionali principali.

Tesi all'estero.

Molte universita' danno una borsa di studio per trascorrere un periodo di studio all'estero per la tesi. E' un buon modo per farsi conoscere da qualche professore americano e magari ottenere una lettera.

L'errore piu' comune che gli studenti italiani fanno in queste circostanze e' di andare a studiare con i professori piu' famosi, quelli coi premi nobel, che fanno le lezioni magistrali davanti alla Regina d'inghilterra, e vengono invitati a ogni conferenza mondiale.

Questi sono: (a) i professori piu' impegnati (b) la loro mente e' spesso talmente cristallizata sulle idee a cui hanno lavorato per 40 anni che, a meno che non siate al lavoro sui loro progetti, avranno poca attenzione da dedicarvi (c) di solito sono in eta' avanzata e tendono ad essere un po' distanti dalle dinamiche attuali della professione accademica (d) devono scrivere talmente tante lettere e seguire talmente studenti che finiscono per scrivere lettere generiche e poco efficaci, specie per persone che hanno conosciuto per periodi relativamente brevi.

Cercate invece studiosi giovani ma relativamente affermati. E' difficile sapere in partenza chi siano, ma e' qui che il consiglio del vostro relatore esterofilo puo' venire utile.

[Ce ne sono altre, ma questo post e' gia' troppo lungo, al prossimo giro arrivano le strategie bastarde]

Monday, February 01, 2010

Studiare in America (1)

Ogni tanto ricevo delle e-mail da studenti Italiani che vogliono studiare negli USA per un qualche titolo post-laurea. Ed e' da un po' che mi riprometto di scrivere un post per riassumere le mie idee in merito. Mi sono reso conto che sara' necessaria una serie di post (uhm, una serie di post che non interessano il lettore abituale... sara' mica una campagna pubblicitaria?).

Credo di avere qualcosa di interessante da dire, avendo visto il processo sia dall'esterno (da "applicant": questo e' un termine che si usa per chi fa domanda, e lo usero' nel post perche' non c'e' una parola italiana equivalente) che dall'interno (da membro del dipartimento) come funzionano le ammissioni al dottorato.

Purtroppo, non c'e' un metodo universale che garantisca o persino renda probabile l'ammissione. Quasi tutti gli studenti italiani che conosco hanno dei percorsi individuali del tutto particolari, da cui e' difficile trarre utili generalizzazioni (peraltro e' difficile trarre generalizzazioni da disciplina a disciplina).

Pero' posso spiegare cosa non fare, e indicare gli ostacoli principali a causa dei quali una buona parte delle domande risultano fallimentari. Consideriamo un applicant immaginario/a che chiameremo P.

Ipotizziamo che P. faccia domanda per un dottorato (che e' la domanda piu' difficile da vincere). Per oggi voglio soffermarmi soltanto sulle principali difficolta' che P. incontrera'. Nel prossimo "capitolo", indichero' alcuni accorgimenti che possono ridurne l'impatto.

I) I grandi numeri.

Il principale problema per P. e' che le probabilita' sono basse in partenza. In Filosofia (e non sto dunque parlando di qualche scienza fighetta, ma Filosofia!), il programma medio ammette 5-8 dottorandi l'anno tratti da una base di circa 300 domande. Ovviamente, ci sono programmi molto piu' grandi (matematica a Berkeley ammetteva circa 25 studenti l'anno, ma da una base ancora piu' grande, la business school di Northwestern ha un programma di dottorato che ammette 28 studenti l'anno da un base di 800 domande).

Le probabilita' sono dunque fra l'1 e il 3%, senza considerare se o meno P. parta svantaggiato.

II) P. parte svantaggiato.

In Filosofia si decide l'ammissione essenzialmente sulla base di tre fattori: i voti dello studente, le lettere di raccomandazione (scritte per lui/lei dai professori dell'universita' dove ha studiato), un paper di circa 20-25 pagine scritto dallo studente, e i test standardizzati (tipo GRE).

P. parte svantaggiato in ciascuno di questi fattori.

a) a meno di casi eccezionali (spiegati sotto), le lettere di P. sono scritte da gente ignota al comitato d'ammissione. Al contrario, gli studenti americani spesso hanno lettere scritte da colleghi la cui reputazione, e il cui posto nella professione, sono ben noti.

b) i voti sono espressi in un sistema che l'accademico americano non capisce (per fortuna i voti non contano moltissimo nel processo).

