Ci sono tantissime ragioni per amare la versione online del New York Times. Qualche giorno fa ne ho scoperta una nuova: se leggete un articolo e non capite una parola, e' sufficiente selezionarla con il mouse. Apparira' un punto interrogativo. Cliccatelo e... tada', si apre una pagina con una voce di dizionario per quella parola.
Come tutti i quotidiani, il NYT sta lottando per la sopravvivenza del quotidiano tradizionale: lo fa nell'unico modo che ha senso reinventandosi per restare sulla cresta dell'onda.
Wednesday, July 08, 2009
Friday, July 03, 2009
Io ❤ il consumismo.
Quando a Maggio andai a New York, comprai due camicie e un paio di pantaloni da Bloomingdales. Una volta tornato nella Bay Area, decisi di riportare indietro la piu' costosa delle due: era davvero una cifra un po' eccentrica per una camicia a maniche corte. Per fortuna, Bloomingdales ha un negozio anche qui. Riporto la camicia, mi rimborsano e partita finita.
Ahem no. Oggi passeggiavamo per il centro commerciale in cui si trova Bloomingdales, al centro di San Francisco. E io cercavo una camicia a maniche corte. Dopo aver guardato in un paio di negozi, decidiamo di fare un salto da Bloomingdales... c'e' uno sconto del 40% su quasi tutto il settore uomo. Interessante. Giro un angolo... ed e' lei!!! La camicia che avevo comprato a NY!!! E' proprio lei, come dimostrato dal fatto che c'e' una sola taglia e mi sta perfettamente!
E' diventata il regalo di compleanno di Angeline (un po' in ritardo, ma aveva la mia autorizzazione :) ). Ma mi fa piacere pensare che a questo regalo ho contribuito in modo sostanziale!!!
Ahem no. Oggi passeggiavamo per il centro commerciale in cui si trova Bloomingdales, al centro di San Francisco. E io cercavo una camicia a maniche corte. Dopo aver guardato in un paio di negozi, decidiamo di fare un salto da Bloomingdales... c'e' uno sconto del 40% su quasi tutto il settore uomo. Interessante. Giro un angolo... ed e' lei!!! La camicia che avevo comprato a NY!!! E' proprio lei, come dimostrato dal fatto che c'e' una sola taglia e mi sta perfettamente!
E' diventata il regalo di compleanno di Angeline (un po' in ritardo, ma aveva la mia autorizzazione :) ). Ma mi fa piacere pensare che a questo regalo ho contribuito in modo sostanziale!!!
Thursday, July 02, 2009
I primi dieci giorni
da trentenne sono stati indipendentemente molto significativi. Alcuni punti un po' sparsi:
1) sono andato a Chicago per una conferenza e per guardare un po' di appartamenti. a Gennaio non ci avevo fatto molto caso perche' facevano -15 di massima, ma, vista con 30 gradi, Chicago e' molto bella (anche se geograficamente incredibilmente piatta: c'e' una sola collina ed raggiunge i 20 metri sul livello del mare!!!!) e molto vivace.
2) d'estate i Chicagoani vanno a farsi il bagno nel lago come neanche fosse Miami Beach, e alla sera riempiono i locali che hanno magari una terrazzina all'aperto sul fiume.
3) Martedi' ho discusso (con successo :P) la tesi. A questo punto per completare il dottorato devo semplicemente consegnarne il manoscritto definitivo (cosa che succedera' la settimana prossima). La conclusione del dottorato e' a portata di mano.
4) E' buffo che a volte dei momenti significativi passino piu' o meno inosservati. Nel baseball succede spesso che un giocatore, anche di qualita', finisca la sua carriera in una squadra di poche ambizioni e che nel momento in cui gioca la sua ultima partita non se ne renda neanche conto.
Oggi e' stato il mio ultimo giorno d'insegnamento a UC Berkeley. Chiaramente non l'ultimo giorno d'insegnamento della mia vita, e chiaramente passero' ad assumere un ruolo di maggior responsabilita' a Northwestern. Ma l'ultimo giorno di lavoro per questa istituzione che mi ha dato moltissimo, che adoro per tantissime ragioni (vediamo... il mio primo datore di lavoro, il posto in cui ho incontrato Angeline, il posto dove ho ottenuto il nucleo della mia formazione professionale... devo continuare?), e il cui futuro (a causa dei problemi di budget della California) e' in pericolo. Un po' di commozione me la permetto, prima di concentrarmi sull'ultimo obiettivo: la consegna della tesi.
1) sono andato a Chicago per una conferenza e per guardare un po' di appartamenti. a Gennaio non ci avevo fatto molto caso perche' facevano -15 di massima, ma, vista con 30 gradi, Chicago e' molto bella (anche se geograficamente incredibilmente piatta: c'e' una sola collina ed raggiunge i 20 metri sul livello del mare!!!!) e molto vivace.
2) d'estate i Chicagoani vanno a farsi il bagno nel lago come neanche fosse Miami Beach, e alla sera riempiono i locali che hanno magari una terrazzina all'aperto sul fiume.
3) Martedi' ho discusso (con successo :P) la tesi. A questo punto per completare il dottorato devo semplicemente consegnarne il manoscritto definitivo (cosa che succedera' la settimana prossima). La conclusione del dottorato e' a portata di mano.
