Monday, June 16, 2008

La "sicurezza"

Pochi giorni in Italia, e ho capito rapidamente che c'e' una nuova parola chiave nelle bocche automatizzate dei politici: "sicurezza". Se il pubblico crede davvero alle farneticazioni dei politici (e non sono sicuro) siamo in piena allucinazione collettiva. Secondo le statistiche "qui su internet" il crimine e' in diminuzione rispetto agli anni '90; ovviamente, solo sulla base delle statistiche un "problema sicurezza" puo' essere motivato.

Il mio stupore e l'irritazione nei confronti di questa demagogia della sicurezza, per inciso, non e' pregiudiziale: vi confesso che per me l'ordine pubblico e la pulizia sono tanto importanti quanto per gli elettori della destra. Ed e' certamente compito del governo manternerli (anche se la lotta per il raggiungimento di questi obiettivi viene spesso confusa con l'ostilita' verso i clandestini).

Quello che non e' compito del governo e' invece prendere provvedimenti confusi e ignorare diritti a destra e a manca. Prendetelo con le molle, perche' l'ho sentito oggi al TG, ma sembra essere parte del pacchetto sicurezza una misura per impedire ai clandestini di prendere casa con pene severissime per chi da' casa in affitto a chi e' in Italia clandestinamente.

Questo e' un enorme passo indietro, persino rispetto a un paese come gli USA che coi clandestini certo non ci va leggero. Negli USA, almeno finche' dura, hanno capito che e' un errore trasferire la responsabilita' del controllo dei clandestini ai singoli soggetti. Quindi, per esempio, l'educazione pubblica (con tutti i suoi problemi) e' aperta a tutti, inclusi i clandestini.

Il punto e' che non spetta alla scuola controllare chi e' clandestino e chi no, cosi' come non spetta a chi affitta casa controllare. Fra l'altro, trasferire la responsabilita' in questo modo apre le porte a tutta una serie di potenziali illegalita'.

In secondo luogo, e' virtualmente impossibile distinguere fra un immigrato illegale, da chi e' figlio di immigrati illegali ma nato negli USA senza essere documentato (e quindi cittadino americano, non credo lo stesso sia vero in Italia). Il trasferimento di responsabilita' costringerebbe la scuola (o il "proprietario" della casa da affittare) a cercare di stabilire fatti che non e' nel loro potere stabilire.

Tutto questo senza neanche entrare in temi come se o meno sia un diritto di un clandestino quello di avere un'educazione nel paese d'immigrazione.

Tuesday, June 10, 2008

Obama il Mancino e la Cospirazione.

guardavo il TG1 e improvvisamente ho avuto un'illuminazione! Obama e' mancino!. Li' per li' ho pensato "che buffo", ma poi l'ho cercato su internet per essere sicuro ed ho trovato un dato sconvolgente: oltre a Obama anche McCain e' mancino, e anche Bill Clinton e Bush padre
...
e Al Gore...

in pratica, per un pugno di voti e/o un casino elettorale gli USA hanno mancato una striscia di 5 presidenti mancini. Io non so come ve lo spiegate, ma deve esserci una spiegazione cospirazionista!

Monday, June 09, 2008

In vacanza - in Italia

E ora vi faccio un po' invidia: vista di Capri dalla mia camera...

Non c'ero mai stato io nella Penisola Sorrentina, ne' nella Costa Amalfitana. Mi ci hanno portato, su mia richiesta, i miei genitori. Si e' partiti in formato double date (scherzo... ).

Anticipo il verdetto: Penisola Sorrentina batte Costa Amalfitana, di poco ma e' cosi'. La Penisola Sorrentina e' l'Italia di cui leggi in Goethe. Facevo fatica a capire quale dei miei sensi fosse in estasi, ma credo fossero la vista, il gusto e l'odorato. A Sorrento, non fai in tempo a riprenderti da un panorama mozzafiato che te ne arriva un altro (e vista da lontano, persino la piana a Sud del Vesuvio ha il suo fascino). Un po' a sorpresa, vicino ad uno dei punti piu' belli della cittadina abbiamo trovato questo cartello:



Ma vi pare? Tutta questa disperazione e' maturata in questo posto fantastico? Evidentemente, Ibsen ed io non abbiamo troppo in comune.

Ma l'esperienza memorabile per me e' stata la cena. E stavolta non (solo) per il cibo. Abbiamo mangiato a Marina del Cantone una spiaggia piccola e isolata. Quattro ristoranti in riva al mare, qualche barca e paesaggio malinconico che ho dovuto fotografare in bianco e nero.



La specialita' del ristorante Maria Grazia e' una pasta che, molto originalmente, si chiama pasta maria grazia. Il modo piu' veloce per descriverla e' una carbonara senza pancetta ma con le zucchine e con dosi massicce di formaggi misti. Buona, ma, per me, troppo pesante. Ma, per ripetermi, e' lo scenario che conta. Anche il ristorante da Fabrizio farebbe un figurone a Marina del Cantone.

Tuesday, June 03, 2008

Un'Americana a Roma

Angeline non veniva a Roma dal Gennaio 2006 e il bilancio dei suoi primi 8 giorni qui sarebbe altamente positivo, se non fosse per le scottature--vere e proprie ustioni--che ha rimediato quando siamo andati al mare a Sabaudia. Non ho mai visto nessuno scottarsi in quel modo, ma del resto sapevo che la signorina e' fragilina: la poverina ha le caviglie gonfie (apparentemente reazione comune per delle scottature di un certo tipo).

Note di colore: abbiamo provato a vedere Sex and the City (in uno dei cinema che lo proiettano in inglese) ma le Ammericane 'bbriache (personaggio caratteristico del centro di Roma) avevano fatto il tutto esaurito al Metropolitan.

Ieri siamo andati a vedere Once: ve lo potreste ricordare perche' agli Oscar l'attrice principale "ha rosicato" (come si dice qui) perche' non l'hanno fatta parlare dopo la vittoria per la Miglior Canzone, e John Stewart ha dovuto permetterle di fare un discorsetto dopo uno stacco pubblicitario.

Comunque "Once" e' la storia di un musicista di strada, di una ragazza (anch'essa musicista) e del loro incontro. Il film, secondo me, e' accettabile; come musicisti i due sono davvero bravi, ma la musica che lui scrive e' completamente insopportabile.

All'uscita dal cinema ci siamo trovati con un faro sparato in faccia e nel bel mezzo di una troupe cinematografica. Stavano aspettando che gli spettatori uscissero per girare un film; il cinema era il Nuovo Sacher e il film era di Nanni Moretti.

Ah... e la ricerca del caffe' lavorativo e' stata completata: fra un po' metto su una bella foto celebratoria :)

Monday, May 26, 2008

La Circoscrizione

Sono di nuovo in Europa. Stavolta Angeline ed io siamo a Roma per un po' piu' di un mese. I miei documenti italiani (patente, passaporto, carta d'identita') sono tutti scaduti oppure in scadenza fra pochissimo. Vado alla circoscrizione per rinnovare la carta d'identita', e scopro che non apre il pomeriggio. Un po' deluso, mi metto a leggere un po' degli annunci; francamente non so come ho fatto a non pensarci prima, ma il linguaggio degli annunci al pubblico in Italia e negli USA e' completamente diverso.

Negli USA, generalmente gli annunci hanno un destinatario chiaramente identificato, te. Ad es. "Per il modulo XXX, vai nella fila YYY". La convenzione italiana invece e' di fare meno riferimenti possibile al mittente e al destinatario : "Si comunica al pubblico che il modulo XXX va richiesto alla fila YYY". Ovviamente, Angeline mi faceva notare che la cosa non e' solo limitata agli uffici, ma anche estesa ai supermercati e altri tipi di busness.

In coda: credo di aver avviato una nuova quest personale. Il momento piu' efficace per scrivere per me e' quando vado al cafe'. Quello che cerco e' un cafe' a Roma dove mi permettano di stare una quantita' indefinita di tempo con il mio laptop... riusciro' nell'impresa?

Tuesday, May 20, 2008

Ultimo Giorno di Scuola

Vi scrivo da un punto di vista un po' particolare. Davanti a me, curvi sui loro esami (scritti), sono i miei 20 studenti di questo semestre.



Io ora ve lo confesso: agli studenti un po' mi affeziono.
Sono quasi cinque anni che insegno, e ancora quando si tratta di dare un voto un po' mediocre mi si spezza il cuore. L'imperativo meritocratico, ovviamente, m'impedisce di farmi vincere da questa sensazione.

Oddio, qualcuno mi sta proprio antipatico, e qualcun'altro simpaticissimo.
Ma e' sempre amara dover dare un voto cosi' cosi'.

Voto cosi' cosi', fra parentesi, significa B+. In tempi di inflazione dei voti, tutti si aspettano di prendere una A-, come minimo. Sui voti io ho una sorta di strano misto di convinzioni.

Da un lato, penso che noi dovremmo facilitare la cosiddetta "grade inflation" (l'inflazione dei voti... questo e' un argomento complesso, che forse merita un discorso diverso).
Dall'altro dobbiamo distinguere gli studenti che davvero s'impegnano dal resto. Questa, sinceramente e' l'unica distinzione che a me interessa.

In effetti, mi piacerebbe, in linea di principio, poter dividere gli studenti in tre sole categorie.
(1) Quelli che hanno capito il corso |---> A o A-
(2) Quelli che ci hanno provato, ma per carenza di volonta' o per capacita' non sono stati brillanti. |---> B+
(3) Quelli che a malapena si sono presentati |---> B o B- a volte C
(ad alcuni di voi sembrera' alto dare una B- sembrera' generoso dare chesso' una B- al giocatore di basket che si e' presentato a 3 lezioni e non ha capito niente, ma il punto e' che la differenza pratica fra dare una B- o dare una D, in un corso di filosofia, e' nulla.

