Friday, March 28, 2008

Qui e La'




"Oggi ho fatto tardi...", diceva una canzone dei Bluvertigo. Anch'io ho fatto tardi e ho perso l'aereo per New York. Quindi due ore d'attesa in aeroporto--piu' due perche' alle sfighe piace arrivare in compagnia, e dunque il mio aereo e' in ritardo. Con l'occasione volevo spendere due parole su uno stereotipo molto vivo fra gli americani.

Secondo lo stereotipo, i Californiani sono rilassati ("laid back" dicono loro, "tranquilli", diremmo a Roma) gli abitanti di Chicago, New York etc. sono per lo piu' incazzati. Questa settimana a Chicago e New York ha conferito un po' di plausibilita' allo stereotipo. In ordine:

- un giorno ci siamo trovati coinvolti in una lite con due tipe di un quartiere povero del South-Side. La lite si e' conclusa quando una delle due tipe ci ha tirato una bottiglia di plastica. E, occhei occhei, confesso... io avevo mostrato loro il dito medio (sorry!), ma loro hanno suonato il clacson per una cosa come 30 secondi, con la motivazione che io non mi ero spostato al lato per farle passare in una strada a *una* sola corsia.

- a occhio, a Chicago manca (oppure e' ben nascosto!) il bianco-pigro-e-senza-prospettive (se avete visto "Knocked Up" l'Estate scorsa, intendo piu' o meno i personaggi maschi di quel film). A me il bpesp non sta tanto simpatico, in generale (e quel film non mi e' piaciuto molto), ma gli va riconosciuto che la sua permanenza nelle strade, magari con uno skateboard, aggiunge colore alla citta'.

- una notte durante la scorsa settimana, quando a Pasadena, mi svegliai alle 3 in preda a un feroce mal di testa. andai alla stazione di benzina a comprare anti-dolorifici (questa cosa forse non ha perfettamente senso per il lettore che non ha visto gli USA, ma considerate che negli USA quasi tutte le stazioni di servizio hanno un negozietto aperto 24/24). Il tipo che lavora in questa stazione ha tutte le ragioni per essere l'uomo piu' incazzato del mondo, e se abitasse a Chicago o New York lo sarebbe. E invece...e' stato incredibilmente gentile: mi ha spiegato gli effetti dei vari anti-dolorifici, mi ha chiesto i miei sintomi, e me ne ha indicato uno appropriato (chissa' come si sara' formato questa "competenza"...). Mentre me ne andavo mi ha augurato un "buona fortuna" che e' venuto fuori sincero e pieno di empatia. Lo dichiaro farmacista onorario.

Insomma, non e' difficile capire da dove viene la foto che trovate in cima a questo post...

Adesso non dovrebbe essere difficile capire dove ho fatto la foto

Thursday, March 27, 2008

Chicago Culture

Uno dei momenti top del nostro viaggio qui e' stata la visita al teatro Steppenwolf. Vi abbiamo visto una commedia sul Jazz nella Kansas City anni '30. Testo un po' prevedibile e molto cinematografico, ma allestimento e performance splendidi. Ma questa e' solo la cornice di quello che voglio raccontarvi.

Allo Steppenwolf hanno avuto un'idea per portare il teatro ai sordomuti. Durante la rappresentazione, tre interpreti,situati in fondo alla platea, replicano il dialogo che avviene sul palco nella lingua dei sordomuti. Onestamente non riesco bene a decidere se questa cosa sia giusta, o no, ma fa una certa impressione.

In other news, visto che negli ultimi mesi mi stavo compiacendo un po' troppo, ho purtroppo perso la competizione piu' importante a cui ho partecipato. Si trattava di una borsa di studio che mi avrebbe permesso di non insegnare per tutto il prossimo anno. Non mi aspettavo di vincere questo concorso (vi partecipano un po' tutti, non solo filosofi, e quand'e' cosi', inevitabilmente, le selezioni diventano durissime per chi fa lavoro un po' piu' tecnico), ma un pochino brucia lo stesso.

Chicago... mini-slideshow...