4) E' buffo che a volte dei momenti significativi passino piu' o meno inosservati. Nel baseball succede spesso che un giocatore, anche di qualita', finisca la sua carriera in una squadra di poche ambizioni e che nel momento in cui gioca la sua ultima partita non se ne renda neanche conto.
Oggi e' stato il mio ultimo giorno d'insegnamento a UC Berkeley. Chiaramente non l'ultimo giorno d'insegnamento della mia vita, e chiaramente passero' ad assumere un ruolo di maggior responsabilita' a Northwestern. Ma l'ultimo giorno di lavoro per questa istituzione che mi ha dato moltissimo, che adoro per tantissime ragioni (vediamo... il mio primo datore di lavoro, il posto in cui ho incontrato Angeline, il posto dove ho ottenuto il nucleo della mia formazione professionale... devo continuare?), e il cui futuro (a causa dei problemi di budget della California) e' in pericolo. Un po' di commozione me la permetto, prima di concentrarmi sull'ultimo obiettivo: la consegna della tesi.
Monday, June 22, 2009
30
Il dipartimento dell'immigrazione ha deciso di farmi un regalo, e finalmente e' arrivata la mia
Employment
Authorization
Card
in realta' misteriosamente abbreviata (???) in EAD card.
Q: Ma come sono anni che sei in america?
A: Fino ad ora potevo soltanto accettare lavori "on campus", interni all'unversita'. Invece ora saro' libero, se voglio, di diventare cassiere in un supermercato. Ovviamente, dato il nuovo lavoro e tutto, continuero' l'impiego accademico :)
A proposito... il regalo e' per i 30 anni compiuti circa 8 minuti fa :)
Employment
Authorization
Card
in realta' misteriosamente abbreviata (???) in EAD card.
Q: Ma come sono anni che sei in america?
A: Fino ad ora potevo soltanto accettare lavori "on campus", interni all'unversita'. Invece ora saro' libero, se voglio, di diventare cassiere in un supermercato. Ovviamente, dato il nuovo lavoro e tutto, continuero' l'impiego accademico :)
A proposito... il regalo e' per i 30 anni compiuti circa 8 minuti fa :)
Saturday, June 20, 2009
Search Engines
Passeggiando per la rete ho trovato questo interessante sito:
praticamente, per ogni ricerca, vi da' (in versione anonima) i risultati di tre motori di ricerca, Google, Yahoo! e Bing il nuovo motore della Microsoft.
Voi votate per il vostro risultato preferito e poi vi rivela le identita' dei vari motori.
Mi ha fatto piacere scoprire che la mia preferenza per google non e' semplicemente frutto di propaganda: ho fatto circa 15 ricerche (in ambiti molto disparati) e il risultato e' stato che per 13 volte ho scelto Google, e solo una volta ciascuno Bing e Yahoo!
praticamente, per ogni ricerca, vi da' (in versione anonima) i risultati di tre motori di ricerca, Google, Yahoo! e Bing il nuovo motore della Microsoft.
Voi votate per il vostro risultato preferito e poi vi rivela le identita' dei vari motori.
Mi ha fatto piacere scoprire che la mia preferenza per google non e' semplicemente frutto di propaganda: ho fatto circa 15 ricerche (in ambiti molto disparati) e il risultato e' stato che per 13 volte ho scelto Google, e solo una volta ciascuno Bing e Yahoo!
Thursday, June 18, 2009
Nell'attesa...
non mi si vede molto piu' in giro causa tentativo di completare la tesi...
nel frattempo, se non avete avuto modo di vederlo,
ecco il segmento di Colbert di ieri sera su Berlusconi.
nel frattempo, se non avete avuto modo di vederlo,
ecco il segmento di Colbert di ieri sera su Berlusconi.
Monday, June 08, 2009
Cent'anni...
Cent'anni di solitudine l'avete probabilmente letto tutti, e forse ricorderete che il protagonista e' un'intera famiglia (adesso non ricordo quante generazioni, ma almeno 6). Mentre si scende di generazione in generazione i Buendia hanno fissazioni sempre diverse, ma un fondo caratteriale comune.
Ci pensavo oggi all'aeroporto di San Francisco. Mio cugino Marco (18 anni compiuti quest'anno) viene a stare da noi per qualche settimana per vedere l'ammerica. Il suo aereo e' atterrato alle 12:52 e, sebbene io abbia una ormai lunga esperienza di code all'Immigrazione, verso l'1:25 mi aspettavo che stesse per uscire.
Non viene, non viene. Fra l'1:30 e l'1:45 mi prende un mezzo attacco d'ansia. Ho studiato bene ogni persona fra i 15 e i 22 anni per essere sicuro che non fosse lui. Alcuni erano palesemente troppo alti (dialogo interiore fra il me impazzito e il me lucido: "sara' cresciuto?""... uhm... veramente l'ho visto due mesi fa e quelli sono almeno 10 centimetri di differenza", "ok...forse quello li'??", "guarda che Marco non ha la barba...") . Comincio a fantasticare su cosa possa essergli successo. Alla fine gli scrivo un messaggio "senti, non ti vedo. se leggi questo messaggio scrivimi". Risponde subito: "sto uscendo, ho appena preso la valigia".