Il problema e' purtroppo, che la maggior parte degli studenti non rientrano nell'una o l'altra categoria in modo perfetto. C'e' sempre lo studente X di talento che brucia punti, e non dorebbe finire in (1). Del resto mi spiace sempre moltissimo doverlo inserire nella categoria (2)--perche' c'e' sempre lo studente Y che "un po' ci ha provato" ma davvero poco, e sembra assurdo mettere X e Y nella stessa categoria. Del resto Y non puo' andare con quelli che invece non si sono neanche presentati...

Ah. Quanto odio dare i voti!

Monday, May 19, 2008

Un Italiano nel NYT

Questa storia e' vecchia di quasi una settimana, e sicuramente alcuni di voi l'avranno gia' vista, ma valeva la pena di segnalarla, tanto per ricordarci di uno degli aspetti piu' assurdi degli USA... l'Immigration.

Un Italiano e' stato incaracerato dalla Customs and Border Protection. Gli ufficiali della CBP avevano perlopiu' "frainteso" quello che lui voleva comunicare. Comunque storia incredibile! Per fortuna che nei gozziliardi di volte che sono entrato e uscito dagli USA avevo sempre un visto, e solo una volta sono entrato con il Visa Waiver Program.

A proposito di Immigration: un po' di tempo fa scrissi di come gli impiegati dell'immigration sembrino scelti con particolare attenzione a prendere i personaggi piu' antipatici a disposizione nella zona. Devo rettificare: questa cosa dipende molto da aeroporto ad aeroporto e per classi di eta'.

Per esempio a SFO i giovani sono tutti piu' o meno simpatici (i vecchi non troppo, ma non si puo' avere tutto). A JFK e LAX piu' o meno uniformemente antipatici.

Fra l'altro, un'ulteriore domanda: ma la fila dell'immigrazione e' democratica oppure no? in particolare, chi spende migliaia di $ per viaggiare in prima classe deve farsi la trafila dell'attesa all'immigration office e discussioncina con l'impiegato-incazzoso oppure ha un trattamento preferenziale anche li'?

Friday, May 16, 2008

O_O

A intermittenza, e con lunghi periodi "all'estero", sono in America dall'Agosto del 2001, ma giuro di non aver *mai* visto una giornata calda come ieri nella Bay Area.

Secondo il National Weather Service ieri sono stati abbattuti tutti i record di caldo per il 15 Maggio, ma secondo me in citta' come Oakland o San Francisco dev'essere stata una delle giornate piu' calde da quando le temperature vengono misurate. Ad Oakland, la temperatura massima e' stata 37 gradi!

Sono ancora un po' sotto choc :P

Tuesday, May 13, 2008

Snapshots: "Eurotrip"

[ahio, questo post e' lungo, vabbe' fermatevi dove volete :P]

(1) Il Terminal 5 a Heathrow fa davvero impressione (se non lo sapete, e' il nuovo terminal di Heathrow... appena aperto questa primavera e causa di tutta una serie di casini). E' massiccio, dall'interno sembra non avere fine in ogni direzione, e allo stesso tempo pieno di geometrie interessanti.



Praticamente il T5 e' la versione Kolossal Hollywoodiano di un terminal aeroportuale.

(2) Parigi. Parigi ve l'ho detto che sembrava tanto Roma con qualche ritocco. Davvero non ricordavo che a Parigi ci fossero tanti caffe'. Certo, la citta' e' *famosa* per la quantita' di caffe', ma ciononostante non pensavo che ve ne fossero cosi' tanti. Non riesco a immaginare come facciano a restare "in business".

Poi ricordavo anche delle viste spettacolari dei tetti di Parigi, ma l'unica vista che ho avuto stavolta e' stata dalle Galeries Lafayette. Francamente, serve qualche piano in piu' per stupirmi.



(3) La maggior parte dei primi giorni a Parigi li ho passati in conferenza. Non e' che sia stato contentissimo della mia presentazione--anzi secondo me e' venuta fuori proprio un po' mediocre (ero troppo nervoso e stanco e non sono riuscito a comunicare bene alcune idee importanti). Comunque non ci voglio pensare piu': e' una lezione che va appresa (a volte va appresa molte volte...). Poi per fortuna, a Londra, da quel punto di vista le cose sono andate molto meglio.

(4) Alla Scuola Normale Superiore hanno un'edificio molto grazioso, ma i bagni sono i classici bagni da edificio pubblico italiano. Vecchiotti e non proprio pulitissimi.

(5) A questo giro di Parigi niente musei. Allo stesso tempo pero' stravaganza culinaria: La Ferrandaise. Io, Chris e Thomas (due dei filosofi alla conferenza) abbiamo scelto il menu di degustazione (sei portate). Alcune delle portate erano davvero da morire.

(6) In tema, "la Fra B." (con l'articolo perche' ci siamo conosciuti a Bologna dove, come sapete, questa barbara convenzione vige) mi ha portato in un bistro molto carino, un pochino a Sud della fermata metro di Chatelet Les Halles.

(7) Quest'anno ho attraversato due fioriture. In California, e' fiorito tutto a Febbraio/Marzo. A Parigi la fioritura senza fine era in corso durante il mio viaggio. "la Fra B." mi ha portato in giro per i Jardins Du Luxembourg, in un pomeriggio soleggiato in cui l'intera popolazione parigina si era riversata al parco in costume da bagno (questa una nota costante del viaggio).

Nella foto, fioritura in versione Londinese.



(8) Poi mi ha detto che nel Giardino c'e' una ministatua della liberta', ma non mi ha portato a vederla. Lo dico perche' secondo me la ragione per cui non mi ha portato a vederla e' che non ho dimostrato sufficiente attenzione quando me l'ha detto... ma adesso il mio self un po' kitch protesta.

(9) Voi che non siete pagati in denaro-del-monopoli sappiatelo. L'Europa e' cara. Ma proprio cara. A Parigi ho cercato di fare un po' di shopping, ma il prezzo di una giacca ben fatta e' minimo 300euro (oltre 450 in soldini del monopoli, chiamiamoli $). Risultato: mi sono comprato una maglietta. Da Zara (dove preferisco non fare shopping). E mia mamma ha subito trovato un buco.

(10) Charles De Gaulle fa schifo o almeno il pezzo che io ho visto fa schifo. Sara' che ci sono arrivato dal Terminal 5. Ma e' inefficiente, e ogni idea originale tende a risultare inefficace (ora vi dovrei disegnare dei diagrammi per spiegarmi che cosa fanno di originale a CdG per smaltire il flusso delle persone dall'entrata all'aereo, ma vale sempre la pena di lasciare il nerd chiuso nell'armadio.

(11) Londra era in gran spolvero, o come diciamo a Roma acchittata per la mia visita. Neanche fossi George Clooney. Nei miei cinque giorni li' ha fatto un caldo piu' che da maglietta, ma da costume da bagno (witness: l'annanellamanica).




(12) E in effetti le Suddite dell'Impero hanno colto subito l'occasione per spolverare "quel vestito corto che mi metto per andare a Brighton". Ma in generale, davvero, l'intera citta' si e' riversata per strada. I pub erano pieni, specie all'aperto.

(13) Nota sui pub all'aperto. Molti pub in Inghilterra hanno la licenza per permettere ai propri clienti di bere all'aperto in un rettangolino giusto fuori dal pub. In molti dei pub che ho visto il rettangolino era strapieno.

(14) Sharps. Sharps!!! Non ci posso credere. Sharps produce i miei prodotti da rasatura preferiti. Sono un po' difficili da trovare negli USA. Ma a Londra hanno un'intero negozio.

(15) Il campus di LSE (London School of Economics) e' il mio preferito dei campus Londinesi. Una serie di edifici (a prima vista molto ben organizzati) in una zona centralissima ma ciononostante piena di viuzze con "cose-studentesche". Ho pranzato con un professore nel dipartimento di Political Science in un ristorante all'ottavo piano con una terrazza per sorseggiare caffe' mentre si discute di massimi sistemi!

(16) La mia talk a Londra e' andata bene. Davvero molto bene. Sara' che non me ne importava nulla, e non avevo addosso alcuna tensione.

(17) La Riverwalk: ma dov'ero quando hanno fatto la Riverwalk? Dalla mia ultima visita a Londra hanno trasformato il lato sud del fiume in una passeggiata piena di cafes, edifici interessanti (Tate Modern, il nuovo Globe Theatre). Ora ricordatevi il punto (11), aggiungete i genitori in visita da Roma, e otterrete una passeggiata spettacolare.

(18) Alla fine della passeggiata c'e' stato il Borough Market (un grande mercato alimentare con molti ristoranti e pub in zona). Londra sta cercando di rivisitare la propria reputazione di grande capitale con cibo scadente. Nel complesso l'operazione ha avuto successo, anche se il gusto Inglese lascia ancora un po' a desiderare. Si sentono addirittura alcuni asserire che Londra e' diventata una sorta di mecca culinaria, la "Food Capital of the World": dopo essere stato a Parigi ho un'opinione molto precisa in argomento: e' falso. . Ma se la vostra visita a Londra fosse limitata al Borough Market potreste cominciare a crederci.

Uhm. Questo rullino finisce qui. Ma forse dimentico qualcosa...

Friday, May 02, 2008

Primo Impatto: 1997 vs. 2008

Il primo impatto di Parigi circa dieci anni fa era questo:

"Parlano un'altra lingua, hanno tipi di monumenti completamente diversi da quelli che abbiamo a Roma, vendono baguettes come se piovesse, ma zero rosette, e in generale hanno cibi esotici, tifano per squadre che non conosco, e mettono sulle copertine dei giornali scandalistici gente che non conosco. Tutto e' diverso quassu'."