Inoltre, c'e' sempre un po' di paura che una sfilza di 30 e lode possa significare semplicemente che il sistema di valutazione e' molto inflazionato.

DIGRESSIONCINA: Di fatto, in tutto questo processo, ci sono degli enormi squilibri nella percezione degli studenti: uno studente di Harvard con una media di A- appare piu' attraente di uno studente di Bologna (dove io ho studiato) con una media del 30.

Io non so dirvi se questo favoritismo sia giustificato o meno. Come molti, ho trovato gente che aveva studiato a Stanford, Princeton etc. che non aveva il mio stesso livello di determinazione/preparazione (d'altra parte ho anche trovato gente che aveva lauree da quelle universita' e talento praticamente illimitato, come non avevo mai visto altrove). E' anche noto che, nel caso circoscritto e per lo piu' isolato delle scienze, la preparazione italiana e' spesso giudicata molto competitiva. Ma questo non significa che il favoritismo non sia, nel complesso, giustifcato.

Per fare un'analogia sportiva, a volte una societa' di serie A compra un giocatore, diciamo dalla serie A Uruguayana: non c'e' sicurezza che le qualita' mostrate nell'un contesto siano sufficienti a far bene nell'altro. E' utile immaginare le varie commissioni come impegnate da questo punto di vista.

c) P. non e' al corrente dei desiderata accademici nelle universita' anglofone e fa fatica a comporre un paper di 20-25 pagine che sia all'altezza (tutto questo astraendo da potenziali problemi linguistici).

Questo e' un grosso limite delle nostre universita' : in Italia, dipende dall'iniziativa dei singoli docenti se o meno imporre ai nostri studenti di imparare a scrivere testi argomentativi che cerchino di rispondere a un minimo standard accademico (la maggior parte delle tesine scritte nel corso di laurea in cui mi sono laureato conterebbero come plagi nella maggior parte delle universita' americane).

Il problema non si pone con tanta prepotenza nelle scienze perche' in quei casi c'e' molta meno enfasi sulla scrittura.

d) da ultimo, uno svantaggio piccolo che tuttavia esiste: test come il GRE danno un leggero vantaggio "culturale" a chi e' locale.

Nel prossimo post, cerchero' di spiegare cosa si puo' fare per ridurre l'impatto di questi problemi.

Monday, January 25, 2010

Tamarrolandia.

Di questi tempi tutti, persino il New York Times, parlano di Jersey Shore.

Trattasi di una seria televisiva basata sulle avventure di un gruppo di tamarrissimi italo-americani* del New Jersey.

L'asterisco e' per segnalare che alcuni di questi non sono nemmeno Italo-americani, ma semplicemente si atteggiano da Guidos (vedere l'articolo linkato sopra).

Ma non e' di Jersey Shore che voglio parlarvi. Ma di un altro show proposto dalla concorrente di MTV, VH1. Lo show non e' proprio nuovo ma con Angeline lo abbiamo scoperto solo quando eravamo in Messico.

Cominciamo da qui.

Q. chi sa dirmi chi e' Brett Michaels ?
A. l'ex-cantante dei Poison.

Q. e chi sono i Poison?
A. sono un gruppo che, fra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90 ha rappresentato proprio tutto il peggio che esistesse in termini di tamarraggine.
(dimostrazione qui). I Poison erano un incrocio fra i Guns and Roses e del gruppo di Mirko di Kiss me Licia. E piu' tamarri di entrambi.

Q. vabbe' e allora che c'entra Brett Michaels?
A. VH1 ha costruito attorno a lui un reality show, Rock of Love, in cui, ormai decadente e vicino ai 50, cerca una partner per la vita.

Q. vabbe' ma quanto decadente?
Ummm... parecchio eh. Diciamo un po' Mickey Rourke e un po' Zoolander.



Okay. Basta Q&A. Il reality consiste in Michael che seleziona fra 20 donne la piu' adatta ad essere la sua compagna.