Tornando a Marquez. La connessione mi e' venuta in mente mentre ero li', nel pieno di questo delirio perche' improvvisamente mi sono sentito identico a mio padre---il quale ormai e' famoso in famiglia per innumerevoli anneddoti legati proprio all'apprensione. E' un'apprensione rassegnata e passiva, quasi mai aggressiva: sa di non poter far si' che tutto vada bene, ma ciononostante vuole accertarsene al piu' presto possibile. E l'unica ragione per cui la attribuiamo solo a lui, e' che ha avuto modo di esercitarla. Datemi tempo e vedrete.
Ci pensavo oggi all'aeroporto di San Francisco. Mio cugino Marco (18 anni compiuti quest'anno) viene a stare da noi per qualche settimana per vedere l'ammerica. Il suo aereo e' atterrato alle 12:52 e, sebbene io abbia una ormai lunga esperienza di code all'Immigrazione, verso l'1:25 mi aspettavo che stesse per uscire.
Non viene, non viene. Fra l'1:30 e l'1:45 mi prende un mezzo attacco d'ansia. Ho studiato bene ogni persona fra i 15 e i 22 anni per essere sicuro che non fosse lui. Alcuni erano palesemente troppo alti (dialogo interiore fra il me impazzito e il me lucido: "sara' cresciuto?""... uhm... veramente l'ho visto due mesi fa e quelli sono almeno 10 centimetri di differenza", "ok...forse quello li'??", "guarda che Marco non ha la barba...") . Comincio a fantasticare su cosa possa essergli successo. Alla fine gli scrivo un messaggio "senti, non ti vedo. se leggi questo messaggio scrivimi". Risponde subito: "sto uscendo, ho appena preso la valigia".
Tornando a Marquez. La connessione mi e' venuta in mente mentre ero li', nel pieno di questo delirio perche' improvvisamente mi sono sentito identico a mio padre---il quale ormai e' famoso in famiglia per innumerevoli anneddoti legati proprio all'apprensione. E' un'apprensione rassegnata e passiva, quasi mai aggressiva: sa di non poter far si' che tutto vada bene, ma ciononostante vuole accertarsene al piu' presto possibile. E l'unica ragione per cui la attribuiamo solo a lui, e' che ha avuto modo di esercitarla. Datemi tempo e vedrete.
Wednesday, June 03, 2009
Gente Senza Futuro
Una capacita' che si apprende scrivendo molto (per es. nel mio caso, la tesi di PhD, argh!) e' la capacita' di indovinare quali siano i "vizi" di una bozza. Vale a dire, ogni volta che finisco una bozza di un capitolo della tesi, non ho bisogno di leggerla per indovinare l'80% dei difetti stilistici. So gia'cosa cercare, e ho sviluppato una routine per la quale non appena completato il capitolo li si corregge prima ancora della prima rilettura.
Uno dei piu' odiosi e' la mia tendenza a scrivere bozze piene di dichiarazioni al futuro: Faro', diro', esaminero' blah blah blah. Lo stile accademico punta-al-futuro e' la cosa piu' irritante dopo lo stile accademico punta-al-passivo (viene esaminata,e' stata notata da, etc. etc. ).
Vengo al punto: la lingua inglese facilita' molto le mie purghe anti-futuro. Mi basta mettere nel campo di ricerca la parola "will" e li becco tutti i maledetti futuri.
Questa lingua l'hanno pensata con la funzione "Search" in testa...
Uno dei piu' odiosi e' la mia tendenza a scrivere bozze piene di dichiarazioni al futuro: Faro', diro', esaminero' blah blah blah. Lo stile accademico punta-al-futuro e' la cosa piu' irritante dopo lo stile accademico punta-al-passivo (viene esaminata,e' stata notata da, etc. etc. ).
Vengo al punto: la lingua inglese facilita' molto le mie purghe anti-futuro. Mi basta mettere nel campo di ricerca la parola "will" e li becco tutti i maledetti futuri.
Questa lingua l'hanno pensata con la funzione "Search" in testa...
Saturday, May 23, 2009
Principianti...
Glamour Week
La settimana passata e' stata pazzesca. Piano piano arriveranno anche le foto (e la foto della scrivania!), ma eccone un brevissimo riassunto.
- Sabato 16: c'e' stata la "graduation" del dipartimento di filosofia. Questa e' la cerimonia un po' in stile Harry Potter in cui vengono celebrati gli studenti che finiscono il PhD. Io ancora non ho finito (mi manca un mese di lavoro alla tesi), ma ho comunque partecipato alla sfilata (mi sentivo un po' fraudolento, a celebrare a un mese dalla fine, ma, come sapete, gli Americani sono molto pragmatici).
Per l'occasione i miei genitori e mio fratello sono venuti quaggiu' ed ecco il grande shot di famiglia.
Non fatemi congratulazioni, ancora non ho consegnato la tesi.
- Da Lunedi' a Giovedi' l'intera famiglia si e' recata a New York, e qua ci si e' scatenati.
I tre Cariani a Brooklyn Heights
Mio fratello ed io abbiamo anche girato molto con il mio amico Stefano, che ci ha portato in tutta una serie di rooftop bars in una Manhattan praticamente gia' pronta per l'estate. Forse il mio preferito e' stato il 230 Fifth Avenue (Qui e' la recensione del New York Times con una foto che vi da' l'idea della vista).