Oggi, appena arrivato in citta', mi sono diretto verso la conferenza cui partecipero', che e' alla Ecole Normale Superieure. Ho dovuto fare un tratto a piedi, e poi un'altra camminata di una ventina di minuti per arrivare al mio albergo.

Questa e' una verbalizzazione della sensazione che ho provato:

"La lingua, quasi quasi, la capisco; inoltre, la accompagnano con gesti per lo piu' familiari. Hanno edicole, pasticcerie, caffe', macchine utilitarie, piazze, piazzette e panifici, il bagno dell'universita' non e' in buone condizioni, ed e' pieno di poster della nazionale. Sembra di essere tornato in Italia."

Tuesday, April 29, 2008

F. itinerante!

Nei prossimi giorni saro' a Parigi (dal 2 al 7 del mese) e a Londra (dall' 7 al 12). A Parigi devo presentare in una conferenza piuttosto importante (incrociamo le dita: sono molto indietro su alcuni elementi di presentazione, a causa di tutta una serie di impegni, ma conto di finire tutto nel rush finale!), mentre a Londra l'atmosfera e' un po' piu' rilassata.

Entrambe le citta' mancano da *troppo* tempo dalla lista dei posti che ho visitato, quindi sono contentissimo di andare!

Monday, April 28, 2008

non posso distrarmi un secondo...

...e i miei "concittadini" eleggono un sindaco come Alemanno. Bah.

La cosa, ovviamente, mi secca moltissimo.

Ma onestamente mi stupisce non sia successo prima, data l'altissima percentuale di sostenitori di AN in citta'.

Speriamo non rompa niente.


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OT: Emmequadro, ma cosa e' successo al tuo blog? Non mi permette piu' di accedere!

Thursday, April 24, 2008

Pezzi nuovi.

Vi avevo parlato, qualche mese fa, di come mi sono scheggiato un dente (anzi, due!) mordendo una forchetta--storia, un po' triste, di accanimento gastronomico.

Ebbene, la mia giovanissima dentista Amy Lee me lo ha riparato in una ventina di minuti e ora sembra nuovo (speriamo non mi costi troppo!).

La cosa, confesso, mi ha causato una riflessione un po' bizarra.
La mia impressione e' che farsi riparare un dente e' considerato accettabile, mentre rifarsi il naso e' una cosa di cui vergognarsi.
Supponiamo che Mario decida di "rifarsi il naso". Ci sono due tipi di critiche che gli vengono tipicamente sollevate:
1) Mario ha un problema nell'accettare il proprio aspetto, e questo e' sbagliato.
2) Mario e' troppo concentrato sul proprio aspetto, e questo e' sbagliato.

Ora, non sono convinto che (1) e (2), cosi' come le ho formulate, siano convincenti. Ma supponiamo che lo siano.

Mi sembra che entrambe le critiche, qualunque il loro contenuto, si applichino perfettamente alla riparazione del dente. Con l'aggravante, nel caso del dente,
che e' colpa mia se me lo sono scheggiato. Al contrario, Mario con il suo naso ci e' nato.

Obietterete, forse, che il naso di Mario non e' 'malfunzionante' (e in effetti, chi si rifa' il naso a volte riesce a "difendersi" osservando "avevo il setto nasale deviato..."). Ma la realta' e' che neanche il mio dente era malfunzionante. Non mi provocava alcun dolore o impedimento.

Insomma, l'unica vera differenza fra il naso di Mario e il mio dente e' che Mario ha pagato migliaia di $$$, mentre io (speriamo!) no. Forse questa e' la vera differenza, ma anche qui ho dei dubbi.

____________________

Ad ogni modo, c'e' un'altra cosa buffa. Sono passati tre giorni dalla mia visita dal dentista e ancora non mi sono mangiato le unghie (brutto tratto caratteriale che purtroppo non sono riuscito ad estirpare, per ora), perche' il morso della nuovo pezzo di dente sull'unghia mi da' una sensazione molto strana, e zero del piacere di mordere un unghia col proprio dente.

Che un intervento puramente estetico mi abbia privato di un vizio????

Tuesday, April 22, 2008

LOL

Ho appena ricevuto questa e-mail da Expedia...e' buffo che siano convinti che io sia un suddito dell'Impero, ma, anche fosse, chi ha avuto quest'idea geniale?

SUBJECT: Fabrizio - Make the long week-end longer.

Dear Fabrizio,

The Queen's Birthday might be just one day, but it means a long weekend for you! And what better place to experience it than Far North Queensland?

Make the long weekend a little longer with the latest deal from Expedia.com.au. Book 3 nights and get your 4th night free!

It's good to be Queen, but it's better to be you!

Saturday, April 19, 2008

No Fun Fabrizio.

Ok. Ok. E' quasi una settimana che sono stato nominato per il meme da moky. E' giunta l'ora di completarlo. Moky lo descrive cosi':

"Allora, si tratta di:

a) Indicare il blog che vi ha nominato e linkarlo

b) Inserire le regole di svolgimento

c) Scrivere sei cose che vi piace fare

d) Nominare altre sei persone affinché proseguano il meme (forse..)

e) Lasciare un commento sul blog dei sei prescelti amici memati "

OK. Ci ho pensato un po' su, e siccome la parte d) non mi piace, eseguiro' tutto tranne d) (ed e), visto che non nominero' nessuno). Inoltre, mi avete nominato in due e avete nominato quasi tutti quelli che conosco :)

Se questo meme vi intriga, seguite l'esempio dell'amico Barista, cui tanto piacque "Fa Molto San Francisco"(a sua volta presa da "Fa Molto Dallas" di Nonsisamai) da spingerlo a scrivere "Fa Molto Pistoia").
Allora 6 cose che mi piace fare senza ordine particolare:

1) Mi piacciono quelle serate in cui inviti qualche amico a cena, cucini, ricevi qualche complimento,ti schernisci, ne fai qualcuno anche tu, bevi un po'...

2) Mi piace la sensazione che provo quando risolvo un problema (dal piu' semplice problema organizzativo in casa, al piu' teorico pezzettino della mia dissertazione).

3) Mi piace fare shopping con Angeline, vestiti, mobili...anche se alla fine magari non compriamo niente.

4) Mi piace sentirmi esausto dopo uno sforzo fisico (sport etc.).

5) Mi piace girare per Roma a Giugno/Luglio.

6) Mi piace argomentare: e' la deformazione professionale del filosofo!!

Wednesday, April 16, 2008

Qualcun altro...

ha visto Michelle Obama al Colbert Report ed e' rimasto incantato?

Link all'articolo del NY Times, che pero' non rende giustizia...

EDIT: ahaha. finalmente qualcuno ha postato il video su youtube.. .

EDIT EDIT: no longer, come nota Alice. Ma il video ora e' sul sito di comedy central...

Thursday, April 10, 2008

Highbrow // Lowbrow

Io non credo che questa cosa sia mai stata provata prima d'ora...
EDIT: nei commenti Aelys e Moky fanno notare che l'ispirazione era venuta al nostro capitano da Sideways. Io il film l'ho visto ma l'ho completamente dimenticato.



Eravamo di ritorno da una fantastica giornata nella Napa Valley.
Come avevo annunciato, sono appena passati i giorni della Wine Competition (cos'e' la wine-competition? eccovi la spiegazione dall'anno scorso).
La Wine Competition sta avendo un successo assolutamente clamoroso.
I produttori di vino della Napa Valley ci conoscono, e fanno a gara per assicurarsi di ospitare il gruppo, o addirittura una tappa della competizione.
A questo punto, grazie alla generosita' dei produttori e all'eccitazione attorno a questo evento, la Wine Competition e' diventata un modo per assaggiare vini che non avremmo mai avuto modo di provare.

L'hamburger che vedete nella mia mano destra e' un Double-Double di In and Out, un classico dei viaggi in autostrada negli USA. Costo: 2.95$
Il vino nel bicchiere di plastica e' Opus One del 1995--forse il miglior Cabernet Sauvignon che abbia mai assaggiato.
Costo: sui 400$
(a noi lo hanno dato gratis, s'intende: anzi, nel caso ve lo siate chiesto, mi sono convinto che per la maggior parte dei palati, e certamente per il mio, non vale la pena spendere piu' di 100$ per una bottiglia di vino).

L'idea dell'accoppiamento viene dal nostro capitano Ian. Ale' per l'avanguardia gastronomica.

AH, dimenticavo: quest'anno il trofeo e' andato alla nostra squadra!!! GO BERKELEY!

Tuesday, April 08, 2008

Got Cash?

Se avete qualche milione di dollari da spendere, si e' appena creato un vuoto da riempire. Le uniche due compagnie aeree che volavano fra Oakland e le Hawai'i sono fallite e sono state smantellate... allo stesso tempo! A quanto pare, il fattore principale e' stato l'aumento del costo del carburante, ma una delle ragioni "secondarie" e' davvero curiosa: almeno una di queste compagnie e' crollata in parte a causa della concorrenza dell'altra!!

Quick News: siamo andati a vedere Anne Sophie Mutter stasera, ed e' stato forse il concerto di musica classica migliore che io abbia mai visto. Secondo il mio advisor il prossimo dovrebbe essere il mio ultimo anno di dottorato (se riesco a finire un paio di cosucce), il che significa che gia' questo Dicembre iniziero' la ricerca di un posto in una qualche universita'. Ma sara' davvero dura lasciare la ricchezza culturale, gastronomica, e ambientale della Bay Area...

Sunday, April 06, 2008

Io e loro.

