Tuesday, March 18, 2008
Made in USA
Domani parto per Pasadena, ma vi lascio con una chicca, anzi due. Le abbiamo viste nel negozio di aggeggi-ridicoli-e-inutili alla Symphony, e ci hanno conquistato immediatamente: sono due coperture per l'interruttore della luce da Americani eccentrici... priceless...

Wednesday, March 12, 2008
Decompressione.
Si avvicinano un paio di settimane di pausa per il blog. Dalla prossima settimana, saro' prima a Pasadena per la mega-conferenza dell'Associazione Filosofica Americana, e poi a Chicago e New York in giro di decompressione. In questo momento non riesco a pensare a molto altro che al mio lavoro. E dopo la conferenza avro' bisogno di non pensare assolutamente a nulla per qualche giorno. Sicuramente postero' qualche foto!
Saturday, March 08, 2008
Flash!
Stasera eravamo sul Bay Bridge--il ponte che si vede nella foto--di ritorno dal concerto di Keith Jarrett (mini-recensione: prima o poi KJ andava visto. Quanto a "feeling" m'e' piaciuto molto, ma, a un livello piu' cerebrale, non mi piace che scriva musica cosi' "facile").
La radio era sintonizzata su 90.7 KALX, la college-radio di UC Berkeley, e una delle pochissime radio ascoltabili in questa zona (in genere, la "rotazione" delle radio commerciali, anche di quelle "indie rock", e' troppo irritante). Il disco era una registrazione di un duo swing chitarra e violino, un po' in stile Stephane Grappelli-Django Reinhardt, per chi ha presente (per chi non ha presente, video YouTube piu' sotto). A dispetto della registrazione scadente, la musica mi piaceva molto. A un certo punto attacca una melodia familiare: e' "Vecchio Frac" di Domenico Modugno.
Non ci potevo credere. "Vecchio Frac", come alcuni di voi sanno, mi riporta a una storia della mia infanzia, ed e' una canzone che mi sta molto a cuore. Sentirla in questa versione cosi' stravolta e trasmessa da una radio all'altro capo del mondo m'ha un po' confuso l'anima, ve lo confesso.
Ad ogni modo, eccovi Django e Stephane (notate che Django suona la chitarra con sole due dita--le altre due gli erano state amputate...)
...questo video e' una perla!
La radio era sintonizzata su 90.7 KALX, la college-radio di UC Berkeley, e una delle pochissime radio ascoltabili in questa zona (in genere, la "rotazione" delle radio commerciali, anche di quelle "indie rock", e' troppo irritante). Il disco era una registrazione di un duo swing chitarra e violino, un po' in stile Stephane Grappelli-Django Reinhardt, per chi ha presente (per chi non ha presente, video YouTube piu' sotto). A dispetto della registrazione scadente, la musica mi piaceva molto. A un certo punto attacca una melodia familiare: e' "Vecchio Frac" di Domenico Modugno.
Non ci potevo credere. "Vecchio Frac", come alcuni di voi sanno, mi riporta a una storia della mia infanzia, ed e' una canzone che mi sta molto a cuore. Sentirla in questa versione cosi' stravolta e trasmessa da una radio all'altro capo del mondo m'ha un po' confuso l'anima, ve lo confesso.
Ad ogni modo, eccovi Django e Stephane (notate che Django suona la chitarra con sole due dita--le altre due gli erano state amputate...)
...questo video e' una perla!
Thursday, March 06, 2008
Culture Week
Questa settimana e' stata soprannominata da Angeline la "culture week": tre concerti in una settimana. Ieri era il secondo: l'Eroica di Beethoven. In realta' avremmo dovuto soprannominarla "fashion week"--la settimana in cui sfoghiamo la frustrazione dell'ineleganza dell'accademia americana e giochiamo a vestirci da adulti...
Io sono andato con l'opzione 1 descritta due post fa (le foto sono fatte al cellulare, ergo qualita' pessima):

Angeline... non so bene con cosa sia andata, ma stava benissimo!