Tre foto da Chicago, e, se riesco, piu' tardi o domani vi racconto un paio di highlights, o magari posto una foto con una persona... :)

Il Fagiolone. Uno dei pregi di Chicago e' l'audacia architettonica (e la frequenza con cui apparenti follie fanno una gran bella figura...)

Skyline, fotografata dal bar all'ultimo piano della Hancock Tower.

Siamo stati molto fortunati con il tempo, ma una nevicata in cinque giorni di Marzo e' praticamente impossibile da evitare, e infatti oggi ci e' toccata...

Monday, March 24, 2008

il taco come Jesus comanda

(Jesus pronunciato alla spagnola: "hesus"...)

Ieri sera per celebrare il compleanno del mio amico Paolo, siamo andati a cena fuori. Paolo, Daniel (l'eroe che ci ospita qui: un amico di un amico del mio amico Paolo, nonche' affittuario di un appartamento molto piacevole nel South Side).

Prima abbiamo provato un Francese nel Loop, ma era chiuso perche' era Pasqua.
Stessa cosa con l'italiano nel loop.
Abbiamo un po' abbassato le mire e puntato a un Messicano caldamente raccomandato da Daniel in una zona un po' meno fancy.

Il ristorante "Nuevo Leon", dove siamo stati, fa' i tacos come, secondo me, andrebbero cucinati.
A citta' del Messico la carne e' deliziosa (uhm... sempre che vi sia andata bene nella scelta del locale) e la tortilla viene fritta fino ad essere croccantissima.
Se siete nella Bay Area la carne deliziosa si trova, ma la tortilla croccante, no no e no. Per carita', nella Bay Area fanno una cosa che chiamano "crispy taco", ma e' una finzione salutista. Il crispy taco di SF sta al vero crispy taco, come il tofu burger sta all'hamburger.

Saturday, March 22, 2008

Londra!

Saluti a tutti dalla calda Pasadena. Presentazione fatta (giovedi' scorso). Giovedi' c'e' stata una cena fra "filosofi della probabilita' " (che non e' proprio la mia specializzazione, ma uno dei miei interessi), organizzata da un personaggio fantastico...Ralph Miles. Ralph, prima di andare in pensione, era un ingegnere ai Jet Propulsion Labs, e uno dei suoi compiti era di calcolare la probabilita' di riuscita delle missioni NASA.

Ad ogni modo, ci sono un po' di notizie di cui sono molto felice: ho ottenuto dei finanziamenti per passare qualche altra settimana in Australia (a luglio). Inoltre, saro' con certezza a Londra a inizio Maggio per presentare un mio lavoro a una conferenza.

Del "ritorno in Australia" vi raccontero' piu' avanti, ma tornare a Londra e' davvero eccitante, perche' e' dal 1995 che non metto piede fuori dall'aeroporto...e per fortuna il dipartimento finanziera' questa "operazione Londinese". Comunque la Mamma ha informalmente promesso di venirmi a trovare nel caso di accettazione del paper... ora voglio vedere la sostanza :P

Tuesday, March 18, 2008

Made in USA

Domani parto per Pasadena, ma vi lascio con una chicca, anzi due. Le abbiamo viste nel negozio di aggeggi-ridicoli-e-inutili alla Symphony, e ci hanno conquistato immediatamente: sono due coperture per l'interruttore della luce da Americani eccentrici... priceless...



Wednesday, March 12, 2008

Decompressione.

Si avvicinano un paio di settimane di pausa per il blog. Dalla prossima settimana, saro' prima a Pasadena per la mega-conferenza dell'Associazione Filosofica Americana, e poi a Chicago e New York in giro di decompressione. In questo momento non riesco a pensare a molto altro che al mio lavoro. E dopo la conferenza avro' bisogno di non pensare assolutamente a nulla per qualche giorno. Sicuramente postero' qualche foto!

Saturday, March 08, 2008

Flash!

Stasera eravamo sul Bay Bridge--il ponte che si vede nella foto--di ritorno dal concerto di Keith Jarrett (mini-recensione: prima o poi KJ andava visto. Quanto a "feeling" m'e' piaciuto molto, ma, a un livello piu' cerebrale, non mi piace che scriva musica cosi' "facile").