I pensierini di oggi sono sulle differenze culturali. Angeline ed io siamo andati a vedere In Bruges, che e' una commedia timidamente eterodossa, sboccata e un po' superficiale--proprio come piace a me. Il protagonista e' Colin Farrell nel ruolo di un assassino di professione con una nevrosi da far invidia a Woody Allen. Probabilmente e' uscito molto tempo fa in Italia--visto che e' in seconda visione persino qui.

Ad ogni modo, in una scena abbastanza centrale, Colin Farrell, l'hitman nevrotico, riflette sull'aldila': Paradiso, Inferno e Purgatorio. Vorrei avere fra le mani la sceneggiatura, ma il suo monologo va piu' o meno cosi':
"...you know purgatory isn't such a great place to be. You don't completely suck. But you also aren't that good... like Tottenham".
E' una battuta calcistica azzeccatissima. Ma evidentemente al teatro Elmwood di Berkeley ero l'unico a trovarla divertente.
"ok ok confesso. Sono Europeo e capisco le battute calcistiche...ma giuro di non seguire la Formula 1...".

Thursday, April 03, 2008

E la risposta e'...

non vi tengo in sospeso, che' tanto siete in tre: la risposta e' New York.

E non New York State, ma New York City. E non una zona un po' sfigata nel Queens, ma Manhattan.

La foto e' dei Cloisters. Il link e' a wikipedia che spiega che si tratta di un'ala del Metropolitan Museum of Art situata all'estremo Nord-Ovest di Manhattan. Praticamente e' una sorta di "museo medievale" con varia roba piu' o meno rubata da varie nazioni europee, situata in un luogo completamente ameno di Manhattan.

Apparentemente, uno dei principali finanziatori fu Rockefeller che compro' tutto il pezzo di New Jersey antistante la costruzione, per evitare che il panorama venisse deturpato. Ad ogni modo, i Cloisters e il parco annesso sono un pezzo fantastico e sconosciutissimo di Manhattan. Peccato che sia venuta anche Angeline, perche' altrimenti me lo rivendevo per un appuntamento romantico :)

EDIT: Angeline si e' un po' confusa sull'ultimo punto. Suppongo che la cosa dipenda dalla sua competenza non proprio solida in Italiano. Ad ogni modo, intendevo un appuntamento romantico con lei...

Wednesday, April 02, 2008

Quiz

Non molto tempo fa, provai a sorprendervi con una foto di Hearst Castle--ma, siccome siete un pubblico difficile, alcuni di voi c'erano gia' stati.

Stavolta sono di nuovo convinto di riuscire a stupirvi. Dovete scusarmi per la foto non proprio chiarissima (non sono riuscito a trovare un angolo migliore), ma se avete visto questo posto, ve lo ricordate di certo...

Dove si trova questo edificio?


Hint: siamo molto vicini a una destinazione turistica molto popolare.,

Friday, March 28, 2008

Qui e La'




"Oggi ho fatto tardi...", diceva una canzone dei Bluvertigo. Anch'io ho fatto tardi e ho perso l'aereo per New York. Quindi due ore d'attesa in aeroporto--piu' due perche' alle sfighe piace arrivare in compagnia, e dunque il mio aereo e' in ritardo. Con l'occasione volevo spendere due parole su uno stereotipo molto vivo fra gli americani.

Secondo lo stereotipo, i Californiani sono rilassati ("laid back" dicono loro, "tranquilli", diremmo a Roma) gli abitanti di Chicago, New York etc. sono per lo piu' incazzati. Questa settimana a Chicago e New York ha conferito un po' di plausibilita' allo stereotipo. In ordine:

- un giorno ci siamo trovati coinvolti in una lite con due tipe di un quartiere povero del South-Side. La lite si e' conclusa quando una delle due tipe ci ha tirato una bottiglia di plastica. E, occhei occhei, confesso... io avevo mostrato loro il dito medio (sorry!), ma loro hanno suonato il clacson per una cosa come 30 secondi, con la motivazione che io non mi ero spostato al lato per farle passare in una strada a *una* sola corsia.

- a occhio, a Chicago manca (oppure e' ben nascosto!) il bianco-pigro-e-senza-prospettive (se avete visto "Knocked Up" l'Estate scorsa, intendo piu' o meno i personaggi maschi di quel film). A me il bpesp non sta tanto simpatico, in generale (e quel film non mi e' piaciuto molto), ma gli va riconosciuto che la sua permanenza nelle strade, magari con uno skateboard, aggiunge colore alla citta'.

- una notte durante la scorsa settimana, quando a Pasadena, mi svegliai alle 3 in preda a un feroce mal di testa. andai alla stazione di benzina a comprare anti-dolorifici (questa cosa forse non ha perfettamente senso per il lettore che non ha visto gli USA, ma considerate che negli USA quasi tutte le stazioni di servizio hanno un negozietto aperto 24/24). Il tipo che lavora in questa stazione ha tutte le ragioni per essere l'uomo piu' incazzato del mondo, e se abitasse a Chicago o New York lo sarebbe. E invece...e' stato incredibilmente gentile: mi ha spiegato gli effetti dei vari anti-dolorifici, mi ha chiesto i miei sintomi, e me ne ha indicato uno appropriato (chissa' come si sara' formato questa "competenza"...). Mentre me ne andavo mi ha augurato un "buona fortuna" che e' venuto fuori sincero e pieno di empatia. Lo dichiaro farmacista onorario.

Insomma, non e' difficile capire da dove viene la foto che trovate in cima a questo post...

Adesso non dovrebbe essere difficile capire dove ho fatto la foto

Thursday, March 27, 2008

Chicago Culture

Uno dei momenti top del nostro viaggio qui e' stata la visita al teatro Steppenwolf. Vi abbiamo visto una commedia sul Jazz nella Kansas City anni '30. Testo un po' prevedibile e molto cinematografico, ma allestimento e performance splendidi. Ma questa e' solo la cornice di quello che voglio raccontarvi.

Allo Steppenwolf hanno avuto un'idea per portare il teatro ai sordomuti. Durante la rappresentazione, tre interpreti,situati in fondo alla platea, replicano il dialogo che avviene sul palco nella lingua dei sordomuti. Onestamente non riesco bene a decidere se questa cosa sia giusta, o no, ma fa una certa impressione.

In other news, visto che negli ultimi mesi mi stavo compiacendo un po' troppo, ho purtroppo perso la competizione piu' importante a cui ho partecipato. Si trattava di una borsa di studio che mi avrebbe permesso di non insegnare per tutto il prossimo anno. Non mi aspettavo di vincere questo concorso (vi partecipano un po' tutti, non solo filosofi, e quand'e' cosi', inevitabilmente, le selezioni diventano durissime per chi fa lavoro un po' piu' tecnico), ma un pochino brucia lo stesso.

Chicago... mini-slideshow...

Tre foto da Chicago, e, se riesco, piu' tardi o domani vi racconto un paio di highlights, o magari posto una foto con una persona... :)

Il Fagiolone. Uno dei pregi di Chicago e' l'audacia architettonica (e la frequenza con cui apparenti follie fanno una gran bella figura...)

Skyline, fotografata dal bar all'ultimo piano della Hancock Tower.

Siamo stati molto fortunati con il tempo, ma una nevicata in cinque giorni di Marzo e' praticamente impossibile da evitare, e infatti oggi ci e' toccata...

Monday, March 24, 2008

il taco come Jesus comanda

(Jesus pronunciato alla spagnola: "hesus"...)

Ieri sera per celebrare il compleanno del mio amico Paolo, siamo andati a cena fuori. Paolo, Daniel (l'eroe che ci ospita qui: un amico di un amico del mio amico Paolo, nonche' affittuario di un appartamento molto piacevole nel South Side).

Prima abbiamo provato un Francese nel Loop, ma era chiuso perche' era Pasqua.
Stessa cosa con l'italiano nel loop.
Abbiamo un po' abbassato le mire e puntato a un Messicano caldamente raccomandato da Daniel in una zona un po' meno fancy.

Il ristorante "Nuevo Leon", dove siamo stati, fa' i tacos come, secondo me, andrebbero cucinati.
A citta' del Messico la carne e' deliziosa (uhm... sempre che vi sia andata bene nella scelta del locale) e la tortilla viene fritta fino ad essere croccantissima.
Se siete nella Bay Area la carne deliziosa si trova, ma la tortilla croccante, no no e no. Per carita', nella Bay Area fanno una cosa che chiamano "crispy taco", ma e' una finzione salutista. Il crispy taco di SF sta al vero crispy taco, come il tofu burger sta all'hamburger.

Saturday, March 22, 2008

Londra!

Saluti a tutti dalla calda Pasadena. Presentazione fatta (giovedi' scorso). Giovedi' c'e' stata una cena fra "filosofi della probabilita' " (che non e' proprio la mia specializzazione, ma uno dei miei interessi), organizzata da un personaggio fantastico...Ralph Miles. Ralph, prima di andare in pensione, era un ingegnere ai Jet Propulsion Labs, e uno dei suoi compiti era di calcolare la probabilita' di riuscita delle missioni NASA.

Ad ogni modo, ci sono un po' di notizie di cui sono molto felice: ho ottenuto dei finanziamenti per passare qualche altra settimana in Australia (a luglio). Inoltre, saro' con certezza a Londra a inizio Maggio per presentare un mio lavoro a una conferenza.

Del "ritorno in Australia" vi raccontero' piu' avanti, ma tornare a Londra e' davvero eccitante, perche' e' dal 1995 che non metto piede fuori dall'aeroporto...e per fortuna il dipartimento finanziera' questa "operazione Londinese". Comunque la Mamma ha informalmente promesso di venirmi a trovare nel caso di accettazione del paper... ora voglio vedere la sostanza :P

Tuesday, March 18, 2008

Made in USA

Domani parto per Pasadena, ma vi lascio con una chicca, anzi due. Le abbiamo viste nel negozio di aggeggi-ridicoli-e-inutili alla Symphony, e ci hanno conquistato immediatamente: sono due coperture per l'interruttore della luce da Americani eccentrici... priceless...