Io sono andato con l'opzione 1 descritta due post fa (le foto sono fatte al cellulare, ergo qualita' pessima):

Angeline... non so bene con cosa sia andata, ma stava benissimo!
Monday, March 03, 2008
Post a Puntate: Misurare l'Intelligenza? (1)
(Il post e' un po' lunghetto. Ve lo divido in puntate. Per oggi "esce" la puntata introduttiva")
Come molte delle persone che mi piacciono, mi piace avere qualche opinione anti-convenzionale. Tuttavia, su alcuni temi, devo allinearmi con la massa. Uno di questi sono i test d'intelligenza.
Ci sono degli argomenti matematici che mirano a sostenere la tesi che questi test misurano qualcosa; e ci sono degli argomenti statistici che "mostrano" (se corretti) che un IQ alto e' correlato ad alcune forme di successo nella vita. Ma l'opinione comune e' che i test non misurano l'intelligenza. Una tesi piu' forte, anch'essa comunemente accettata, e' che in linea di principio i test d'intelligenza non possano misurare l'intelligenza. Recentemente sono arrivato alla convinzione che entrambe le tesi sono vere, ma non per le ragioni tipicamente addotte dai difensori dell'opinione comune.
La prima cattiva ragioni per adottare l'opinione comune e' questa:
1) La tipica domanda del test d'intelligenza presuppone una risposta singola, dove invece ve ne sono molte. Per esempio ecco la prima domanda di un test d'intelligenza aperto a caso cercando su google:
1. Sally likes 225 but not 224; she likes 900 but not 800; she likes 144 but not 145. Which does she like?
1600 1700
La risposta "corretta", credo, e' 1600 perche' a Sally piacciono i quadrati dei numeri interi.
Il pattern tipico del quiz del test d'intelligenza e': osserva i dati, deriva una generalizzazione, applica la generalizzazione alla risposta.
Ma ovviamente, e' tipica l'obiezione che in realta' ci sono generalizzazioni, sebbene un po' piu' complesse, secondo le quali la risposta corretta e' 1700 e non 1600. Per esempio: a Sally potrebbero piacere i numeri con questa proprieta':
(*) x e' un numero con due cifre identiche e tutte le altre cifre dispari.
allora 225 e' meglio di 224 (che ha due cifre identiche ma una cifra pari), 900 e' meglio di 800, e 144 e' meglio di 145 (perche' 145 non ha doppie), e 1700 e' meglio di 1600 perche' 1600 ha una cifra pari che non e' doppia)
Questa e' un'obiezione importante, ma non e' chiaro che sia l'opinione comune a vincere. Primo, il difensore dei test puo' rispondere che in realta' parte dell'intelligenza
e' la capacita' di inferire la generalizzazione piu' semplice. E' un'ipotesi controversa, ma non abbiamo addotto alcuna osservazione che la contraddica.
Secondo: gli autori di test potrebbero cambiare i loro test e usare solo problemi in cui la risposta e' unicamente determinata--tipo solo puzzles Sudoku.
Questo significa che l'oppositore dei test non e' riuscito a difendere la tesi che *in linea di principio* e' impossibile misurare l'intelligenza.
Insomma, la prima obiezione non funziona. Nella prossima puntata la seconda obiezione classica.
Come molte delle persone che mi piacciono, mi piace avere qualche opinione anti-convenzionale. Tuttavia, su alcuni temi, devo allinearmi con la massa. Uno di questi sono i test d'intelligenza.
Ci sono degli argomenti matematici che mirano a sostenere la tesi che questi test misurano qualcosa; e ci sono degli argomenti statistici che "mostrano" (se corretti) che un IQ alto e' correlato ad alcune forme di successo nella vita. Ma l'opinione comune e' che i test non misurano l'intelligenza. Una tesi piu' forte, anch'essa comunemente accettata, e' che in linea di principio i test d'intelligenza non possano misurare l'intelligenza. Recentemente sono arrivato alla convinzione che entrambe le tesi sono vere, ma non per le ragioni tipicamente addotte dai difensori dell'opinione comune.