La prima cosa buffa di questo reality (almeno nella puntata che Angeline ed io abbiamo visto) e' che e' chiarissimo che proprio non c'e' alcun sentimento fra lui e queste donne (in nessuna direzione). Nonostante il contesto assurdamente maschilista, le donne fanno fatica a nascondere il fatto che provano un leggero disgusto nei suoi confronti. E lui, da parte sua, fa fatica a nascondere il fatto che tutti questi discorsi sulla "donna della sua vita" e' obbligato a farli per mandare avanti lo show.

Ma c'e' un twist esaltante, e allo stesso tempo tragico. Scopro da wikipedia che Rock of Love ha completato ben tre stagioni. Alla fine di ogni stagione, Brett seleziona una compagna; stanno insieme per qualche mese, il rapporto inesorabilmente si logora, e finisce.
Brett e' di nuovo single e si riaffaccia sul "mercato" con un'altra stagione del suo programma. Ripeto, a questo punto la sequenza ha avuto gia' tre iterazioni. E la quarta e' in preparazione.

Non e' tutto. Apprendo da wikipedia che a Rock of Love sono seguiti una serie di spin-off. I piu' interessanti sono:
1) I love money. che e' un reality cui partecipano tutta una serie di concorrenti eliminati in vari *altri* reality (fra cui Rock of Love).
2) Rock of Love: Charm School in cui alcune delle concorrenti eliminate in ROL partecipano per vincere il premio di Charm School Queen.

Praticamente sono tornei di consolazione!!!!

Spero che questo vi aiuti a capire come sia possibile che la TV via cavo negli USA offre centinaia di canali.

Tuesday, January 19, 2010

Cosa Restera'...

Durante le feste c'e' stato un party dipartimentale. E' emersa una conversazione interessante con alcuni dei nostri dottorandi circa alcuni film degli anni '90. A un certo punto uno di loro, di punto in bianco, sentenzia: "gli anni '90 hanno fatto schifo musicalmente".

A questo punto tiro fuori la mia espressione areyoufuckingkiddingme????. E pontifico a mia volta: "non c'e' stata una singola band in tutta questa decade (quella appena finita) del valore delle migliori band anni '90, a meno che non fosse una band come i Radiohead che aveva gia' fatto il meglio negli anni '90".

Scopro con interesse che nell'immagine dell'hipster sbarbatello gli anni '90 sono associati con band come i Korn che ora, a dirla tutta erano pessimi, che piu' pessimi non si puo'.

Ma che scherziamo??? Jeff Buckley, Radiohead, Massive Attack, Portishead. Tutto questo e' successo per nulla???

Non potendo trattenermi, chiedo allo sbarbatello di consegnarmi il suo anno di nascita. 1986 Ettecredo che gli anni '90 ti hanno fatto schifo..

Pero', sbarbatelli di tutto il mondo, se mi sfidate io vado in modalita' Pitchfork e sciorino una top 20 degli anni '90 che non potrete mai raggiungere con la vostra patetica decade.


__________

Finalmente ho tolto la Bay Area e ci ho messo... Chicago. Chicago e' stata a un passo dal diventare una sorta di pseudo-Parigi. Per fortuna non e' successo, ma la storia e' intrigante, e forse uno di questi giorni andra' raccontata.

Thursday, January 14, 2010

34

Processo di acquisizione del corpo per Chicago: 70% completo.

La temperatura e' salita sopra lo zero Celsius (precisamente a 34 Fahrenheit, da cui il titolo: vale a dire 1 grado) per la prima volta in non so quanto tempo.

L'impressione che fa e' che sia improvvisamente arrivata la primavera. Non mi abbottono piu' il giaccone, non metto ne' cappello ne' guanti. La gente e' tutta felice.

A quanto pare, nei prossimi giorni si arrivera' addirittura a 5 gradi, il che sarebbe davvero fenomenale.

In realta', uno dei miei colleghi mi ha spiegato una teoria (teoria popolare eh, non e' che si stia parlando di scienza) secondo cui il clima a Chicago e' meglio descritto dall'ipotesi che ci siano sei stagioni di circa due mesi l'una.
Per farla breve, c'e' la stagione piu' fredda (Dicembre/Gennaio) e la piu' calda (Giugno/Luglio). Ciascuna e' fiancheggiata prima e dopo da due stagioni di transizione.