- Ieri sera sono tornato ad Oakland, giusto in tempo per assistere con Angeline al concerto dei TV on the Radio.
Concerto abbastanza bello, ma ancora piu' eccitante e' stato andare finalmente al Fox Theater di Oakland. Anni di restauro hanno dato i suoi frutti: il Fox Theater di Oakland e' uno dei locali per musica rock piu' caratteristici in cui abbia messo piede. Seguono alcune foto che ho fatto dell'interno del locale: purtroppo la macchina era di quelle un po' scarse e al buio ha fatto un po' fatica.
La zona palco: notate la statua in stile "Indiana Jones e il Tempio Maledetto"
Decorazioni Laterali
E l'iperattivita' non e' ancora arrivata alla conclusione, perche' Martedi' si va a vedere Benigni che legge Dante a San Francisco!
- Sabato 16: c'e' stata la "graduation" del dipartimento di filosofia. Questa e' la cerimonia un po' in stile Harry Potter in cui vengono celebrati gli studenti che finiscono il PhD. Io ancora non ho finito (mi manca un mese di lavoro alla tesi), ma ho comunque partecipato alla sfilata (mi sentivo un po' fraudolento, a celebrare a un mese dalla fine, ma, come sapete, gli Americani sono molto pragmatici).
Per l'occasione i miei genitori e mio fratello sono venuti quaggiu' ed ecco il grande shot di famiglia.
- Da Lunedi' a Giovedi' l'intera famiglia si e' recata a New York, e qua ci si e' scatenati.
Mio fratello ed io abbiamo anche girato molto con il mio amico Stefano, che ci ha portato in tutta una serie di rooftop bars in una Manhattan praticamente gia' pronta per l'estate. Forse il mio preferito e' stato il 230 Fifth Avenue (Qui e' la recensione del New York Times con una foto che vi da' l'idea della vista).
- Ieri sera sono tornato ad Oakland, giusto in tempo per assistere con Angeline al concerto dei TV on the Radio.
Concerto abbastanza bello, ma ancora piu' eccitante e' stato andare finalmente al Fox Theater di Oakland. Anni di restauro hanno dato i suoi frutti: il Fox Theater di Oakland e' uno dei locali per musica rock piu' caratteristici in cui abbia messo piede. Seguono alcune foto che ho fatto dell'interno del locale: purtroppo la macchina era di quelle un po' scarse e al buio ha fatto un po' fatica.
E l'iperattivita' non e' ancora arrivata alla conclusione, perche' Martedi' si va a vedere Benigni che legge Dante a San Francisco!
Tuesday, May 12, 2009
Porte
Recentemente sono tornato sull'argomento differenze fra USA e Italia. Una delle mie preferite mi e' stata indicata qualche mese fa da mia mamma. E da allora mi sono chiesto quale sia la spiegazione.
A Roma, abbiamo una porta di casa massiccia, blindata e con tre serrature. Abitiamo in un villino, ma le persone che conosco che abitano in appartamento hanno porte identiche---se non addirittura piu' pesanti (eccezione: chi abita in palazzi storici e non ha rifatto le porte: le porte sono ugualmente massicce, ma non ugualmente blindate).
Al confronto, la porta del nostro appartamento a Oakland (che pure e' grazioso e ben tenuto) pare di cartapesta. La si puo' buttare giu' con un paio di pugni ben assestati. E' di legno, molto piu' leggera delle porte blindate da "citta' italiana" e sebbene abbia due serrature, quella "al centro" si puo' scassinare facilmente con una carta di credito.
Non so quale sia la spiegazione. Evidentemente, il tasso di furto in appartamento nelle citta' americane deve essere piu' basso che non in Italia (altrimenti sarebbe economicamente vantaggioso proteggersi). Ma cosa spiega quest'altro fatto?
Alcune idee:
- le citta' americane non si svuotano ad Agosto (che almeno a Roma e' il momento in cui i furti negli appartamenti sono concentrati).
- gli appartamenti di solito sono in affitto a ventenni relativamente squattrinati oppure hanno il portiere 24 ore (che risolve il problema furti in un modo indiretto).
- in ogni caso, se fossi un ladro, cercherei di rapinare una casa unifamiliare, piuttosto che un appartamento. Le case unifamiliari, specie nei sobborghi, sono super-esposte, spesso con finestre ad altezza busto.
Altre congetture?
A Roma, abbiamo una porta di casa massiccia, blindata e con tre serrature. Abitiamo in un villino, ma le persone che conosco che abitano in appartamento hanno porte identiche---se non addirittura piu' pesanti (eccezione: chi abita in palazzi storici e non ha rifatto le porte: le porte sono ugualmente massicce, ma non ugualmente blindate).
Al confronto, la porta del nostro appartamento a Oakland (che pure e' grazioso e ben tenuto) pare di cartapesta. La si puo' buttare giu' con un paio di pugni ben assestati. E' di legno, molto piu' leggera delle porte blindate da "citta' italiana" e sebbene abbia due serrature, quella "al centro" si puo' scassinare facilmente con una carta di credito.