La prima cattiva ragioni per adottare l'opinione comune e' questa:
1) La tipica domanda del test d'intelligenza presuppone una risposta singola, dove invece ve ne sono molte. Per esempio ecco la prima domanda di un test d'intelligenza aperto a caso cercando su google:
1. Sally likes 225 but not 224; she likes 900 but not 800; she likes 144 but not 145. Which does she like?
1600 1700
La risposta "corretta", credo, e' 1600 perche' a Sally piacciono i quadrati dei numeri interi.
Il pattern tipico del quiz del test d'intelligenza e': osserva i dati, deriva una generalizzazione, applica la generalizzazione alla risposta.
Ma ovviamente, e' tipica l'obiezione che in realta' ci sono generalizzazioni, sebbene un po' piu' complesse, secondo le quali la risposta corretta e' 1700 e non 1600. Per esempio: a Sally potrebbero piacere i numeri con questa proprieta':
(*) x e' un numero con due cifre identiche e tutte le altre cifre dispari.
allora 225 e' meglio di 224 (che ha due cifre identiche ma una cifra pari), 900 e' meglio di 800, e 144 e' meglio di 145 (perche' 145 non ha doppie), e 1700 e' meglio di 1600 perche' 1600 ha una cifra pari che non e' doppia)
Questa e' un'obiezione importante, ma non e' chiaro che sia l'opinione comune a vincere. Primo, il difensore dei test puo' rispondere che in realta' parte dell'intelligenza
e' la capacita' di inferire la generalizzazione piu' semplice. E' un'ipotesi controversa, ma non abbiamo addotto alcuna osservazione che la contraddica.
Secondo: gli autori di test potrebbero cambiare i loro test e usare solo problemi in cui la risposta e' unicamente determinata--tipo solo puzzles Sudoku.
Questo significa che l'oppositore dei test non e' riuscito a difendere la tesi che *in linea di principio* e' impossibile misurare l'intelligenza.
Insomma, la prima obiezione non funziona. Nella prossima puntata la seconda obiezione classica.
Saturday, March 01, 2008
Scelte
Shostakovich o Sibelius?
In generale, non saprei, ma al concerto di ieri sera alla San Francisco Symphony vince la Nona Sinfonia di Shostakovich sulla Settima di Sibelius. Entrambi i pezzi sono ottimi rappresentanti della sinfonia novecentesca, almeno cosi' come la capisco io, ma nel pezzo di Shostakovich i fiati sono spettacolari.
Platea o Galleria?
Angeline e Io eravamo seduti nella seconda Galleria, ma molto centrali, i nostri amici Grigor e Lilit erano in fondo alla platea. Considerato che hanno pagato tre volte tanto, non sono sicuro che ne sia valsa la pena. Il calcolo che io di solito faccio e' questo: premesso che alla sinfonia, al contrario che all'opera, l'unica cosa che m'importa e' la qualita' del suono, il vantaggio che si ottiene a stare in platea non e' paragonabile al vantaggio che si ottiene a stare in Galleria (i.e. poter andare ad altri concerti per la somma totale!).
Strisce su strisce, estivo in febbraio, oppure un'altra cravatta?
Ok questa e' un po' piu' difficile da spiegare. Mia mamma mi ha regalato una cravatta molto carina lo scorso Dicembre (grazie mamma!)--una cravatta di seta blu, con strisce bianche. Dato che all'universita' lo stile "business casual" e' gia' troppa eleganza, cerco di "mettere il vestito" per le serate "culturali", e avevo deciso che alla prima occasione avrei provato la cravatta nuova.
La scelta davanti a cui mi sono trovato e' stata questa:
1) strisce su strisce: di due vestiti che ho qui, uno e' un gessato grigio, molto carino, anche se un po' abbondante. L'unico problema e' che cravatta a strisce e vestito a strisce fanno un po' a cazzotti, e in questo caso, difatti, non funzionano assieme.