La radio era sintonizzata su 90.7 KALX, la college-radio di UC Berkeley, e una delle pochissime radio ascoltabili in questa zona (in genere, la "rotazione" delle radio commerciali, anche di quelle "indie rock", e' troppo irritante). Il disco era una registrazione di un duo swing chitarra e violino, un po' in stile Stephane Grappelli-Django Reinhardt, per chi ha presente (per chi non ha presente, video YouTube piu' sotto). A dispetto della registrazione scadente, la musica mi piaceva molto. A un certo punto attacca una melodia familiare: e' "Vecchio Frac" di Domenico Modugno.

Non ci potevo credere. "Vecchio Frac", come alcuni di voi sanno, mi riporta a una storia della mia infanzia, ed e' una canzone che mi sta molto a cuore. Sentirla in questa versione cosi' stravolta e trasmessa da una radio all'altro capo del mondo m'ha un po' confuso l'anima, ve lo confesso.

Ad ogni modo, eccovi Django e Stephane (notate che Django suona la chitarra con sole due dita--le altre due gli erano state amputate...)



...questo video e' una perla!

Thursday, March 06, 2008

Culture Week

Questa settimana e' stata soprannominata da Angeline la "culture week": tre concerti in una settimana. Ieri era il secondo: l'Eroica di Beethoven. In realta' avremmo dovuto soprannominarla "fashion week"--la settimana in cui sfoghiamo la frustrazione dell'ineleganza dell'accademia americana e giochiamo a vestirci da adulti...

Io sono andato con l'opzione 1 descritta due post fa (le foto sono fatte al cellulare, ergo qualita' pessima):



Angeline... non so bene con cosa sia andata, ma stava benissimo!

Monday, March 03, 2008

Post a Puntate: Misurare l'Intelligenza? (1)

(Il post e' un po' lunghetto. Ve lo divido in puntate. Per oggi "esce" la puntata introduttiva")

Come molte delle persone che mi piacciono, mi piace avere qualche opinione anti-convenzionale. Tuttavia, su alcuni temi, devo allinearmi con la massa. Uno di questi sono i test d'intelligenza.

Ci sono degli argomenti matematici che mirano a sostenere la tesi che questi test misurano qualcosa; e ci sono degli argomenti statistici che "mostrano" (se corretti) che un IQ alto e' correlato ad alcune forme di successo nella vita. Ma l'opinione comune e' che i test non misurano l'intelligenza. Una tesi piu' forte, anch'essa comunemente accettata, e' che in linea di principio i test d'intelligenza non possano misurare l'intelligenza. Recentemente sono arrivato alla convinzione che entrambe le tesi sono vere, ma non per le ragioni tipicamente addotte dai difensori dell'opinione comune.

La prima cattiva ragioni per adottare l'opinione comune e' questa:
1) La tipica domanda del test d'intelligenza presuppone una risposta singola, dove invece ve ne sono molte. Per esempio ecco la prima domanda di un test d'intelligenza aperto a caso cercando su google:

1. Sally likes 225 but not 224; she likes 900 but not 800; she likes 144 but not 145. Which does she like?
1600 1700

La risposta "corretta", credo, e' 1600 perche' a Sally piacciono i quadrati dei numeri interi.
Il pattern tipico del quiz del test d'intelligenza e': osserva i dati, deriva una generalizzazione, applica la generalizzazione alla risposta.

Ma ovviamente, e' tipica l'obiezione che in realta' ci sono generalizzazioni, sebbene un po' piu' complesse, secondo le quali la risposta corretta e' 1700 e non 1600. Per esempio: a Sally potrebbero piacere i numeri con questa proprieta':
(*) x e' un numero con due cifre identiche e tutte le altre cifre dispari.
allora 225 e' meglio di 224 (che ha due cifre identiche ma una cifra pari), 900 e' meglio di 800, e 144 e' meglio di 145 (perche' 145 non ha doppie), e 1700 e' meglio di 1600 perche' 1600 ha una cifra pari che non e' doppia)

Questa e' un'obiezione importante, ma non e' chiaro che sia l'opinione comune a vincere. Primo, il difensore dei test puo' rispondere che in realta' parte dell'intelligenza
e' la capacita' di inferire la generalizzazione piu' semplice. E' un'ipotesi controversa, ma non abbiamo addotto alcuna osservazione che la contraddica.