Non so quale sia la spiegazione. Evidentemente, il tasso di furto in appartamento nelle citta' americane deve essere piu' basso che non in Italia (altrimenti sarebbe economicamente vantaggioso proteggersi). Ma cosa spiega quest'altro fatto?
Alcune idee:
- le citta' americane non si svuotano ad Agosto (che almeno a Roma e' il momento in cui i furti negli appartamenti sono concentrati).
- gli appartamenti di solito sono in affitto a ventenni relativamente squattrinati oppure hanno il portiere 24 ore (che risolve il problema furti in un modo indiretto).
- in ogni caso, se fossi un ladro, cercherei di rapinare una casa unifamiliare, piuttosto che un appartamento. Le case unifamiliari, specie nei sobborghi, sono super-esposte, spesso con finestre ad altezza busto.
Altre congetture?
Wednesday, May 06, 2009
Carriole di libri
Tramite Angeline, ho ricevuto questa e-mail, involontariamente divertente, inviata dal bibliotecario generale di UC Berkeley. Parla delle nuove politiche della biblioteca circa il prestito dei libri:
There will be a limit of 300 books that you can check out at any one
time. (No limit on the cumulative number during the year.) Across
campus, we have nine faculty colleagues above this level; 35 grad
students are above their limit of 200 books. I am writing to them
individually this week.
(il succo: in futuro, ci sara' un limite per il prestito di 300 libri alla volta. 9 professori sono attualmente al di sopra, e 35 graduate students hanno piu' di 200 libri, il (nuovo?) limite).
Io pensavo di essere un'anomalia, perche' a causa della tesi ho in prestito 20-30 libri.
Ma 200 ???? E' una follia! Un bravo al bibliotecario per la moderazione!
(per la cronaca, se la memoria non m'inganna, a Bologna potevo prendere in prestito al massimo 3 libri alla volta)
There will be a limit of 300 books that you can check out at any one
time. (No limit on the cumulative number during the year.) Across
campus, we have nine faculty colleagues above this level; 35 grad
students are above their limit of 200 books. I am writing to them
individually this week.
(il succo: in futuro, ci sara' un limite per il prestito di 300 libri alla volta. 9 professori sono attualmente al di sopra, e 35 graduate students hanno piu' di 200 libri, il (nuovo?) limite).
Io pensavo di essere un'anomalia, perche' a causa della tesi ho in prestito 20-30 libri.
Ma 200 ???? E' una follia! Un bravo al bibliotecario per la moderazione!
(per la cronaca, se la memoria non m'inganna, a Bologna potevo prendere in prestito al massimo 3 libri alla volta)
Sunday, May 03, 2009
Epica Underground
Passeggiavo con Angeline per fare la colazione domenicale, e mi e' venuta in mente una storia fantastica che a Roma conoscono in tantissimi, ma che non sembra aver lasciato tracce significative su internet (ah gli anni '90).
Risale al periodo della scuola superiore---a occhio doveva trattarsi di un giorno in Marzo, di un anno fra il 95 e il 97. Quel giorno circolava a scuola la voce che i Rage Against the Machine avrebbero suonato un concerto *gratis* al Villaggio Globale---un centro sociale a Testaccio. Il Villaggio era a un tiro di schioppo dalla nostra scuola, e i Rage Against the Machine erano un gruppo molto apprezzato fra i piu' politicizzati nella scuola, ma anche fra chi, come me, seguiva i gruppi "alternativi", indipendentemente dall'aspetto politico.
Appuntamento nel pomeriggio davanti scuola, e poi via al Villaggio in motorino. Avevo un nuovo gel per i capelli, lo misi prima di andare all'appuntamento e mi presero tutti in giro. Ma il peggio doveva ancora arrivare.
Nel tardo pomeriggio si scateno' un gigantesco acquazzone.
Vi risparmio cosa successe al mio gel che gia' era appiccicaticcio.
I veri effetti dell'acquazzone furono sul concerto.
Innanzitutto, sebbene il concerto fosse ufficialmente gratis, il Villaggio invitava a fare una donazione per coprire le spese e per sostenere la rivolta in Chiapas (??), e credo tutti noi donammo fra le 3000 e le 5000 lire.
E vabbe', ti organizzano un concerto dei RATM, "5 sacchi" glieli dai con piacere.
Una volta entrati scoprimmo che la notizia del concerto era giunta a migliaia di persone. Saranno stati in 10-20000 li'---c'era gente che era venuta appositamente da mezza italia.
Poco prima dell'inizio, il concerto fu cancellato a causa del maltempo. Io non so dirvi con certezza se piovesse ancora al momento dell'annullamento, o se lo annullarono semplicemente per evitare rischi con il sistema elettrico (mi pare di ricordare che l'acquazzone fosse, a quel punto, passato).
Ma ad oggi mi chiedo ancora se fosse vero, o se invece fosse una mega-fregatura ai danni di migliaia di persone.
Del resto non e' che si videro i RATM uscire sul palco a spiegare la situazione, ma un tipo che evidentemente lavorava per il centro sociale. I pochi riferimenti che ho trovato su internet parlano di "concerto annullato", ma non sono da fonti autorevoli.
E voglio dire, quanti concerti di quel calibro avete visto annullati per pioggia???