2) estivo in febbraio: l'altro vestito sta bene con la cravatta e la camicia che avevo scelto, ma e' un vestito con colori estivi, un marroncino chiarissimo, credo (p.s. per chi non lo sapesse, sono daltonico, quindi queste scelte per me coinvolgono consulenze esterne dell tipo: "Angelineeee, ma che colore e' quello?"...).
3) un'altra cravatta: naaaah, dovevo indosssare la cravatta della mamma.
alla fine, ovviamente, ho scelto la 2), argomentando con me stesso, che tanto l'americano medio (anche quello che va alla sinfonia) non se ne accorge nemmeno...
Thursday, February 28, 2008
L'Incubo.
Come forse avrete capito, in questi giorni sono molto stressato. C'e' sempre una deadline da rispettare, e, quando non c'e', devo occuparmi delle cose che erano state messe da parte per concentrarsi sulla deadline.
In questa situazione ho maturato un nuovo tipo di incubo. Stanotte, per esempio, ho sognato di poter assistere, invisibile, al meeting del comitato che decidera' se otterro' una borsa di studio per cui ho fatto domanda. Non potevo interagire con il comitato, ma potevo ascoltare tutti i loro commenti sui vari progetti di ricerca. Ovviamente le persone discusse prima di me (completamente immaginarie) avevano progetti super-sexy. Quando arriva il turno di discutere del mio progetto uno dei professori si alza e comincia ad urlare che il mio progetto e' una perdita di tempo, e che non si puo' dare la borsa a uno che non sa scrivere un progetto senza strafalcioni e non riesce a comunicare l'importanza del proprio lavoro.
Ovviamente, una volta alzatomi sono andato a ricontrollare il progetto che ho inviato un mesetto fa: per fortuna non c'erano strafalcioni!!!! Ma, io dico, che perversione.
In questa situazione ho maturato un nuovo tipo di incubo. Stanotte, per esempio, ho sognato di poter assistere, invisibile, al meeting del comitato che decidera' se otterro' una borsa di studio per cui ho fatto domanda. Non potevo interagire con il comitato, ma potevo ascoltare tutti i loro commenti sui vari progetti di ricerca. Ovviamente le persone discusse prima di me (completamente immaginarie) avevano progetti super-sexy. Quando arriva il turno di discutere del mio progetto uno dei professori si alza e comincia ad urlare che il mio progetto e' una perdita di tempo, e che non si puo' dare la borsa a uno che non sa scrivere un progetto senza strafalcioni e non riesce a comunicare l'importanza del proprio lavoro.
Ovviamente, una volta alzatomi sono andato a ricontrollare il progetto che ho inviato un mesetto fa: per fortuna non c'erano strafalcioni!!!! Ma, io dico, che perversione.
Sunday, February 24, 2008
Fa Molto San Francisco (Bay).
Seguendo una catena blogghereccia provo a lanciarmi nella mia versione di "Fa Molto...(inserisci il luogo in cui abiti)...", che' mi serve qualcosa per distrarmi dal lavoro, e la partita della Juve m'ha solo fatto mangiare il fegato.
Ecco a voi fa molto SF Bay
1) Beh... forse la cosa che fa piu' San Francisco (anche se non tanto SF Bay) sono le 5000 calorie necessarie a fare alcuni isolati.
In cima a questa collina ci abitavo...
2) La gente che va in giro in infradito anche quando c'e' il nebbione--convinti di essersi portati dalla California del Sud anche i 30 gradi...questi fanno molto San Francisco (Bay) (nota:...io le infradito non le porto *mai*, neanche coi 30 gradi).
3) Il nebbione mattutino, specie d'estate.
4) I software engineers ovunque. Ma ovunque ovunque. Nella Mission basta chiedere ai tipi trendy che lavorano nei coffeeshops cosa facessero prima di trovare un'occupazione rilassante...
5) I gadget tecnologici usati come fashion statement (vedi l'iPod nel 2004 o l'iPhone quest'anno...). Fa molto San Francisco (Bay).
6) "Sunset Boulevard" e "Ocean Beach" non sono i nomi di una zona glamorous, ma di un pacifico sobborgo in cui le case sono tutte uguali,

e di una spiaggia in cui si trova questo cartello:

In genere, SF e' una citta' sul mare, ma e' difficile descriverla come una citta' di mare.