Secondo: gli autori di test potrebbero cambiare i loro test e usare solo problemi in cui la risposta e' unicamente determinata--tipo solo puzzles Sudoku.
Questo significa che l'oppositore dei test non e' riuscito a difendere la tesi che *in linea di principio* e' impossibile misurare l'intelligenza.

Insomma, la prima obiezione non funziona. Nella prossima puntata la seconda obiezione classica.

Saturday, March 01, 2008

Scelte

Un segno tangibile della primavera e' che gli alberi sono in fiore. Questo e' sul campus di UC Berkeley.

Shostakovich o Sibelius?


In generale, non saprei, ma al concerto di ieri sera alla San Francisco Symphony vince la Nona Sinfonia di Shostakovich sulla Settima di Sibelius. Entrambi i pezzi sono ottimi rappresentanti della sinfonia novecentesca, almeno cosi' come la capisco io, ma nel pezzo di Shostakovich i fiati sono spettacolari.

Platea o Galleria?

Angeline e Io eravamo seduti nella seconda Galleria, ma molto centrali, i nostri amici Grigor e Lilit erano in fondo alla platea. Considerato che hanno pagato tre volte tanto, non sono sicuro che ne sia valsa la pena. Il calcolo che io di solito faccio e' questo: premesso che alla sinfonia, al contrario che all'opera, l'unica cosa che m'importa e' la qualita' del suono, il vantaggio che si ottiene a stare in platea non e' paragonabile al vantaggio che si ottiene a stare in Galleria (i.e. poter andare ad altri concerti per la somma totale!).

Strisce su strisce, estivo in febbraio, oppure un'altra cravatta?

Ok questa e' un po' piu' difficile da spiegare. Mia mamma mi ha regalato una cravatta molto carina lo scorso Dicembre (grazie mamma!)--una cravatta di seta blu, con strisce bianche. Dato che all'universita' lo stile "business casual" e' gia' troppa eleganza, cerco di "mettere il vestito" per le serate "culturali", e avevo deciso che alla prima occasione avrei provato la cravatta nuova.

La scelta davanti a cui mi sono trovato e' stata questa:
1) strisce su strisce: di due vestiti che ho qui, uno e' un gessato grigio, molto carino, anche se un po' abbondante. L'unico problema e' che cravatta a strisce e vestito a strisce fanno un po' a cazzotti, e in questo caso, difatti, non funzionano assieme.
2) estivo in febbraio: l'altro vestito sta bene con la cravatta e la camicia che avevo scelto, ma e' un vestito con colori estivi, un marroncino chiarissimo, credo (p.s. per chi non lo sapesse, sono daltonico, quindi queste scelte per me coinvolgono consulenze esterne dell tipo: "Angelineeee, ma che colore e' quello?"...).
3) un'altra cravatta: naaaah, dovevo indosssare la cravatta della mamma.

alla fine, ovviamente, ho scelto la 2), argomentando con me stesso, che tanto l'americano medio (anche quello che va alla sinfonia) non se ne accorge nemmeno...

Thursday, February 28, 2008

L'Incubo.

Come forse avrete capito, in questi giorni sono molto stressato. C'e' sempre una deadline da rispettare, e, quando non c'e', devo occuparmi delle cose che erano state messe da parte per concentrarsi sulla deadline.

In questa situazione ho maturato un nuovo tipo di incubo. Stanotte, per esempio, ho sognato di poter assistere, invisibile, al meeting del comitato che decidera' se otterro' una borsa di studio per cui ho fatto domanda. Non potevo interagire con il comitato, ma potevo ascoltare tutti i loro commenti sui vari progetti di ricerca. Ovviamente le persone discusse prima di me (completamente immaginarie) avevano progetti super-sexy. Quando arriva il turno di discutere del mio progetto uno dei professori si alza e comincia ad urlare che il mio progetto e' una perdita di tempo, e che non si puo' dare la borsa a uno che non sa scrivere un progetto senza strafalcioni e non riesce a comunicare l'importanza del proprio lavoro.