Se invece l'ipotesi fregatura fosse vera(e non e' che voglia spargere una voce del genere, e' solo un'ipotesi possibile e non del tutto esclusa dall'evidenza a me disponibile), si e' trattato di un'idea assolutamente geniale.
Risale al periodo della scuola superiore---a occhio doveva trattarsi di un giorno in Marzo, di un anno fra il 95 e il 97. Quel giorno circolava a scuola la voce che i Rage Against the Machine avrebbero suonato un concerto *gratis* al Villaggio Globale---un centro sociale a Testaccio. Il Villaggio era a un tiro di schioppo dalla nostra scuola, e i Rage Against the Machine erano un gruppo molto apprezzato fra i piu' politicizzati nella scuola, ma anche fra chi, come me, seguiva i gruppi "alternativi", indipendentemente dall'aspetto politico.
Appuntamento nel pomeriggio davanti scuola, e poi via al Villaggio in motorino. Avevo un nuovo gel per i capelli, lo misi prima di andare all'appuntamento e mi presero tutti in giro. Ma il peggio doveva ancora arrivare.
Nel tardo pomeriggio si scateno' un gigantesco acquazzone.
Vi risparmio cosa successe al mio gel che gia' era appiccicaticcio.
I veri effetti dell'acquazzone furono sul concerto.
Innanzitutto, sebbene il concerto fosse ufficialmente gratis, il Villaggio invitava a fare una donazione per coprire le spese e per sostenere la rivolta in Chiapas (??), e credo tutti noi donammo fra le 3000 e le 5000 lire.
E vabbe', ti organizzano un concerto dei RATM, "5 sacchi" glieli dai con piacere.
Una volta entrati scoprimmo che la notizia del concerto era giunta a migliaia di persone. Saranno stati in 10-20000 li'---c'era gente che era venuta appositamente da mezza italia.
Poco prima dell'inizio, il concerto fu cancellato a causa del maltempo. Io non so dirvi con certezza se piovesse ancora al momento dell'annullamento, o se lo annullarono semplicemente per evitare rischi con il sistema elettrico (mi pare di ricordare che l'acquazzone fosse, a quel punto, passato).
Ma ad oggi mi chiedo ancora se fosse vero, o se invece fosse una mega-fregatura ai danni di migliaia di persone.
Del resto non e' che si videro i RATM uscire sul palco a spiegare la situazione, ma un tipo che evidentemente lavorava per il centro sociale. I pochi riferimenti che ho trovato su internet parlano di "concerto annullato", ma non sono da fonti autorevoli.
E voglio dire, quanti concerti di quel calibro avete visto annullati per pioggia???
Se invece l'ipotesi fregatura fosse vera(e non e' che voglia spargere una voce del genere, e' solo un'ipotesi possibile e non del tutto esclusa dall'evidenza a me disponibile), si e' trattato di un'idea assolutamente geniale.
Friday, May 01, 2009
L'anomalia telefonica
Una cosa completamente caratteristica degli USA, che pero' non ricordo trattata nel circolo blogghereccio emigranti ('sto nome mi piace---ha un po' un fascino da dopoguerra...) e' il fatto che, almeno fra i (relativamente) giovani, quasi nessuno ha piu' il telefono fisso a casa. Tutti hanno semplicemente il cellulare, ed e' quello il loro numero di telefono.
La cosa credo sia uno sviluppo relativamente recente. Era gia' cosi' nel 2001, quando arrivai negli USA, ma allora era piu' difficile avere Internet senza telefono fisso---quindi molti avevano il fisso se non altro per internet.
La chiave e' che negli USA le chiamate a e da cellulari non costano piu' delle chiamate fisse.
La cosa credo sia uno sviluppo relativamente recente. Era gia' cosi' nel 2001, quando arrivai negli USA, ma allora era piu' difficile avere Internet senza telefono fisso---quindi molti avevano il fisso se non altro per internet.
La chiave e' che negli USA le chiamate a e da cellulari non costano piu' delle chiamate fisse.
Thursday, April 23, 2009
I love Freedom
no, no non e' che sia diventato hippie tutto d'un colpo. piuttosto ho scoperto questo programmino per Mac chiamato Freedom. E' il programma perfetto per i procrastinatori di tutto il mondo: disattiva la vostra connessione ad internet per un numero di minuti che voi specificate (al massimo 8 ore).
Per chi come me, non ha molta struttura nelle proprie giornate, passa 60 ore a settimana davanti al computer e ha solo il bisogno di completare un grosso progetto (la tesi), il nemico principale sono le distrazioni indotte da internet (e cosa dice il New York Times? e cosa dicono i miei amici bloggers? e quanto costa comprare un biglietto per Buenos Aires a Gennaio? e che appartamento affittero' a Chicago? etc. etc. etc. ). Da questo punto di vista, Freedom e' perfetto: autoritario come un genitore, ma privo di emozioni.
Eppoi, posso calcolare quanto ho lavorato alla tesi, praticamente ricordando soltanto per quante ore ho tenuto Freedom acceso. Speriamo che duri.
E ora scusate ma per un'ora sparisco da internet.