7) Fa molto San Francisco che a volte fai la fatica di salire su una collina, e vieni ricompensato da un panorama mozzafiato.
8) Non potevano mancare, ma fanno molto san francisco, i pantaloni di pelle con due gran buchi in corrispondenza delle natiche, e in generale l'atmosfera da moderno Satyricon della Folsom Street Fair.
La Folsom Street Fair e' una sorta di mega-evento gay/S&M in pieno giorno.
Ecco a voi fa molto SF Bay
1) Beh... forse la cosa che fa piu' San Francisco (anche se non tanto SF Bay) sono le 5000 calorie necessarie a fare alcuni isolati.
In cima a questa collina ci abitavo...2) La gente che va in giro in infradito anche quando c'e' il nebbione--convinti di essersi portati dalla California del Sud anche i 30 gradi...questi fanno molto San Francisco (Bay) (nota:...io le infradito non le porto *mai*, neanche coi 30 gradi).
3) Il nebbione mattutino, specie d'estate.
4) I software engineers ovunque. Ma ovunque ovunque. Nella Mission basta chiedere ai tipi trendy che lavorano nei coffeeshops cosa facessero prima di trovare un'occupazione rilassante...
5) I gadget tecnologici usati come fashion statement (vedi l'iPod nel 2004 o l'iPhone quest'anno...). Fa molto San Francisco (Bay).
6) "Sunset Boulevard" e "Ocean Beach" non sono i nomi di una zona glamorous, ma di un pacifico sobborgo in cui le case sono tutte uguali,

e di una spiaggia in cui si trova questo cartello:

In genere, SF e' una citta' sul mare, ma e' difficile descriverla come una citta' di mare.
7) Fa molto San Francisco che a volte fai la fatica di salire su una collina, e vieni ricompensato da un panorama mozzafiato.
8) Non potevano mancare, ma fanno molto san francisco, i pantaloni di pelle con due gran buchi in corrispondenza delle natiche, e in generale l'atmosfera da moderno Satyricon della Folsom Street Fair.
La Folsom Street Fair e' una sorta di mega-evento gay/S&M in pieno giorno.
Monday, February 18, 2008
La terra divisa.
Non ho visto abbastanza da poter commentare sul resto, ma la parte di America in cui vivo non sembra razzista--almeno a prima vista. Le scene da autobus che si vedono in Italia sono inimmaginabili qui. Inoltre, io non so se ci siano discriminazioni negli strati piu' alti della societa', ma certamente a livello di middle class, ogni episodio di discriminazione e' causato da mancanze degli individui, non da tratti strutturali della societa'.
Sebbene non ci sia un certo tipo di pregiudizio c'e' una certa divisione. E questa un po' mi disturba.
Questa e' la Black Oakland: le zone rosse rappresentano le zone con piu' popolazione african-american (La mappa e' tratta da questo sito che contiene i dati per altre categorie etniche.)

e questa e' la White Oakland.

Non serve un'analisi statistica troppo sottile per rendersi conto che, pregiudizio o no, c'e' una sorta di segregazione residenziale (nota: il puzzle non e' completo con queste due immagini: il sito che ho linkato identifica chiaramente anche la zona asiatica a la zona latina). Francamente, vista cosi', non si capisce bene da dove venga il "melting" in melting pot. Sono sicuro che c'e' una letteratura sterminata (accademica e non) sulle cause di questa situazione, e non ho troppa voglia di speculare in merito.
Oltre alla segregazione residenziale (e forse l'avevate gia' capito guardando i Simpson (a meno che non siate anche voi negli USA :) )) c'e' anche una sorta segregazione occupazionale. Qua non ho dati statistici sostanziali, ma sarei davvero sorpreso se non saltasse fuori che la maggior parte dei cuochi (nei ristoranti non-asiatici di livello medio basso...inclusi molti ristoranti italiani) sono latino-americani, la maggior parte degli autisti (autobus, taxi) neri, e la maggior parte di tintorie, sarti etc. asiatici.