Ovviamente, una volta alzatomi sono andato a ricontrollare il progetto che ho inviato un mesetto fa: per fortuna non c'erano strafalcioni!!!! Ma, io dico, che perversione.

Sunday, February 24, 2008

Fa Molto San Francisco (Bay).

Seguendo una catena blogghereccia provo a lanciarmi nella mia versione di "Fa Molto...(inserisci il luogo in cui abiti)...", che' mi serve qualcosa per distrarmi dal lavoro, e la partita della Juve m'ha solo fatto mangiare il fegato.
Ecco a voi fa molto SF Bay

1) Beh... forse la cosa che fa piu' San Francisco (anche se non tanto SF Bay) sono le 5000 calorie necessarie a fare alcuni isolati.

In cima a questa collina ci abitavo...


2) La gente che va in giro in infradito anche quando c'e' il nebbione--convinti di essersi portati dalla California del Sud anche i 30 gradi...questi fanno molto San Francisco (Bay) (nota:...io le infradito non le porto *mai*, neanche coi 30 gradi).

3) Il nebbione mattutino, specie d'estate.

4) I software engineers ovunque. Ma ovunque ovunque. Nella Mission basta chiedere ai tipi trendy che lavorano nei coffeeshops cosa facessero prima di trovare un'occupazione rilassante...

5) I gadget tecnologici usati come fashion statement (vedi l'iPod nel 2004 o l'iPhone quest'anno...). Fa molto San Francisco (Bay).

6) "Sunset Boulevard" e "Ocean Beach" non sono i nomi di una zona glamorous, ma di un pacifico sobborgo in cui le case sono tutte uguali,



e di una spiaggia in cui si trova questo cartello:



In genere, SF e' una citta' sul mare, ma e' difficile descriverla come una citta' di mare.

7) Fa molto San Francisco che a volte fai la fatica di salire su una collina, e vieni ricompensato da un panorama mozzafiato.

8) Non potevano mancare, ma fanno molto san francisco, i pantaloni di pelle con due gran buchi in corrispondenza delle natiche, e in generale l'atmosfera da moderno Satyricon della Folsom Street Fair.

La Folsom Street Fair e' una sorta di mega-evento gay/S&M in pieno giorno.

Monday, February 18, 2008

La terra divisa.

Non ho visto abbastanza da poter commentare sul resto, ma la parte di America in cui vivo non sembra razzista--almeno a prima vista. Le scene da autobus che si vedono in Italia sono inimmaginabili qui. Inoltre, io non so se ci siano discriminazioni negli strati piu' alti della societa', ma certamente a livello di middle class, ogni episodio di discriminazione e' causato da mancanze degli individui, non da tratti strutturali della societa'.

Sebbene non ci sia un certo tipo di pregiudizio c'e' una certa divisione. E questa un po' mi disturba.
Questa e' la Black Oakland: le zone rosse rappresentano le zone con piu' popolazione african-american (La mappa e' tratta da questo sito che contiene i dati per altre categorie etniche.)

e questa e' la White Oakland.


Non serve un'analisi statistica troppo sottile per rendersi conto che, pregiudizio o no, c'e' una sorta di segregazione residenziale (nota: il puzzle non e' completo con queste due immagini: il sito che ho linkato identifica chiaramente anche la zona asiatica a la zona latina). Francamente, vista cosi', non si capisce bene da dove venga il "melting" in melting pot. Sono sicuro che c'e' una letteratura sterminata (accademica e non) sulle cause di questa situazione, e non ho troppa voglia di speculare in merito.

Oltre alla segregazione residenziale (e forse l'avevate gia' capito guardando i Simpson (a meno che non siate anche voi negli USA :) )) c'e' anche una sorta segregazione occupazionale. Qua non ho dati statistici sostanziali, ma sarei davvero sorpreso se non saltasse fuori che la maggior parte dei cuochi (nei ristoranti non-asiatici di livello medio basso...inclusi molti ristoranti italiani) sono latino-americani, la maggior parte degli autisti (autobus, taxi) neri, e la maggior parte di tintorie, sarti etc. asiatici.