Per chi come me, non ha molta struttura nelle proprie giornate, passa 60 ore a settimana davanti al computer e ha solo il bisogno di completare un grosso progetto (la tesi), il nemico principale sono le distrazioni indotte da internet (e cosa dice il New York Times? e cosa dicono i miei amici bloggers? e quanto costa comprare un biglietto per Buenos Aires a Gennaio? e che appartamento affittero' a Chicago? etc. etc. etc. ). Da questo punto di vista, Freedom e' perfetto: autoritario come un genitore, ma privo di emozioni.
Eppoi, posso calcolare quanto ho lavorato alla tesi, praticamente ricordando soltanto per quante ore ho tenuto Freedom acceso. Speriamo che duri.
E ora scusate ma per un'ora sparisco da internet.
Sunday, April 19, 2009
Parkway Speakeasy R.I.P.
Ho scoperto oggi (parlando con Jason, amico di Sterling e Elisa) che uno dei miei posti perferiti di Oakland ha chiuso.
Il Parkway Speakeasy era uno di quei business all'americana un po' bizzarri, messi in piedi con piu' fantasia che soldi.
Il cinema non aveva i classici sedili con il seggiolino pieghevole. Erano stati tolti tutti, e al loro posto le due sale erano state cosparse di divani. Al parkway, durante la proiezione, si mangiava pizza (thin crust come dicono gli americani, ma un po' oliosa) e si beveva birra.
Avevano tutta una serie di eventi "speciali" per attirare clientela piu' diversa possibile. Il lunedi' sera facevano la serata per i genitori di bambini piccoli, che potevano andarsi a vedere un film a condizione che fossero disposti a sopportare un teatro pieno di marmocchi.
Per fortuna, gli stessi proprietari hanno un'altra sala (in una cittadina a 20 minuti da Oakland che si chiama El Cerrito). Purtroppo, un conto era andare al Parkway facendosi una passeggiata attorno al lago. Un conto e' mettersi in macchina per arrivare fino a El Cerrito.
Vabbe'. Rest in Peace, Parkway Speakeasy. Io ho sempre adorato il tuo concept.
Il Parkway Speakeasy era uno di quei business all'americana un po' bizzarri, messi in piedi con piu' fantasia che soldi.
Il cinema non aveva i classici sedili con il seggiolino pieghevole. Erano stati tolti tutti, e al loro posto le due sale erano state cosparse di divani. Al parkway, durante la proiezione, si mangiava pizza (thin crust come dicono gli americani, ma un po' oliosa) e si beveva birra.
Avevano tutta una serie di eventi "speciali" per attirare clientela piu' diversa possibile. Il lunedi' sera facevano la serata per i genitori di bambini piccoli, che potevano andarsi a vedere un film a condizione che fossero disposti a sopportare un teatro pieno di marmocchi.
Per fortuna, gli stessi proprietari hanno un'altra sala (in una cittadina a 20 minuti da Oakland che si chiama El Cerrito). Purtroppo, un conto era andare al Parkway facendosi una passeggiata attorno al lago. Un conto e' mettersi in macchina per arrivare fino a El Cerrito.
Vabbe'. Rest in Peace, Parkway Speakeasy. Io ho sempre adorato il tuo concept.
Friday, April 17, 2009
Blame Canada
Ho scoperto questo video tramite Yahoo. Se lo guardate senza leggere la spiegazione, e' facile pensare che si tratti di uno scherzo: sappiate che non e' cosi', il video e' una sorta di bizarro annuncio informativo da parte del governo canadese.
Ok la spiegazione: a quanto pare, il Canada ha deciso di ri-conferire la cittadinanza a tutto un gruppo di cittadini a cui era stata tolta (nel dopoguerra). Praticamente, per un po' il Canada ha avuto una legge che impediva a chi acquisisse altre cittadinanze di mantenere la propria cittadinanza Canadese. Ora hanno cambiato idea. E' cosi' che tutte le "vittime" di questa legge, cosi' come tutti i loro discendenti diventano automaticamente cittadini canadesi. Che lo sappiano o no.
Ok la spiegazione: a quanto pare, il Canada ha deciso di ri-conferire la cittadinanza a tutto un gruppo di cittadini a cui era stata tolta (nel dopoguerra). Praticamente, per un po' il Canada ha avuto una legge che impediva a chi acquisisse altre cittadinanze di mantenere la propria cittadinanza Canadese. Ora hanno cambiato idea. E' cosi' che tutte le "vittime" di questa legge, cosi' come tutti i loro discendenti diventano automaticamente cittadini canadesi. Che lo sappiano o no.
Tuesday, April 14, 2009
Darsi del Lei.
Essendo partito dall'Italia a ventiquattro anni, e non avendo mai lavorato nella terra natia (cavolo, lo strategia di questo blog di sostituire apostrofi per accenti non funziona in questo caso), non ho avuto molta occasione di sperimentare il Lei in ambito professionale.
Certo, ho sempre dato del Lei a mezzo mondo, pero' raramente mi e' capitato che lo si usasse nei miei confronti (ora che ci penso bene, forse al ristorante) e francamente, vivendo in California, dove l'informalita' regna sovrana (pure troppo, per alcuni miei gusti) non m'importa.
Mi spiazza sempre invece quando ricevo e-mail da studenti universitari italiani che sono interessati a studiare negli USA, perche' usano tutte le formalita' del caso: "Gentile X, Le scrivo per ... ". Ovviamente da parte loro e' naturalissimo---lo facevo anch'io nella mia vita precedente, ma non ci ho mai fatto l'abitudine, e a questo punto credo che non ce la faro' piu' (almeno fino alla vecchiaia...).