In America assumere personale basandosi su elementi razziali (o persino di sesso o eta') e' proibito dalla legge. Probabilmente, alla fine questi elementi finiscono per influire ugualmente, ma questo non spiega la segregazione occupazionale. Molte delle tintorie asiatiche sono piccoli business, e sono possedute dalla famiglia che vi lavora. Ma perche' non si trovano altrettante tintorie latino-americane? Ma perche' un ristorante italiano dovrebbe preferire un cuoco messicano a uno etiope o cinese?
Questa divisione occupazionale e' un fenomeno davvero bizarro. Io una mezza congettura su come spiegarla ce l'ho, ma non so se v'interessa...
Questa e' la Black Oakland: le zone rosse rappresentano le zone con piu' popolazione african-american (La mappa e' tratta da questo sito che contiene i dati per altre categorie etniche.)

e questa e' la White Oakland.

Non serve un'analisi statistica troppo sottile per rendersi conto che, pregiudizio o no, c'e' una sorta di segregazione residenziale (nota: il puzzle non e' completo con queste due immagini: il sito che ho linkato identifica chiaramente anche la zona asiatica a la zona latina). Francamente, vista cosi', non si capisce bene da dove venga il "melting" in melting pot. Sono sicuro che c'e' una letteratura sterminata (accademica e non) sulle cause di questa situazione, e non ho troppa voglia di speculare in merito.
Oltre alla segregazione residenziale (e forse l'avevate gia' capito guardando i Simpson (a meno che non siate anche voi negli USA :) )) c'e' anche una sorta segregazione occupazionale. Qua non ho dati statistici sostanziali, ma sarei davvero sorpreso se non saltasse fuori che la maggior parte dei cuochi (nei ristoranti non-asiatici di livello medio basso...inclusi molti ristoranti italiani) sono latino-americani, la maggior parte degli autisti (autobus, taxi) neri, e la maggior parte di tintorie, sarti etc. asiatici.
In America assumere personale basandosi su elementi razziali (o persino di sesso o eta') e' proibito dalla legge. Probabilmente, alla fine questi elementi finiscono per influire ugualmente, ma questo non spiega la segregazione occupazionale. Molte delle tintorie asiatiche sono piccoli business, e sono possedute dalla famiglia che vi lavora. Ma perche' non si trovano altrettante tintorie latino-americane? Ma perche' un ristorante italiano dovrebbe preferire un cuoco messicano a uno etiope o cinese?
Questa divisione occupazionale e' un fenomeno davvero bizarro. Io una mezza congettura su come spiegarla ce l'ho, ma non so se v'interessa...
Monday, February 11, 2008
Ma un altro po' di autocelebrazione, no?
eddai, che poi vi racconto una storia imbarazzante.
prima la celebrazione, il mio articolo con Marc e Josh, two years in the making, e' finalmente arrivato a destinazione.
http://www.springerlink.com/content/p601360533233224/
Probabilmente non potete vederlo, oppure, se potete, i ferocissimi capitalisti olandesi chiederanno uno sproposito---quando lo stesso paper si trova gratuitamente su altri siti (qin versione non ufficiale). E anche se lo trovaste su questi altri siti il paper e' troppo tecnico e vi stufereste subito. Ma e' la mia prima pubblicazione seria. E siccome di pubblicazioni non serie (tipo spezzettare la tesi di laurea e pubblicarla nel giornalino di quartiere) mi son sempre rifiutato di farne e' un traguardo importante.
Ok. Ora la storia imbarazzante. Io Febbraio nella Bay Area lo adoro (se non fosse per i compleanni di mezza famiglia...). Da una settimana qua si va in giro a maniche corte. E non so perche' ci tocca questa benedizione, ma e' sempre cosi': pioggia a gennaio, solleone a Febbraio, e pioggia miserabile a Marzo. Comunque, approfittando della temperatura e dell'assenza di pioggia, io e Angeline abbiamo ricominciato a correre attorno al grazioso laghetto che vedete in una delle foto qui accanto. Immaginateci impegnati, oltre che nella corsa, in una conversazione interessante (di cui vi risparmio i dettagli, nell'interesse della "brevita' "). Come al solito, ma compatibilmente con il movimento di corsa, io mi sbraccio per articolare la mia posizione. Purtroppo, in questo modo, l'iPod mi sfugge di mano (forse ricorderete che lo uso come contapassi...). Non essendomi possibile afferarlo per le cuffie, il grazioso oggettino cade direttamente nel lago.