All'inizio pensavo che la teoria fosse stupida: all'apparenza, Chicago ha solo due stagioni, Estate e Inverno, divise da due settimane di transizione. Ma ora che ho passato qua quattro mesi comincio a vedere le sfumature.

Tuesday, January 12, 2010

Isla Mujeres/Isla Contoy

La parte finale delle foto che ho linkato nel post precedente, e probabilmente la piu' caratteristica, viene da Isla Contoy. Isla Contoy e' un isola non abitata a Nord Est dello Yucatan.

Cancun in basso a sinistra, poi Isla Mujeres proprio li' davanti, e piu' a nord c'e' Isla Contoy.

Contoy e' stata trasformata in biosfera/parco naturale dal governo messicano. E francamente hanno avuto un'idea geniale. La giungla e' popolata da centinaia di specie diverse di uccelli (inclusi pellicani e altri piu' rari). I granchi che si vedono nelle foto si chiamano "Granchi Eremita" che e' la miglior traduzione che posso dare di "Hermit Crab". Si proteggono caricandosi in spalla una conchiglia. Quando la conchiglia si rompe, pare addirittura che la cambino. Ho un video di un granchio con in spalla una conchiglia che sara' stata lunga 8 cm. Incredibile.

Ha una spiaggia fantastica e completamente deserta (l'isola si puo' raggiungere solo in barca da Isla Mujeres di cui sotto) in cui potete nuotare praticamente da soli (voi, e l'altra mezza dozzina di turisti che hanno letto bene la guida).

A Isla Contoy ci si va in un paio di modi differenti, ma solo con piccolissime imbarcazioni (il molo e' piccolo e non adatto a barche piu' grandi). La piu' gettonata e' la cooperativa di pescatori di Isla Mujeres. Per 55 dollari ti portano li', ti prestano maschere e pinne se vuoi nuotare e vedere la fauna subacquea, e poi giusto per completare l'opera mentre sei in giro per l'isola vanno a pescare un po' di pesce che ti offrono grigliato nella Kabana dell'isola.

Isla Mujeres non e' disabitata, ma non e' neanche urbanizzata e sovrappopolata come Cancun. Mi ha ricordato, in verita' alcune delle isole del tirreno, come Ischia--eccetto che piu' piccola, piu' pianeggiante e, ovviamente, con un taglio messicano, riconoscibilissimo nei colori straordinari del cielo (mio fratello vedendo le foto mi ricordava "Messico e Nuvole" di Paolo Conte...). Se tornero' nello Yucatan, Isla Mujeres (e magari qualche rovina Maya) sara' la mia unica destinazione.

Monday, January 11, 2010

Servizi Telefonici

- por Espa~nol, oprima el 0 ahora
...
- for Banking Services, please press 1; for credit cards, please press 2 ... to speak to a representative please press 9

9

- for information about your checking account press 1, to order checks press 2, to order some of our banking products press 3 ... for any other inquiry, please press 9

9

- for Banking Services, please press 1; for credit cards please press 2 ... to speak to a representative please press 9

9

- for information about your checking account press 1, to order checks press 2, to order some of our banking products press 3 ... for any other inquiry, please press 9

1

- please enter your account number followed by the # sign.

xyzxyzxyzxyz

- please enter your password

zyxzyx

- I'm sorry I could not recognize the password

-yzxyzx

- thank you.

- [fischio] error 923 your request could not be completed.


____________________

Io odio queste cavolo di segreterie automatiche. Ancora peggio quelle con il riconoscimento vocale (che, in alcuni casi, non riconosce un fico secco). Le opzioni sono tutte completamente inutili, eccetto parlare al "banker".

Il problema e' che per parlare al banker devi fare i salti mortali fra 85 menu che ti danno opzioni per cose (tipo vedere l'estratto conto) delle quali chiunque usi il sito internet non ha bisogno.

Ah vabbe'.

Alcune brevissime:

(*) siamo tornati dal Messico da pochi giorni, un giro fantastico Cancun, Chichen Itza, Merida e Isla Mujeres.

foto qui.

Magari nei prossimi giorni vi racconto di alcune delle highlights.