Certo, ho sempre dato del Lei a mezzo mondo, pero' raramente mi e' capitato che lo si usasse nei miei confronti (ora che ci penso bene, forse al ristorante) e francamente, vivendo in California, dove l'informalita' regna sovrana (pure troppo, per alcuni miei gusti) non m'importa.
Mi spiazza sempre invece quando ricevo e-mail da studenti universitari italiani che sono interessati a studiare negli USA, perche' usano tutte le formalita' del caso: "Gentile X, Le scrivo per ... ". Ovviamente da parte loro e' naturalissimo---lo facevo anch'io nella mia vita precedente, ma non ci ho mai fatto l'abitudine, e a questo punto credo che non ce la faro' piu' (almeno fino alla vecchiaia...).
Sunday, April 12, 2009
Microcosmo
La conferenza finisce oggi, ma io ne saltero' l'ultimo giorno. Come potete ben immaginare, una grande conferenza in filosofia e' una sorta di galleria di eccentrici di ogni varieta'.
Uno dei personaggi chiave della conferenza, tuttavia, non e' un filosofo, ma il super-senior-editor (SSE) della grande-casa-editrice. Mr. SSE e' letteralmente l'oggetto di un'attenzione spasmodica. Sempre visibilissimo nella lobby dell'albergo o nel bar, passa la maggior parte del suo tempo ad ascoltare i tentativi dei vari membri della professione di ottenere un contratto per un libro con la grande casa editrice, annota tutto sul suo taccuino e poi, tornato a casa, decide chi passa alla fase successiva e chi no.
Quest'anno avevo deciso di non contribuire un lavoro alla conferenza, quindi sono venuto quasi esclusivamente per vedere un po' di amici che non vedevo da un po'. Nel mio dipartimento ero parte di un gruppo di 3-4 dottorandi. Siamo stati molto vicini per cinque anni, poi due hanno finito (l'anno scorso), e io finiro' quest'anno. Ed e' buffo ritrovarsi catapultati qualche anno in avanti e tutti collocati in varie universita'. E ancora piu' buffo e' che anche se non siamo piu' "gli studenti", la distinzione fra noi e i nostri professori e' ora marcata come una distinzione fra i juniors e i seniors.
Uno dei personaggi chiave della conferenza, tuttavia, non e' un filosofo, ma il super-senior-editor (SSE) della grande-casa-editrice. Mr. SSE e' letteralmente l'oggetto di un'attenzione spasmodica. Sempre visibilissimo nella lobby dell'albergo o nel bar, passa la maggior parte del suo tempo ad ascoltare i tentativi dei vari membri della professione di ottenere un contratto per un libro con la grande casa editrice, annota tutto sul suo taccuino e poi, tornato a casa, decide chi passa alla fase successiva e chi no.
Quest'anno avevo deciso di non contribuire un lavoro alla conferenza, quindi sono venuto quasi esclusivamente per vedere un po' di amici che non vedevo da un po'. Nel mio dipartimento ero parte di un gruppo di 3-4 dottorandi. Siamo stati molto vicini per cinque anni, poi due hanno finito (l'anno scorso), e io finiro' quest'anno. Ed e' buffo ritrovarsi catapultati qualche anno in avanti e tutti collocati in varie universita'. E ancora piu' buffo e' che anche se non siamo piu' "gli studenti", la distinzione fra noi e i nostri professori e' ora marcata come una distinzione fra i juniors e i seniors.
Wednesday, April 08, 2009
Quickcoach
Ancora un po' scosso dalle immagini del terremoto in Abruzzo, sono partito alla volta di Vancouver per una conferenza. Per risparmiare un po', ho deciso di viaggiare da Oakland a Seattle in aereo, e poi prendere un bus per Vancouver.
Beh, ci vuole un po' di piu', ma in termini di tranquillita' e' un'opzione impareggiabile. L'autobus Quickcoach mi prende direttamente fuori dall'aeroporto di Seattle e mi lascia (ok 5 ore dopo...) davanti al mio albergo a Vancouver. Ma e' un autobus molto comodo, pulito e munito di internet wireless!!!
Fra pochi minuti arriviamo alla frontiera, e mi viene in mente che questa e' la terza volta che vado a Vancouver e c'e' un fatto inusuale: per due volte ho passato il confine via terra e solo una volta in aereo. L'esperienza passata e' che via terra ti rompono molto piu' che in aereo, speriamo stavolta vada tranquilla.
Beh, ci vuole un po' di piu', ma in termini di tranquillita' e' un'opzione impareggiabile. L'autobus Quickcoach mi prende direttamente fuori dall'aeroporto di Seattle e mi lascia (ok 5 ore dopo...) davanti al mio albergo a Vancouver. Ma e' un autobus molto comodo, pulito e munito di internet wireless!!!
Fra pochi minuti arriviamo alla frontiera, e mi viene in mente che questa e' la terza volta che vado a Vancouver e c'e' un fatto inusuale: per due volte ho passato il confine via terra e solo una volta in aereo. L'esperienza passata e' che via terra ti rompono molto piu' che in aereo, speriamo stavolta vada tranquilla.
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