Wednesday, March 12, 2008

Decompressione.

Si avvicinano un paio di settimane di pausa per il blog. Dalla prossima settimana, saro' prima a Pasadena per la mega-conferenza dell'Associazione Filosofica Americana, e poi a Chicago e New York in giro di decompressione. In questo momento non riesco a pensare a molto altro che al mio lavoro. E dopo la conferenza avro' bisogno di non pensare assolutamente a nulla per qualche giorno. Sicuramente postero' qualche foto!

Saturday, March 08, 2008

Flash!

Stasera eravamo sul Bay Bridge--il ponte che si vede nella foto--di ritorno dal concerto di Keith Jarrett (mini-recensione: prima o poi KJ andava visto. Quanto a "feeling" m'e' piaciuto molto, ma, a un livello piu' cerebrale, non mi piace che scriva musica cosi' "facile").

La radio era sintonizzata su 90.7 KALX, la college-radio di UC Berkeley, e una delle pochissime radio ascoltabili in questa zona (in genere, la "rotazione" delle radio commerciali, anche di quelle "indie rock", e' troppo irritante). Il disco era una registrazione di un duo swing chitarra e violino, un po' in stile Stephane Grappelli-Django Reinhardt, per chi ha presente (per chi non ha presente, video YouTube piu' sotto). A dispetto della registrazione scadente, la musica mi piaceva molto. A un certo punto attacca una melodia familiare: e' "Vecchio Frac" di Domenico Modugno.

Non ci potevo credere. "Vecchio Frac", come alcuni di voi sanno, mi riporta a una storia della mia infanzia, ed e' una canzone che mi sta molto a cuore. Sentirla in questa versione cosi' stravolta e trasmessa da una radio all'altro capo del mondo m'ha un po' confuso l'anima, ve lo confesso.

Ad ogni modo, eccovi Django e Stephane (notate che Django suona la chitarra con sole due dita--le altre due gli erano state amputate...)



...questo video e' una perla!

Thursday, March 06, 2008

Culture Week

Questa settimana e' stata soprannominata da Angeline la "culture week": tre concerti in una settimana. Ieri era il secondo: l'Eroica di Beethoven. In realta' avremmo dovuto soprannominarla "fashion week"--la settimana in cui sfoghiamo la frustrazione dell'ineleganza dell'accademia americana e giochiamo a vestirci da adulti...

Io sono andato con l'opzione 1 descritta due post fa (le foto sono fatte al cellulare, ergo qualita' pessima):



Angeline... non so bene con cosa sia andata, ma stava benissimo!

Monday, March 03, 2008

Post a Puntate: Misurare l'Intelligenza? (1)

(Il post e' un po' lunghetto. Ve lo divido in puntate. Per oggi "esce" la puntata introduttiva")

Come molte delle persone che mi piacciono, mi piace avere qualche opinione anti-convenzionale. Tuttavia, su alcuni temi, devo allinearmi con la massa. Uno di questi sono i test d'intelligenza.

Ci sono degli argomenti matematici che mirano a sostenere la tesi che questi test misurano qualcosa; e ci sono degli argomenti statistici che "mostrano" (se corretti) che un IQ alto e' correlato ad alcune forme di successo nella vita. Ma l'opinione comune e' che i test non misurano l'intelligenza. Una tesi piu' forte, anch'essa comunemente accettata, e' che in linea di principio i test d'intelligenza non possano misurare l'intelligenza. Recentemente sono arrivato alla convinzione che entrambe le tesi sono vere, ma non per le ragioni tipicamente addotte dai difensori dell'opinione comune.

La prima cattiva ragioni per adottare l'opinione comune e' questa:
1) La tipica domanda del test d'intelligenza presuppone una risposta singola, dove invece ve ne sono molte. Per esempio ecco la prima domanda di un test d'intelligenza aperto a caso cercando su google:

1. Sally likes 225 but not 224; she likes 900 but not 800; she likes 144 but not 145. Which does she like?
1600 1700

La risposta "corretta", credo, e' 1600 perche' a Sally piacciono i quadrati dei numeri interi.
Il pattern tipico del quiz del test d'intelligenza e': osserva i dati, deriva una generalizzazione, applica la generalizzazione alla risposta.

Ma ovviamente, e' tipica l'obiezione che in realta' ci sono generalizzazioni, sebbene un po' piu' complesse, secondo le quali la risposta corretta e' 1700 e non 1600. Per esempio: a Sally potrebbero piacere i numeri con questa proprieta':
(*) x e' un numero con due cifre identiche e tutte le altre cifre dispari.
allora 225 e' meglio di 224 (che ha due cifre identiche ma una cifra pari), 900 e' meglio di 800, e 144 e' meglio di 145 (perche' 145 non ha doppie), e 1700 e' meglio di 1600 perche' 1600 ha una cifra pari che non e' doppia)

Questa e' un'obiezione importante, ma non e' chiaro che sia l'opinione comune a vincere. Primo, il difensore dei test puo' rispondere che in realta' parte dell'intelligenza
e' la capacita' di inferire la generalizzazione piu' semplice. E' un'ipotesi controversa, ma non abbiamo addotto alcuna osservazione che la contraddica.

Secondo: gli autori di test potrebbero cambiare i loro test e usare solo problemi in cui la risposta e' unicamente determinata--tipo solo puzzles Sudoku.
Questo significa che l'oppositore dei test non e' riuscito a difendere la tesi che *in linea di principio* e' impossibile misurare l'intelligenza.

Insomma, la prima obiezione non funziona. Nella prossima puntata la seconda obiezione classica.

Saturday, March 01, 2008

Scelte

Un segno tangibile della primavera e' che gli alberi sono in fiore. Questo e' sul campus di UC Berkeley.

Shostakovich o Sibelius?


In generale, non saprei, ma al concerto di ieri sera alla San Francisco Symphony vince la Nona Sinfonia di Shostakovich sulla Settima di Sibelius. Entrambi i pezzi sono ottimi rappresentanti della sinfonia novecentesca, almeno cosi' come la capisco io, ma nel pezzo di Shostakovich i fiati sono spettacolari.

Platea o Galleria?

Angeline e Io eravamo seduti nella seconda Galleria, ma molto centrali, i nostri amici Grigor e Lilit erano in fondo alla platea. Considerato che hanno pagato tre volte tanto, non sono sicuro che ne sia valsa la pena. Il calcolo che io di solito faccio e' questo: premesso che alla sinfonia, al contrario che all'opera, l'unica cosa che m'importa e' la qualita' del suono, il vantaggio che si ottiene a stare in platea non e' paragonabile al vantaggio che si ottiene a stare in Galleria (i.e. poter andare ad altri concerti per la somma totale!).

Strisce su strisce, estivo in febbraio, oppure un'altra cravatta?

Ok questa e' un po' piu' difficile da spiegare. Mia mamma mi ha regalato una cravatta molto carina lo scorso Dicembre (grazie mamma!)--una cravatta di seta blu, con strisce bianche. Dato che all'universita' lo stile "business casual" e' gia' troppa eleganza, cerco di "mettere il vestito" per le serate "culturali", e avevo deciso che alla prima occasione avrei provato la cravatta nuova.

La scelta davanti a cui mi sono trovato e' stata questa:
1) strisce su strisce: di due vestiti che ho qui, uno e' un gessato grigio, molto carino, anche se un po' abbondante. L'unico problema e' che cravatta a strisce e vestito a strisce fanno un po' a cazzotti, e in questo caso, difatti, non funzionano assieme.
2) estivo in febbraio: l'altro vestito sta bene con la cravatta e la camicia che avevo scelto, ma e' un vestito con colori estivi, un marroncino chiarissimo, credo (p.s. per chi non lo sapesse, sono daltonico, quindi queste scelte per me coinvolgono consulenze esterne dell tipo: "Angelineeee, ma che colore e' quello?"...).
3) un'altra cravatta: naaaah, dovevo indosssare la cravatta della mamma.

alla fine, ovviamente, ho scelto la 2), argomentando con me stesso, che tanto l'americano medio (anche quello che va alla sinfonia) non se ne accorge nemmeno...

Thursday, February 28, 2008

L'Incubo.

Come forse avrete capito, in questi giorni sono molto stressato. C'e' sempre una deadline da rispettare, e, quando non c'e', devo occuparmi delle cose che erano state messe da parte per concentrarsi sulla deadline.

In questa situazione ho maturato un nuovo tipo di incubo. Stanotte, per esempio, ho sognato di poter assistere, invisibile, al meeting del comitato che decidera' se otterro' una borsa di studio per cui ho fatto domanda. Non potevo interagire con il comitato, ma potevo ascoltare tutti i loro commenti sui vari progetti di ricerca. Ovviamente le persone discusse prima di me (completamente immaginarie) avevano progetti super-sexy. Quando arriva il turno di discutere del mio progetto uno dei professori si alza e comincia ad urlare che il mio progetto e' una perdita di tempo, e che non si puo' dare la borsa a uno che non sa scrivere un progetto senza strafalcioni e non riesce a comunicare l'importanza del proprio lavoro.

Ovviamente, una volta alzatomi sono andato a ricontrollare il progetto che ho inviato un mesetto fa: per fortuna non c'erano strafalcioni!!!! Ma, io dico, che perversione.

Sunday, February 24, 2008

Fa Molto San Francisco (Bay).

Seguendo una catena blogghereccia provo a lanciarmi nella mia versione di "Fa Molto...(inserisci il luogo in cui abiti)...", che' mi serve qualcosa per distrarmi dal lavoro, e la partita della Juve m'ha solo fatto mangiare il fegato.
Ecco a voi fa molto SF Bay

1) Beh... forse la cosa che fa piu' San Francisco (anche se non tanto SF Bay) sono le 5000 calorie necessarie a fare alcuni isolati.