In America assumere personale basandosi su elementi razziali (o persino di sesso o eta') e' proibito dalla legge. Probabilmente, alla fine questi elementi finiscono per influire ugualmente, ma questo non spiega la segregazione occupazionale. Molte delle tintorie asiatiche sono piccoli business, e sono possedute dalla famiglia che vi lavora. Ma perche' non si trovano altrettante tintorie latino-americane? Ma perche' un ristorante italiano dovrebbe preferire un cuoco messicano a uno etiope o cinese?

Questa divisione occupazionale e' un fenomeno davvero bizarro. Io una mezza congettura su come spiegarla ce l'ho, ma non so se v'interessa...






Monday, February 11, 2008

Ma un altro po' di autocelebrazione, no?

eddai, che poi vi racconto una storia imbarazzante.

prima la celebrazione, il mio articolo con Marc e Josh, two years in the making, e' finalmente arrivato a destinazione.

http://www.springerlink.com/content/p601360533233224/

Probabilmente non potete vederlo, oppure, se potete, i ferocissimi capitalisti olandesi chiederanno uno sproposito---quando lo stesso paper si trova gratuitamente su altri siti (qin versione non ufficiale). E anche se lo trovaste su questi altri siti il paper e' troppo tecnico e vi stufereste subito. Ma e' la mia prima pubblicazione seria. E siccome di pubblicazioni non serie (tipo spezzettare la tesi di laurea e pubblicarla nel giornalino di quartiere) mi son sempre rifiutato di farne e' un traguardo importante.

Ok. Ora la storia imbarazzante. Io Febbraio nella Bay Area lo adoro (se non fosse per i compleanni di mezza famiglia...). Da una settimana qua si va in giro a maniche corte. E non so perche' ci tocca questa benedizione, ma e' sempre cosi': pioggia a gennaio, solleone a Febbraio, e pioggia miserabile a Marzo. Comunque, approfittando della temperatura e dell'assenza di pioggia, io e Angeline abbiamo ricominciato a correre attorno al grazioso laghetto che vedete in una delle foto qui accanto. Immaginateci impegnati, oltre che nella corsa, in una conversazione interessante (di cui vi risparmio i dettagli, nell'interesse della "brevita' "). Come al solito, ma compatibilmente con il movimento di corsa, io mi sbraccio per articolare la mia posizione. Purtroppo, in questo modo, l'iPod mi sfugge di mano (forse ricorderete che lo uso come contapassi...). Non essendomi possibile afferarlo per le cuffie, il grazioso oggettino cade direttamente nel lago.

Per un momento contemplo l'ipotesi di non provare neanche a recuperarlo. Sebbene sia a mezzo metro sott'acqua e io possa vederlo chiaramente, l'idea di mettere piedi e mani nell'acqua semi-stagnante di Lake Merritt non pare troppo attraente. In piu' al 99% l'apparecchio e' finito. Poi mi giro verso Angeline e mi rendo conto che lei ha capito la mia intenzione ( o almeno l'assenza della mia intenzione), e sta contemplando se entrare lei nell'acqua. A questo punto un rigurgito di moralita' mi spinge ad entrare io stesso nel lago. I-pod recuperato. Ma, come previsto, e' talmente impazzito che mi dava questo messaggio:

Firewire connections are not supported by iPod Nano.

"No shit!"
mi viene da pensare--l'iPod nano non ha neanche una presa adatta ad inserire un cavo firewire... Ho consultato la letteratura online su iPod affogati, e apparentemente, molti hanno visto il loro Nano resuscitare dopo cicli in lavatrice, ma temo che il mio sia ufficialmente kaputt.

Saturday, February 09, 2008

Up and Down in the Stream of Time

E' in arrivo un post piu' descrittivo, ma nel frattempo volevo condividere un paio di scopert(in)e linguistiche.

Ho scoperto (dal mio advisor, no less) che Eminem si legge M&M (come i cioccolatini), e vuole essere un'abbreviazione del suo nome (Marshall Mathers).