Per un momento contemplo l'ipotesi di non provare neanche a recuperarlo. Sebbene sia a mezzo metro sott'acqua e io possa vederlo chiaramente, l'idea di mettere piedi e mani nell'acqua semi-stagnante di Lake Merritt non pare troppo attraente. In piu' al 99% l'apparecchio e' finito. Poi mi giro verso Angeline e mi rendo conto che lei ha capito la mia intenzione ( o almeno l'assenza della mia intenzione), e sta contemplando se entrare lei nell'acqua. A questo punto un rigurgito di moralita' mi spinge ad entrare io stesso nel lago. I-pod recuperato. Ma, come previsto, e' talmente impazzito che mi dava questo messaggio:
Firewire connections are not supported by iPod Nano.
"No shit!" mi viene da pensare--l'iPod nano non ha neanche una presa adatta ad inserire un cavo firewire... Ho consultato la letteratura online su iPod affogati, e apparentemente, molti hanno visto il loro Nano resuscitare dopo cicli in lavatrice, ma temo che il mio sia ufficialmente kaputt.
prima la celebrazione, il mio articolo con Marc e Josh, two years in the making, e' finalmente arrivato a destinazione.
http://www.springerlink.com
Probabilmente non potete vederlo, oppure, se potete, i ferocissimi capitalisti olandesi chiederanno uno sproposito---quando lo stesso paper si trova gratuitamente su altri siti (qin versione non ufficiale). E anche se lo trovaste su questi altri siti il paper e' troppo tecnico e vi stufereste subito. Ma e' la mia prima pubblicazione seria. E siccome di pubblicazioni non serie (tipo spezzettare la tesi di laurea e pubblicarla nel giornalino di quartiere) mi son sempre rifiutato di farne e' un traguardo importante.
Ok. Ora la storia imbarazzante. Io Febbraio nella Bay Area lo adoro (se non fosse per i compleanni di mezza famiglia...). Da una settimana qua si va in giro a maniche corte. E non so perche' ci tocca questa benedizione, ma e' sempre cosi': pioggia a gennaio, solleone a Febbraio, e pioggia miserabile a Marzo. Comunque, approfittando della temperatura e dell'assenza di pioggia, io e Angeline abbiamo ricominciato a correre attorno al grazioso laghetto che vedete in una delle foto qui accanto. Immaginateci impegnati, oltre che nella corsa, in una conversazione interessante (di cui vi risparmio i dettagli, nell'interesse della "brevita' "). Come al solito, ma compatibilmente con il movimento di corsa, io mi sbraccio per articolare la mia posizione. Purtroppo, in questo modo, l'iPod mi sfugge di mano (forse ricorderete che lo uso come contapassi...). Non essendomi possibile afferarlo per le cuffie, il grazioso oggettino cade direttamente nel lago.
Per un momento contemplo l'ipotesi di non provare neanche a recuperarlo. Sebbene sia a mezzo metro sott'acqua e io possa vederlo chiaramente, l'idea di mettere piedi e mani nell'acqua semi-stagnante di Lake Merritt non pare troppo attraente. In piu' al 99% l'apparecchio e' finito. Poi mi giro verso Angeline e mi rendo conto che lei ha capito la mia intenzione ( o almeno l'assenza della mia intenzione), e sta contemplando se entrare lei nell'acqua. A questo punto un rigurgito di moralita' mi spinge ad entrare io stesso nel lago. I-pod recuperato. Ma, come previsto, e' talmente impazzito che mi dava questo messaggio:
Firewire connections are not supported by iPod Nano.