In cima a questa collina ci abitavo...


2) La gente che va in giro in infradito anche quando c'e' il nebbione--convinti di essersi portati dalla California del Sud anche i 30 gradi...questi fanno molto San Francisco (Bay) (nota:...io le infradito non le porto *mai*, neanche coi 30 gradi).

3) Il nebbione mattutino, specie d'estate.

4) I software engineers ovunque. Ma ovunque ovunque. Nella Mission basta chiedere ai tipi trendy che lavorano nei coffeeshops cosa facessero prima di trovare un'occupazione rilassante...

5) I gadget tecnologici usati come fashion statement (vedi l'iPod nel 2004 o l'iPhone quest'anno...). Fa molto San Francisco (Bay).

6) "Sunset Boulevard" e "Ocean Beach" non sono i nomi di una zona glamorous, ma di un pacifico sobborgo in cui le case sono tutte uguali,



e di una spiaggia in cui si trova questo cartello:



In genere, SF e' una citta' sul mare, ma e' difficile descriverla come una citta' di mare.

7) Fa molto San Francisco che a volte fai la fatica di salire su una collina, e vieni ricompensato da un panorama mozzafiato.

8) Non potevano mancare, ma fanno molto san francisco, i pantaloni di pelle con due gran buchi in corrispondenza delle natiche, e in generale l'atmosfera da moderno Satyricon della Folsom Street Fair.

La Folsom Street Fair e' una sorta di mega-evento gay/S&M in pieno giorno.

Monday, February 18, 2008

La terra divisa.

Non ho visto abbastanza da poter commentare sul resto, ma la parte di America in cui vivo non sembra razzista--almeno a prima vista. Le scene da autobus che si vedono in Italia sono inimmaginabili qui. Inoltre, io non so se ci siano discriminazioni negli strati piu' alti della societa', ma certamente a livello di middle class, ogni episodio di discriminazione e' causato da mancanze degli individui, non da tratti strutturali della societa'.

Sebbene non ci sia un certo tipo di pregiudizio c'e' una certa divisione. E questa un po' mi disturba.
Questa e' la Black Oakland: le zone rosse rappresentano le zone con piu' popolazione african-american (La mappa e' tratta da questo sito che contiene i dati per altre categorie etniche.)

e questa e' la White Oakland.


Non serve un'analisi statistica troppo sottile per rendersi conto che, pregiudizio o no, c'e' una sorta di segregazione residenziale (nota: il puzzle non e' completo con queste due immagini: il sito che ho linkato identifica chiaramente anche la zona asiatica a la zona latina). Francamente, vista cosi', non si capisce bene da dove venga il "melting" in melting pot. Sono sicuro che c'e' una letteratura sterminata (accademica e non) sulle cause di questa situazione, e non ho troppa voglia di speculare in merito.

Oltre alla segregazione residenziale (e forse l'avevate gia' capito guardando i Simpson (a meno che non siate anche voi negli USA :) )) c'e' anche una sorta segregazione occupazionale. Qua non ho dati statistici sostanziali, ma sarei davvero sorpreso se non saltasse fuori che la maggior parte dei cuochi (nei ristoranti non-asiatici di livello medio basso...inclusi molti ristoranti italiani) sono latino-americani, la maggior parte degli autisti (autobus, taxi) neri, e la maggior parte di tintorie, sarti etc. asiatici.

In America assumere personale basandosi su elementi razziali (o persino di sesso o eta') e' proibito dalla legge. Probabilmente, alla fine questi elementi finiscono per influire ugualmente, ma questo non spiega la segregazione occupazionale. Molte delle tintorie asiatiche sono piccoli business, e sono possedute dalla famiglia che vi lavora. Ma perche' non si trovano altrettante tintorie latino-americane? Ma perche' un ristorante italiano dovrebbe preferire un cuoco messicano a uno etiope o cinese?

Questa divisione occupazionale e' un fenomeno davvero bizarro. Io una mezza congettura su come spiegarla ce l'ho, ma non so se v'interessa...






Monday, February 11, 2008

Ma un altro po' di autocelebrazione, no?

eddai, che poi vi racconto una storia imbarazzante.

prima la celebrazione, il mio articolo con Marc e Josh, two years in the making, e' finalmente arrivato a destinazione.

http://www.springerlink.com/content/p601360533233224/

Probabilmente non potete vederlo, oppure, se potete, i ferocissimi capitalisti olandesi chiederanno uno sproposito---quando lo stesso paper si trova gratuitamente su altri siti (qin versione non ufficiale). E anche se lo trovaste su questi altri siti il paper e' troppo tecnico e vi stufereste subito. Ma e' la mia prima pubblicazione seria. E siccome di pubblicazioni non serie (tipo spezzettare la tesi di laurea e pubblicarla nel giornalino di quartiere) mi son sempre rifiutato di farne e' un traguardo importante.

Ok. Ora la storia imbarazzante. Io Febbraio nella Bay Area lo adoro (se non fosse per i compleanni di mezza famiglia...). Da una settimana qua si va in giro a maniche corte. E non so perche' ci tocca questa benedizione, ma e' sempre cosi': pioggia a gennaio, solleone a Febbraio, e pioggia miserabile a Marzo. Comunque, approfittando della temperatura e dell'assenza di pioggia, io e Angeline abbiamo ricominciato a correre attorno al grazioso laghetto che vedete in una delle foto qui accanto. Immaginateci impegnati, oltre che nella corsa, in una conversazione interessante (di cui vi risparmio i dettagli, nell'interesse della "brevita' "). Come al solito, ma compatibilmente con il movimento di corsa, io mi sbraccio per articolare la mia posizione. Purtroppo, in questo modo, l'iPod mi sfugge di mano (forse ricorderete che lo uso come contapassi...). Non essendomi possibile afferarlo per le cuffie, il grazioso oggettino cade direttamente nel lago.

Per un momento contemplo l'ipotesi di non provare neanche a recuperarlo. Sebbene sia a mezzo metro sott'acqua e io possa vederlo chiaramente, l'idea di mettere piedi e mani nell'acqua semi-stagnante di Lake Merritt non pare troppo attraente. In piu' al 99% l'apparecchio e' finito. Poi mi giro verso Angeline e mi rendo conto che lei ha capito la mia intenzione ( o almeno l'assenza della mia intenzione), e sta contemplando se entrare lei nell'acqua. A questo punto un rigurgito di moralita' mi spinge ad entrare io stesso nel lago. I-pod recuperato. Ma, come previsto, e' talmente impazzito che mi dava questo messaggio:

Firewire connections are not supported by iPod Nano.

"No shit!"
mi viene da pensare--l'iPod nano non ha neanche una presa adatta ad inserire un cavo firewire... Ho consultato la letteratura online su iPod affogati, e apparentemente, molti hanno visto il loro Nano resuscitare dopo cicli in lavatrice, ma temo che il mio sia ufficialmente kaputt.

Saturday, February 09, 2008

Up and Down in the Stream of Time

E' in arrivo un post piu' descrittivo, ma nel frattempo volevo condividere un paio di scopert(in)e linguistiche.

Ho scoperto (dal mio advisor, no less) che Eminem si legge M&M (come i cioccolatini), e vuole essere un'abbreviazione del suo nome (Marshall Mathers).

E mi sono ricordato di una scoperta un po' meno recente: supponiamo che io abbia un appuntamento alle 5 e sia costretto a spostarlo alle 6.
In inglese si dice:
"I had to push the appointment back to 6"
Io, fino a quando non mi addestrero' in modo corretto, diro' sempre
"I had to push the appointment forward to 6"

Su questo punto, mi spiace per la lingua Inglese, penso proprio di avere ragione io. Sarei disposto a concedere il pareggio, se in Inglese non avessero la metafora della freccia del tempo. Ma ce l'hanno. E la freccia del tempo punta verso il futuro e quando c'e' una freccia, se seguo la sua direzione, vado avanti. Quindi mi spiace ma continuero' a preferire la mia versione alla loro anche se nessuno mi capisce.

Infine, una notizia mediatica: sono stato invitato a parlare alla "College Radio" KALX 90.7
(o meglio, credo sia per KALX, essendo la radio studentesca di Berkeley), in uno show in cui i dottorandi presentano il loro lavoro (hmmm... ).

Tuesday, February 05, 2008

Superbowl, USSR e Supertuesday

E' un po' che non succede nulla--almeno fino a fine Febbraio mi tocca lavoro senza pause.
Nel frattempo, allo yankee medio viene somministrata una buona dose di esagerazione.

Il Superbowl, come alcuni di voi sanno, e' appena passato. Io non seguo il football e non tifavo per nessuno, ma ho guardato ugualmente la partita.

Una nota a margine: un anno fa, il famoso intrattenimento musicale durante l'intervallo fu Prince, che cerco' di provocare con moderazione: a sufficienza perche' si parlasse di lui per qualche giorno, ma non abbastanza perche' la sua reputazione (?) ne venisse danneggiata (come e' accaduto a Janet Jackson).

Quest'anno, la NFL e' andata sul sicuro e ha scelto Tom Petty & the Heartbreakers, che invece ha cercato di provocarci un attacco di narcolessia. Ora, sicuramente offendero' qualcuno (e mi scuso in anticipo), ma non riesco a trattenermi.
Sarebbe limitante criticare il Tom Petty attuale, perche' e' un dinosauro.
Quello che non capisco e' come sia riuscito a piacere dieci, o vent'anni fa. Il suo e' un rocchettino cosi' generico che sembra fatto apposta per le pubblicita' della Budweiser (se solo non ci fosse gia' la canzoncina "This is buuuudweiser, this is buuuuudweiser, this is beer").