E mi sono ricordato di una scoperta un po' meno recente: supponiamo che io abbia un appuntamento alle 5 e sia costretto a spostarlo alle 6.
In inglese si dice:
"I had to push the appointment back to 6"
Io, fino a quando non mi addestrero' in modo corretto, diro' sempre
"I had to push the appointment forward to 6"

Su questo punto, mi spiace per la lingua Inglese, penso proprio di avere ragione io. Sarei disposto a concedere il pareggio, se in Inglese non avessero la metafora della freccia del tempo. Ma ce l'hanno. E la freccia del tempo punta verso il futuro e quando c'e' una freccia, se seguo la sua direzione, vado avanti. Quindi mi spiace ma continuero' a preferire la mia versione alla loro anche se nessuno mi capisce.

Infine, una notizia mediatica: sono stato invitato a parlare alla "College Radio" KALX 90.7
(o meglio, credo sia per KALX, essendo la radio studentesca di Berkeley), in uno show in cui i dottorandi presentano il loro lavoro (hmmm... ).

Tuesday, February 05, 2008

Superbowl, USSR e Supertuesday

E' un po' che non succede nulla--almeno fino a fine Febbraio mi tocca lavoro senza pause.
Nel frattempo, allo yankee medio viene somministrata una buona dose di esagerazione.

Il Superbowl, come alcuni di voi sanno, e' appena passato. Io non seguo il football e non tifavo per nessuno, ma ho guardato ugualmente la partita.

Una nota a margine: un anno fa, il famoso intrattenimento musicale durante l'intervallo fu Prince, che cerco' di provocare con moderazione: a sufficienza perche' si parlasse di lui per qualche giorno, ma non abbastanza perche' la sua reputazione (?) ne venisse danneggiata (come e' accaduto a Janet Jackson).

Quest'anno, la NFL e' andata sul sicuro e ha scelto Tom Petty & the Heartbreakers, che invece ha cercato di provocarci un attacco di narcolessia. Ora, sicuramente offendero' qualcuno (e mi scuso in anticipo), ma non riesco a trattenermi.
Sarebbe limitante criticare il Tom Petty attuale, perche' e' un dinosauro.
Quello che non capisco e' come sia riuscito a piacere dieci, o vent'anni fa. Il suo e' un rocchettino cosi' generico che sembra fatto apposta per le pubblicita' della Budweiser (se solo non ci fosse gia' la canzoncina "This is buuuudweiser, this is buuuuudweiser, this is beer").

Vabbe'. Sabato abbiamo visitato i nostri amici Armeni, che ci hanno fatto vedere un classico del cinema Sovietico... no, non la Corazzata Potemkin (anche se ne possiedono il DVD)...il film si chiama, suppergiu', "l'Ironia del Destino" ed e' una graziosa-seppur smielata e interminabile--commedia romantica, con un fondo appena accennato di satira politica.

Domani e' il famoso Supertuesday (avranno luogo le elezioni primarie in una ventina di stati). Angeline ha gia' votato (via posta).
Incidentalmente... ma chi l'avrebbe mai detto che saremmo stati costretti a votare per le Politiche Italiane prima delle presidenziali negli USA? Che scandalo...

Wednesday, January 30, 2008

Chemical Ethics

Il corso di Computer Science e' in una delle aule piu' strane che io abbia mai visto. Da fuori l'edificio sembra un mausoleo a pianta circolare--un cilindro alto circa 4 m e con raggio 15 m. Una volta entrati si scopre di essere nella parte piu' alta di un cilindro ben piu' alto. L'edificio scende sotto terra per almeno altri 10 m.

Il professore fa lezione da un palco nel punto piu' basso dell'aula, davanti a una grande parete che contiene su ogni lato 8 lavagne disposte in un rettangolo 4x2 (in realta' le lavagne sono 12, perche' c'e' tutto un sistema di lavagne scorrevoli che permette di vederne solo 8 alla volta).

La cosa piu' bizarra e' che il palco ruota (vedi il video da youtube qua sotto).
Cosi', il professore dell'ora precedente esce di scena, ed entra il professore dell'ora successiva, con la sua lezione gia' sistemata sulle lavagne e i tavoli. (l'aula e' usata principalmente per lezioni di chimica, che richiedono molta preparazione: il sistema rotante serve a rendere possibile un cambio veloce fra una lezione e la successiva).