Saturday, December 26, 2009

I cuochi

Un altro giorno, un'altra nevicata. Angeline notava che il compito delle macchine spazzaneve sembra molto limitato. Prendono la neve nel punto X e la spostano nel punto Y. Nel punto Y arriva un altro spazzaneve che la sposta nel punto Z. Non so bene come facciano ad essere efficaci, ma in qualche modo lo sono. Ieri addirittura per la "nevicata di Natale", mancavano gli spazzaneve e gli spargi-sale, quindi camminare era davvero un casino (noi abbiamo risolto restando a casa).

Angeline ed io abbiamo fatto il secondo (e speriamo ultimo!) natale consecutivo senza amici e famiglia. Il risvolto positivo e' che si cerca di renderlo una giornata interessante, dedicandosi ad attivita' creative. Nel nostro caso, abbiamo lanciato una mini-competizione culinaria la sera del 24 (ma abbiamo gustato per vari giorni a seguire).

Io mi sono lanciato in una versione fighetta degli spaghetti allo scoglio. Aragosta al posto dei gamberi e sugo al pomodoro con un'anticchia di zafferano.

L'immagine non rende bene le proporzioni: quello non e' un piatto normale, ma un grosso contenitore

Angeline si e' lanciata su un complicatissimo raviolo (pasta fatta in casa, ripieno di salsiccia patate, spezie e verdure).



Diciamo che io ho vinto quanto a presentazione, ma entrambi i piatti erano buonissimi.

Giusto per compiere l'opera, Angeline ha cucinato dei biscottini con la marmellata che ci hanno tenuto compagnia fino a quando, stamattina, non ne ho mangiato l'ultimo: :)



Questo era il tavolo post-cena (alcuni dei ravioli sono rimasti per il giorno seguente!)

Non prendetevela con me, se ancora uso le sedie da ufficio per cenare: questo semestre non ho avuto ospiti ed ho preferito concentrarmi su altre spese!

Monday, December 14, 2009

Only in San Francisco

Questa e' una notizia vecchia di quasi tre anni, ma siccome leggo i giornali in modo super-random mi e' arrivata solo tramite conversazioni ai party.

C'e' una specie di castello a San Francisco. Si trova nella terra di nessuno che e' fra Mission (il quartiere latino e degli "hipsters"), la zona piu' tetra di SoMa e le parte inferiore di Potrero Hill (ex zona povera--trasformata in zona per meta' residenziale/fighetta quando hanno scoperto che, da un lato della collina, c'e' una vista fantastica su downtown).

Questo castello e' il classico edificio che non c'entra niente con il resto della citta': ogni volta che ci passavo davanti mi chiedevo cosa fosse.



A quanto pare, un tempo era l'armeria cittadina. E' rimasta inutilizzata per qualche decennio, fino a quando nel 2007 un portale specializzato in film porno non l'ha comprata per farne una sorta di location dungeon-style per film a tema sado-maso.

A quanto pare, la citta' ora pullula di attori/attrici che girano film nel Porn Castle/Porn Palace.

Oh what a world...

Saturday, December 05, 2009

Il dilemma cappello

L'altro ieri, ad Evanston, camminavo davanti al Burger King per andare in dipartimento. Qualcuno aveva fatto cadere tre cubetti di ghiaccio per terra, e, nonostante il responsabile non fosse in vista, i cubetti mantenevano ancora la loro forma e spigolosita'.

In breve: s'e' fatto freddo.

Non freddissimo, ancora, ma freddo. In verita', non mi lamento affatto. Molti dei vestiti che ho comprato per prepararmi all'Inverno, sono sufficientemente caldi e passeggiare al freddo (quando siete ben coperti e non c'e' troppo vento) e' piacevole.

C'e' pero' un problema. Io ho una testa di dimensioni sproporzionate. Non patologicamente sproporzionate, ma visibilmente grande...

[Dimostrazione 1: Il mio professore di tecnica alle medie mi chiamava "capoccio'"]
[[Dimostrazione 2: queste foto, tratte dalla mia ultima presentazione qui a Northwestern: vederle, ha messo in primo piano l'urgenza di un taglio di capelli, che nel frattempo e' avvenuto]]

Il risultato e' che la maggior parte dei cappelli fanno proprio schifo in testa a me. O almeno, la maggior parte dei cappelli che 'mi entrano' mi danno un aspetto indecoroso. Questo e' particolarmente vero nel caso dei berrettini di lana che sono cosi' indispensabili in questa stagione.