Vabbe'. Sabato abbiamo visitato i nostri amici Armeni, che ci hanno fatto vedere un classico del cinema Sovietico... no, non la Corazzata Potemkin (anche se ne possiedono il DVD)...il film si chiama, suppergiu', "l'Ironia del Destino" ed e' una graziosa-seppur smielata e interminabile--commedia romantica, con un fondo appena accennato di satira politica.

Domani e' il famoso Supertuesday (avranno luogo le elezioni primarie in una ventina di stati). Angeline ha gia' votato (via posta).
Incidentalmente... ma chi l'avrebbe mai detto che saremmo stati costretti a votare per le Politiche Italiane prima delle presidenziali negli USA? Che scandalo...

Wednesday, January 30, 2008

Chemical Ethics

Il corso di Computer Science e' in una delle aule piu' strane che io abbia mai visto. Da fuori l'edificio sembra un mausoleo a pianta circolare--un cilindro alto circa 4 m e con raggio 15 m. Una volta entrati si scopre di essere nella parte piu' alta di un cilindro ben piu' alto. L'edificio scende sotto terra per almeno altri 10 m.

Il professore fa lezione da un palco nel punto piu' basso dell'aula, davanti a una grande parete che contiene su ogni lato 8 lavagne disposte in un rettangolo 4x2 (in realta' le lavagne sono 12, perche' c'e' tutto un sistema di lavagne scorrevoli che permette di vederne solo 8 alla volta).

La cosa piu' bizarra e' che il palco ruota (vedi il video da youtube qua sotto).
Cosi', il professore dell'ora precedente esce di scena, ed entra il professore dell'ora successiva, con la sua lezione gia' sistemata sulle lavagne e i tavoli. (l'aula e' usata principalmente per lezioni di chimica, che richiedono molta preparazione: il sistema rotante serve a rendere possibile un cambio veloce fra una lezione e la successiva).



In alto c'e' uno schermo gigante su cui vengono proiettate slides, o, nel nostro caso, i codici dei programmi.
Non si tratta, strettamente parlando, di un posto futuristico (anche se vengono continuamente aggiunti elementi hi-tech). Ma e' chiaramente il futuro cosi' come se lo immaginavano, negli anni '60 (l'edificio e' stato costruito nel 1964). Un futuristico stile Arancia Meccanica, per intenderci.

Ad ogni modo, Lunedi' sono arrivato a lezione con 5 minuti di anticipo. C'era un professore con un marcatissimo accento tedesco e occhiali quadrati "anni '70" che faceva lezione di Chimica 1A (il primo corso di Chimica). L'argomento della lezione era l'etanolo (i.e. alcool) e quanto ne serve ad uccidere una persona. Mi ha fatto morire dalle risate (e con me tutta l'aula). Aveva davanti una serie di bicchieri piccoli "da shot". Dopo una spiegazione "teorica" degli effetti dell'etanolo sull'organismo ha continuato:

"You can szee ze shots on this teebol. Zees faaaiv shots vil make you fery drunk. Zeees ten vil make you fery sick. Zees twenty wil kill someone who weights 100 pounds [i.e. 45 chili] wit a probability of fifty perzent"...

Quest'uomo deve assolutamente finire in un qualche film...

Friday, January 25, 2008

Self-Management.

Insomma, vi parlavo recentemente di procrastinazione. Mi sono reso conto di non avervi mai parlato esplicitamente della procrastinazione strutturata. Per fortuna, John Perry, filosofo di Stanford e (che io sappia) ideatore del concetto, ha scritto un saggio divertentissimo sull'argomento. Sospetto che una certa tendenza alla procrastinazione strutturata sia un denominatore comune dei blogger.

Comunque l'idea (in una sintesi un po' incasinata) e' che al fine di evitare di impegnarsi nel completare i suoi obblighi principali (e.g. scrivere una dissertazione), il procrastinatore strutturato si carica di tutta una serie di obblighi/impegni secondari (e.g. scrivere una lettera all'amministrazione, chiamare la compagnia telefonica) su cui impegnarsi, cosicche', alla fine della giornata, e' riuscito a fare "qualcosa", ma non la cosa importante.

Fin qui, ne avevamo piu' o meno gia' parlato (anche se il saggio di Perry e' consigliatissimo, e mi fa ridere ogni volta che lo leggo).

Nell'ultima settimana ho scoperto, una nuova sfaccettatura di questo fenomeno (o meglio, il suo opposto). Da quando sono ritornato dall'Australia ho avuto qualche mese un momento di pigrizia mentale irrefrenabile. Questo momento si sta avvicinando al termine; lo sento chiaramente nel mio corpo e nella mia mente.

La ragione, sospetto, e' che sto seguendo un corso che con la mia vita accademica non c'entra assolutamente nulla. Mi sono iscritto, per ora almeno, ad un corso di Computer Science (modestamente definito dal professore: "The best CS course in the world") sulle fondamenta concettuali della programmazione. Quando l'ho detto al mio relatore John, ha storto la bocca e ha commentato: "You know, that could be a time consuming hobby...". In linea di principio ha ragione, ma una sola settimana di questo corso ha riattivato il mio cervello e ora il lavoro sta progredendo speditamente anche sulla tesi.

Puo' darsi che alla fine debba effettivamente abbandonare il corso di CS, ma finche' dura...

Wednesday, January 23, 2008

One Down.

Ho dimenticato di menzionarlo prima, ma uno dei propositi per il nuovo anno e' stato gia' raggiunto. Il 19 Gennaio, la sera prima di partire, sono tornato, dopo 3 o 4 anni, a suonare sul palco coi Blumenberg 67. E' stato un modo un po' bizarro di tornare a fare una cosa che un tempo era piuttosto familiare; c'era poca gente (ma quelli che c'erano erano buoni!) e sono stato un po' impacciato, ma mi ha fatto moltissimo piacere. Del resto avevamo fatto solo una prova...

Beh. Questo e' stato facile. Ora tocca agli altri.

Cambiando argomento: sono stato punito per aver scritto che in California non ci sono le stagioni. Questi giorni sta facendo un freddo anomalo.

Monday, January 21, 2008

Le Osservazioni Aeroportuali (parte n)

(mi ci vuole troppo a cercare tutte le parti precedenti.)

Il mio aereo da Roma a Washington ha accumulato due ore di ritardo a causa dei "venti avversi". Cosi' ho perso ben due voli per SF. In questa situazione si e' trovata la maggior parte dei passeggeri. Questo e' normale: in ogni volo transoceanico, la maggior parte dei passeggeri ha una destinazione ulteriore. Le compagnie sono altamente preparate per questa evenienza, e so che mi piazzeranno sul prossimo volo disponibile. Me ne sto tranquillo e aspetto che tutto si sistemi.

Il problema e' che, comprensibilmente, il passeggerio medio, chiamiamolo Mario, ha poca familiarita' con i voli transoceanici e la frequenza con cui accumulano ritardi. Mario sa di avere una coincidenza che parte 2h , 30 min dopo l'orario d'arrivo ufficiale del suo primo volo. Considerando il ritardo di due ore, Mario non ce la fara', sebbene speri di poter attraversare l'intero aeroporto. Il problema e' che Mario e' (i) irritato per il volo che ha perso (ii) ha paura di non essere in grado di partire in tempi brevi, e magari di rimetterci anche dei soldi. A questo punto, Mario comincia a innervosirsi.

Chiama una hostess. La hostess gli da' una rassicurazione generica, che non lo libera dall'incertezza. Per giunta, lo fa con il paternalismo dell'insegnante che spiega al ragazzino di prima elementare, che la mamma arrivera' alle cinque. Pochi minuti prima dell'atterraggio, Mario prova con un'altra hostess; stessa storia.

Una volta arrivato al gate, Mario raduna velocemente i bagagli. Si fa strada spingendo e guadagna forse due posizioni. Comincia a correre, gira un corridoio, e ... si trova davanti a una gran folla: la fila per il controllo passaporti/visti/documenti etc. (che gli Americani chiamano, pittorescamente, Immigration). Mario non e' fortunato: oggi la fila per i non-residenti e' un serpentone di sette/otto anse. Ci vorra' almeno un'ora per passare dall'altra parte. Mario comincia a cercare di parlare alle persone che lavorano nella zona dell'Immigration--ignaro del fatto che si tratta dei piu' crudeli individui che il governo americano e' riuscito a trovare. Gesticolando enfaticamente, spiega che il suo aereo parte fra 5 minuti, e lui altrimenti non sa che fare. Ma l'impiegato, anch'egli con una punta di superiorita' e il tono di chi finalmente puo' esercitare il potere maturato con la sua posizione, lo rimette in fila senza troppe spiegazioni.

A questo punto, Mario vive una delle ore piu' irritanti della sua vita. E' preoccupato, incazzato e stanco. Arrivato alla fine della fila, scopre di aver completato l' I-94 sbagliato--quello bianco invece di quello verde--cosi' si prende un altro paio di insulti dal poliziotto incaricato di controllare i suoi documenti. Questo e' un suo errore, ma nella situazione aumenta la sua frustrazione.

Passato dall'altra parte, raccoglie le sue valigie, passa la dogana senza problemi (eccetto il suo stato emotivo, s'intende), e finalmente scopre che la compagnia lo aveva gia' sistemato sul volo successivo e, in fondo, non c'era ragione alcuna di preoccuparsi.

Ok. Vi ho disegnato un Mario un po' apprensivo, e forse alcuni di voi non vi si riconosceranno minimamente. Ma, secondo me, il suo stato d'animo e' perfettamente comprensibile. La mia impressione e' che le compagnie aeree e gli aeroporti facciano poco per spiegare quello che per loro e' un semplice automatismo.