In alto c'e' uno schermo gigante su cui vengono proiettate slides, o, nel nostro caso, i codici dei programmi.
Non si tratta, strettamente parlando, di un posto futuristico (anche se vengono continuamente aggiunti elementi hi-tech). Ma e' chiaramente il futuro cosi' come se lo immaginavano, negli anni '60 (l'edificio e' stato costruito nel 1964). Un futuristico stile Arancia Meccanica, per intenderci.

Ad ogni modo, Lunedi' sono arrivato a lezione con 5 minuti di anticipo. C'era un professore con un marcatissimo accento tedesco e occhiali quadrati "anni '70" che faceva lezione di Chimica 1A (il primo corso di Chimica). L'argomento della lezione era l'etanolo (i.e. alcool) e quanto ne serve ad uccidere una persona. Mi ha fatto morire dalle risate (e con me tutta l'aula). Aveva davanti una serie di bicchieri piccoli "da shot". Dopo una spiegazione "teorica" degli effetti dell'etanolo sull'organismo ha continuato:

"You can szee ze shots on this teebol. Zees faaaiv shots vil make you fery drunk. Zeees ten vil make you fery sick. Zees twenty wil kill someone who weights 100 pounds [i.e. 45 chili] wit a probability of fifty perzent"...

Quest'uomo deve assolutamente finire in un qualche film...

Friday, January 25, 2008

Self-Management.

Insomma, vi parlavo recentemente di procrastinazione. Mi sono reso conto di non avervi mai parlato esplicitamente della procrastinazione strutturata. Per fortuna, John Perry, filosofo di Stanford e (che io sappia) ideatore del concetto, ha scritto un saggio divertentissimo sull'argomento. Sospetto che una certa tendenza alla procrastinazione strutturata sia un denominatore comune dei blogger.

Comunque l'idea (in una sintesi un po' incasinata) e' che al fine di evitare di impegnarsi nel completare i suoi obblighi principali (e.g. scrivere una dissertazione), il procrastinatore strutturato si carica di tutta una serie di obblighi/impegni secondari (e.g. scrivere una lettera all'amministrazione, chiamare la compagnia telefonica) su cui impegnarsi, cosicche', alla fine della giornata, e' riuscito a fare "qualcosa", ma non la cosa importante.

Fin qui, ne avevamo piu' o meno gia' parlato (anche se il saggio di Perry e' consigliatissimo, e mi fa ridere ogni volta che lo leggo).

Nell'ultima settimana ho scoperto, una nuova sfaccettatura di questo fenomeno (o meglio, il suo opposto). Da quando sono ritornato dall'Australia ho avuto qualche mese un momento di pigrizia mentale irrefrenabile. Questo momento si sta avvicinando al termine; lo sento chiaramente nel mio corpo e nella mia mente.

La ragione, sospetto, e' che sto seguendo un corso che con la mia vita accademica non c'entra assolutamente nulla. Mi sono iscritto, per ora almeno, ad un corso di Computer Science (modestamente definito dal professore: "The best CS course in the world") sulle fondamenta concettuali della programmazione. Quando l'ho detto al mio relatore John, ha storto la bocca e ha commentato: "You know, that could be a time consuming hobby...". In linea di principio ha ragione, ma una sola settimana di questo corso ha riattivato il mio cervello e ora il lavoro sta progredendo speditamente anche sulla tesi.

Puo' darsi che alla fine debba effettivamente abbandonare il corso di CS, ma finche' dura...

Wednesday, January 23, 2008

One Down.

Ho dimenticato di menzionarlo prima, ma uno dei propositi per il nuovo anno e' stato gia' raggiunto. Il 19 Gennaio, la sera prima di partire, sono tornato, dopo 3 o 4 anni, a suonare sul palco coi Blumenberg 67. E' stato un modo un po' bizarro di tornare a fare una cosa che un tempo era piuttosto familiare; c'era poca gente (ma quelli che c'erano erano buoni!) e sono stato un po' impacciato, ma mi ha fatto moltissimo piacere. Del resto avevamo fatto solo una prova...

Beh. Questo e' stato facile. Ora tocca agli altri.

Cambiando argomento: sono stato punito per aver scritto che in California non ci sono le stagioni. Questi giorni sta facendo un freddo anomalo.