La cosa e' imbarazzante specie nel confronto con Angeline: mettetele un cappello in testa e improvvisamente la sua testa acquista una prospettiva e uno stile particolari.

Ad ogni modo, ieri ho fatto il grande salto, ho trovato un berretto di lana che non fa completamente schifo (in testa a me).

P.S. Evidenza Fotografica. Che ne dite? (Non distruggetemi, che' altrimenti mi deprimo)



Thursday, November 26, 2009

Closure

Sono tornato da Angeline per il giorno del ringraziamento. Queste visite mi stanno aiutando a completare la mia transizione da cittadino della Bay Area a qualcos'altro.

In realta', sospetto che la transizione sia ad uno stadio molto piu' avanzato di quanto non credessi. Ho passato sette anni, per lo piu' fantastici, nella Bay Area ma, forse proprio per questo, mi sento pronto al cambiamento di scenario (che comunque e' gia' ben avviato).

Non so sia un effetto speciale che l'America ha su di me, oppure se, una volta che cominci a muoverti, diventi piu' irrequieto e vuoi sperimentare cose nuove. Non ho mai avuto questa sensazione a Roma: andai all'universita' a Bologna, ma non ero stanco di essere a Roma.

________________________

Ieri siamo andati a correre sulle colline di Berkeley. E' sempre la solita scena, con Angeline che pesa la meta' di me che va su come un grillo e io che arranco :)
[mentre in pianura sono di nuovo estremamente competitivo] A un certo punto mi sono reso conto che stavamo per passare davanti al campo dove mi sono fatto male al ginocchio. Ci ho portato Angeline ed a quattordici mesi di distanza ho trovato la dannatissima buca :)

Friday, November 20, 2009

Universita' della California

Leggo, prima tramite le status updates di gmail e poi sul giornale, che un gruppo di studenti ha occupato Wheeler Hall.



Questo e' l'ultimo sviluppo di una storia complicatissima che ha le sue cause immediate ieri, e le sue radici profonde nel 1933.

Ieri: gli UC regents, i "capi" dell'istiutizione hanno approvato un aumento delle tasse universitarie a $10000 per semestre per far fronte alla crisi del budget.

Questo e' l'ultimo (per ora) di una serie colpi all'immagine che l'Universita' della California rappresentava. L'immagine era quella di un'universita' pubblica allo stesso tempo in grado di:
- attrarre alcuni dei migliori ricercatori del mondo, spesso offrendo loro meno soldi di quanti non ne avrebbero ricevuti in universita' private equivalenti (ho sentito storie di gente che a rinunciato ad aumenti del 50% pur di restare: e non sono favole, gli stipendi di UC sono pubblicati online ogni anno).

- fungere da autentico strumento di mobilita' sociale.

Tutto questo ad un unico compromesso: i campus delle UC dovevano accettare un numero leggermente piu' alto di studenti rispetto alle universita' private con cui erano in competizione.

Io non sono sicuro se o meno sia possibile fare qualcosa per salvare questo modello: quelli che protestano (alcuni dei quali miei amici) sostengono essenzialmente che i regents lo stanno abbandonando troppo presto. I regents sostengono che alla luce della situazione economica non c'e' soluzione alternativa.

Da quello che capisco la questione e' tecnica, non ideologica. E non voglio entrarci per il momento.

E qui arriviamo al 1933. Nel 1933 la California aggiunge alla costituzione un nuovo requisito sul quorum richiesto per l'approvazione del budget. Da li' in poi, per approvare il budget il parlamento della california avra' bisogno di una maggioranza di 2/3.

Risultato: data l'ostilita' aprioristica dei repubblicani ad aumentare le tasse e' diventato impossibile aumentare le tasse in situazioni di emergenza [persino limitatamente ad azioni specifiche].

E questo ci porta ai giorni nostri. La scorsa primavera (o forse inizio estate), in colpevole ritardo, il parlamento Californiano ha approvato un budget che effettivamente distrugge l'Universita' della California. La ragione ovviamente e' che i Repubblicani hanno fatto resistenza ad oltranza contro qualsiasi aumento delle tasse.