Mi piacerebbe invece che dessero una spiegazione sistematica, con tutti i disclaimer del caso, dei meccanismi che vengono messi in moto quando l'aereo e' in ritardo. Questa spiegazione puo' essere tranquillamente data a bordo dell'aereo (per esempio, puo' sostituire la sezione della rivista in cui vengono date nel dettaglio le piantine degli aeroporti: ma, dico io, chissenefrega!). Metterebbe il cuore in pace a Mario e a tanti come lui.

Thursday, January 17, 2008

Best Seat in the House

Sapete che, ormai, la bibita piccola non esiste piu'. Nei fast-food, si comincia dalla media. Similmente, molte compagnie non hanno il grado 1 per i loro impiegati. Si comincia invece dal grado 2 (cosi' era in una compagnia in cui Angeline faceva la ricercatrice poco dopo la laurea).

Quello che non avevo mai visto prima era l'uso di quest'idea in una sala da concerti. Girellavo per il sito della SF Symphony e ho scoperto che si possono comprare solo tre tipi di posti: Standard, Quality e Premium. Viene da chiedersi quale standard renda il posto Standard standard. Avevo sempre visto i posti designati secondo un criterio "geografico": 1st Balcony, Terrace, Orchestra etc. etc..

A dire il vero, la SF Symphony ha dei posti sub-standard. Pero' vengono venduti solo pochi minuti prima della performance a prezzo stracciato. Sono i posti del coro. Quando il coro non c'e' (per es. una sinfonia solamente strumentale) questi posti vengono venduti nelle ore immediatamete precedenti la performance. A me diverte andarci, perche' e' una prospettiva completamente diversa (si vede la faccia del direttore), ma diciamo che non e' il punto migliore per ascoltare la musica...

Comunque: il prossimo week-end c'e' la 1 Sinfonia di Mahler diretta da Myung Wung Chung. MWC era il direttore dell'auditorium di S. Cecilia quando ero fra il liceo e l'universita'. Penso proprio che andro'...

Sunday, January 13, 2008

L'importante e' finire.

Sono le 6:21 AM di una serata romana cosi' fredda che il mio respiro, praticamente da solo, ha appannato la finestra della mia stanza. Da giorni ho abbandonato la speranza di trovare il ritmo di sonno del resto d'Italia (e domenica si torna negli USA). Me ne sto davanti al computer a lavorare, visto che tutta la notte ho procrastinato (digressione per i non-americani: ho menzionato l'uso "intransitivo" di "procrastinare" nel primo post in assoluto di questo blog, con un timido tetativo di spiegazione--io lo trovo semplicemente geniale (l'uso intransitivo, non il post)).

In questa stagione, gli accademici "yankee" lavorano a due tipi di cose: proposte per borse di studio, o paper da inviare a conferenze primaverili/estive. Io sto tentando, con una fatica enorme, entrambe le cose. Nel pieno dello sforzo--quando il pensiero di parlarvi per sentire un po' d'umanita' comincia a farsi breccia nella mia testa--iTunes sceglie Mina:

Questa e' l'ultima volta che lo lascio morire... e poi... e poi...

Me lo merito. Quando proprio faccio piu' fatica mi arriva L'importante e' Finire--con un significato completamente diverso da quello inteso.

Digressione Finale. Ma sono strano io?
Se mi date uno studio comodissimo, silenzioso, e relativamente isolato, butto il mio tempo .

Invece, se mi mettete su un treno (con una spina per il mio laptop), in un aeroporto fra due voli, in un caffe' pieno di gente che parla, allora scrivo, come si dice a Roma, 'a mazzetta'. Sara' una versione adulta dell' Attention Deficit Disorder?

Monday, January 07, 2008

Radiohead

Il nuovo disco dei Radiohead, secondo me, e' stato piu' memorabile per il famoso business model associato che non per la musica (che pure a me e' piaciuta abbastanza...).

Comunque sia, i nostri eroi hanno fatto un altro favore ai loro fans:
hanno registrato un "live-in-studio" (a giudicare dalla strumentazione sembrano essere prove per l'imminente tour) e lo hanno "pubblicato" su youtube.

Il concerto e' qui in versione integrale.
Lo trovate anche spezzettato in frammenti se girate un po' per youtube.

Wednesday, January 02, 2008

L'acquario di Monterey

[Come da promessa, questo e' il primo di un paio di brevi post sul nostro mini-viaggio in Central Coast...il piatto forte resta Hearst Castle!]


Io sono completamente terrorizzato dalle meduse. Sono viscide, fanno male, non sono intelligenti e non sono neanche buone da mangiare.


Pero'... scelte accuratamente e messe dietro a un vetro, con la giusta luce, fanno una gran figura.


Lo sanno bene all'acquario di Monterey--dove avevano dedicato a queste simpatiche creature un'intera mostra (acquario costosetto, btw, tipo 23$).

Con la nuova macchina fotografica ne ho fotografato uno spropositato numero.
Ve ne risparmio il 99% e con la Tattica Segreta del Fotografo Incapace vi lascio solo con due delle migliori.

Da Monterey a Hearst Castle, abbiamo colto l'occasione per guidare sulla storica Highway 1, l'autostrada costiera della California. La guida e' lenta e il panorama spettacolare. Un raffronto un po' azzardato: la zona "panoramica" della Highway 1 mi ricorda il paesaggio della costa ligure, con la sua drammatica sequenza di alte scogliere e strette insenature. Ovviamente, dove in Liguria ci sono paesini fantastici, in California non c'e' nulla. Ma proprio niente di niente...

Sunday, December 30, 2007

Crisi dei Mutui Sub-Prime

Qui c'e' una spiegazione molto chiara (ma in Inglese) della crisi dei mutui sub-prime negli USA.

Quando si dice: controllate che le assunzioni nei vostri modelli formali rispettino la realta'!

2008: propositi e desideri

Tre categorie fra 2007 e 2008.
Caveat lector: per evitare paternalismi fuori luogo, ho deciso di limitarmi a desideri e progetti puramente personali (con un paio di eccezioni non paternalistiche)!

Cinque highlights del 2007.
- I due mesi in Australia.
- Piccoli passi verso il consolidamento della mia posizione accademica.
- La visita dei miei in California.
- Il viaggio in New Mexico.
- Il party che ho organizzato a Febbraio per gli Oscar.

Propositi:
- ( comincio con il materialismo...) una concezione piu' olistica dello shopping. Troppe volte, compro una camicia o un maglione senza pensare ai completi cui contribuiranno.
- questo e' a meta' fra un desiderio e un proposito: tornare a suonare un concerto dal vivo!
- Correre almeno una mezza maratona.
- Viaggiare in Marocco e in Arizona.
- Presentare ad almeno 3 conferenze.
- *Non* acquisire alcun nuovo interesse.
- Scoprire almeno 2 bands che non conosco.

Desideri:
- Vincere la fellowship per cui sto facendo domanda (cross your fingers).
- Completare il nucleo della mia tesi di dottorato.
- (segreto: che' dirlo porta male!)
- Italia campione d'Europa.
- Capire un metodo per ridurre il numero di cavi elettrici in casa.
- La fine immediata dello sciopero degli sceneggiatori negli USA (che' senno' il cavo che lo pago a fare? per guardare American Idol?)
- Completare la mia webpage "professionale".

Thursday, December 27, 2007

Record

Nell'estate del 1996, viaggiai per un mese in giro per il Regno Unito. Per un paio di settimane ero in compagnia di mio cugino Leonardo, per il resto da solo. Avevo 17 anni e ancora non avevo sviluppato molta socievolezza. Un giorno, a Londra, decisi di andare al cinema (quale miglior forma d'intrattenimento per chi si sente solo?). Avevo, pero', bisogno di un film semplice, che fosse anche comprensibile dato un livello di Inglesee non proprio perfetto. Il film appena uscito, e di cui tutti parlavano (?!?), era Independence Day.

Io non so se l'avete visto, ma da allora, e per anni, ho usato Independence Day come paradigma di un film orribile. Forse non il piu' brutto film della storia, ma siamo li'... Negli anni, ho dimenticato perche' Independence Day mi abbia fatto cosi' schifo, ma non ho dimenticato la sensazione.

Venendo ai giorni nostri, prima di partire da Los Angeles (la scorsa settimana), ho passato un paio di giorni molto piacevoli a Santa Monica. Ho fatto jogging sulla strada fra Santa Monica e Venice Beach, ho visto un paio di amici, etc.
Ho pensato di condire una di queste giornate andando al cinema. La scelta e' caduta su "The Golden Compass" (in italiano: "La Bussola d'Oro", nelle sale in questi giorni anche a Roma). "The Golden Compass", e mi spiace dirlo, potrebbe rivaleggiare "Independence Day".

Se fra dieci anni avro' bisogno di saperlo, la ragione principale di questo giudizio e' che i caratteri dei personaggi sono delineati in modo grossolano, e conseguentemente le loro azioni sono completamente immotivate. Guardare questo film e' eccitante come guardare la pallina di un flipper rimbalzare da un lato all'altro per due ore.

Thursday, December 20, 2007

Giusto per Smentirmi

Non m'aspettavo di postare cosi' presto, ma dato che siamo in un motel e sto preparando i bagagli vi lascio un paio di foto. Una breve preview delle foto che mettero' sul mio album non appena avro' a disposizione una connessione piu' potente.

Dall'acquario di Monterey (nella zona sugli uccelli marini).

La foto inferiore e' tratta da un altro luogo incredibile della California Centrale. Scommetto che nessuno di voi e' mai stato in questo posto. Vi raccontero' con calma l'incredibile mix di ambizione e kitsch... per il momento gustatevi l'outdoor pool...