Il mio messaggio nella bottiglia ai Repubblicani-tutti (dalla Housewife of Orange County ai membri della legislatura Californiana) e' di nuovo questo: aumentare o no le tasse e' una questione tecnica, non idologica.

Non tutto cio' che e' pubblico e' pensato per rubare i vostri soldi.

__________________________

Un link alla discussione nel NYT.

Monday, November 09, 2009

20

Non abitando su Marte, avrete sentito che oggi ricorre il ventennale della caduta del muro di Berlino. Per qualche ragione, e' un episodio che ricordo con estrema precisione.

Facevo la quinta elementare, e non e' che capissi granche' del significato dell'evento (dopotutto il programma di storia non sarebbe arrivato alla seconda guerra mondiale fino alla fine di quell'anno!).

Ricordo che il TG1 cominciava sempre con un segmento sulla guerra fredda, con un inviato a Washington e un inviato a Mosca (Demetrio..., Demetrio... come si chiamava???).

E ricordo che nel mio mondo iper-semplificato di ragazzino alla divisione delle due germanie (del muro o non avevo sentito parlare, oppure me l'ero dimenticato) erano associati questi due pensieri:

i) e' assurdo
ii) per fortuna sono divisi, altrimenti chissa' quante medaglie vincono alle Olimpiadi.

Ricordo che mia madre mi fece sedere davanti alla televisione (nella stessa casa in cui i miei vivono ancora adesso) e mi disse qualcosa come: "guarda, che' e' importante e un giorno lo studieranno a scuola." A me sembrava solo un gran casino, e quindi lei dovette spiegarmi a grandi linee l'impatto politico e simbolico.

Poche settimane dopo (il giorno di Natale) ci fu l'esecuzione di Ceaucescu in Romania. E ricordo che, a cosi' poca distanza, avevo completamente acquisito tutte le nozioni pertinenti.

Saturday, November 07, 2009

A tale of two cities...

Ho lasciato Chicago in queste condizioni. Mattina fresca e chiarissima. Dato che Chicago ha il lago ad Est, il sole emerge dalla massa acquifera e si riflette sulla skyline di Lakeshore avenue:




Per trovare San Francisco (dove a quanto pare nelle ultime settimane aveva fatto un caldo indecoroso) cosi', col nuvolone fantozziano che neanche fosse estate (che a SF e' molto nebbiosa).




A proposito di San Francisco. Da Settembre hanno deviato un pezzetto del Bay Bridge. Hanno fatto una sorta di chicane. Risultato nella 'S turn' ci sono stati 42 incidenti in 54 giorni d'apertura.

Thursday, November 05, 2009

Benvenuti a Skymall!

Passato buona parte della mattinata in aereo fra Chicago e Oakland. In Europa, molte compagnie aeree hanno il giornaletto "del duty free".

Negli USA, alcune compagnie, e nello specifico Southwest, hanno un catalogo fantastico che si chiama "Skymall". Skymall e' una delle maggiori fonti d'illuminazione sulla natura dell'homus americanus.

Questa la lista dei miei oggetti preferiti, dal catalogo di oggi (link funzionano tutti e potete vedere fantastiche foto degli oggetti in questione):

1) Gli alieni che rubano il nano..

Avete presente i nani "da giardino" no? Beh, quanto e' piu' di classe avere una scultura con gli alieni che rubano il nano? Hmmmm....

2) L'abbronzapiedi.

I calzini o i sandali aperti rovinano l'abbronzatura dei tuoi piedi? Nessun problema, ci pensa l'abbronzapiedi.

3) Il microonde portatile

Si attacca anche in macchina!

4) L'apparecchio che riconosce la vostra voce e stampa la lista della spesa.

Solo $100, per questo indispensabile aiuto per prevenire il tunnel carpale!

5) Un paio di sedie dal vecchio stadio dei Dallas Cowboys

Sono perfette per la vostra "sports-watching room"!

6) Occhiali da sole con telecamera incorporata

Dal sito: "These are the glasses with a built-in video camera that allow you to discreetly record all that you see."

Vabbe', avete capito dove fare spesa per i regali per me questo natale...