"No shit!" mi viene da pensare--l'iPod nano non ha neanche una presa adatta ad inserire un cavo firewire... Ho consultato la letteratura online su iPod affogati, e apparentemente, molti hanno visto il loro Nano resuscitare dopo cicli in lavatrice, ma temo che il mio sia ufficialmente kaputt.
Saturday, February 09, 2008
Up and Down in the Stream of Time
E' in arrivo un post piu' descrittivo, ma nel frattempo volevo condividere un paio di scopert(in)e linguistiche.
Ho scoperto (dal mio advisor, no less) che Eminem si legge M&M (come i cioccolatini), e vuole essere un'abbreviazione del suo nome (Marshall Mathers).
E mi sono ricordato di una scoperta un po' meno recente: supponiamo che io abbia un appuntamento alle 5 e sia costretto a spostarlo alle 6.
In inglese si dice:
"I had to push the appointment back to 6"
Io, fino a quando non mi addestrero' in modo corretto, diro' sempre
"I had to push the appointment forward to 6"
Su questo punto, mi spiace per la lingua Inglese, penso proprio di avere ragione io. Sarei disposto a concedere il pareggio, se in Inglese non avessero la metafora della freccia del tempo. Ma ce l'hanno. E la freccia del tempo punta verso il futuro e quando c'e' una freccia, se seguo la sua direzione, vado avanti. Quindi mi spiace ma continuero' a preferire la mia versione alla loro anche se nessuno mi capisce.
Infine, una notizia mediatica: sono stato invitato a parlare alla "College Radio" KALX 90.7
(o meglio, credo sia per KALX, essendo la radio studentesca di Berkeley), in uno show in cui i dottorandi presentano il loro lavoro (hmmm... ).
Ho scoperto (dal mio advisor, no less) che Eminem si legge M&M (come i cioccolatini), e vuole essere un'abbreviazione del suo nome (Marshall Mathers).
E mi sono ricordato di una scoperta un po' meno recente: supponiamo che io abbia un appuntamento alle 5 e sia costretto a spostarlo alle 6.
In inglese si dice:
"I had to push the appointment back to 6"
Io, fino a quando non mi addestrero' in modo corretto, diro' sempre
"I had to push the appointment forward to 6"
Su questo punto, mi spiace per la lingua Inglese, penso proprio di avere ragione io. Sarei disposto a concedere il pareggio, se in Inglese non avessero la metafora della freccia del tempo. Ma ce l'hanno. E la freccia del tempo punta verso il futuro e quando c'e' una freccia, se seguo la sua direzione, vado avanti. Quindi mi spiace ma continuero' a preferire la mia versione alla loro anche se nessuno mi capisce.
Infine, una notizia mediatica: sono stato invitato a parlare alla "College Radio" KALX 90.7
(o meglio, credo sia per KALX, essendo la radio studentesca di Berkeley), in uno show in cui i dottorandi presentano il loro lavoro (hmmm... ).
Tuesday, February 05, 2008
Superbowl, USSR e Supertuesday
E' un po' che non succede nulla--almeno fino a fine Febbraio mi tocca lavoro senza pause.
Nel frattempo, allo yankee medio viene somministrata una buona dose di esagerazione.
Il Superbowl, come alcuni di voi sanno, e' appena passato. Io non seguo il football e non tifavo per nessuno, ma ho guardato ugualmente la partita.
Una nota a margine: un anno fa, il famoso intrattenimento musicale durante l'intervallo fu Prince, che cerco' di provocare con moderazione: a sufficienza perche' si parlasse di lui per qualche giorno, ma non abbastanza perche' la sua reputazione (?) ne venisse danneggiata (come e' accaduto a Janet Jackson).
Quest'anno, la NFL e' andata sul sicuro e ha scelto Tom Petty & the Heartbreakers, che invece ha cercato di provocarci un attacco di narcolessia. Ora, sicuramente offendero' qualcuno (e mi scuso in anticipo), ma non riesco a trattenermi.
Sarebbe limitante criticare il Tom Petty attuale, perche' e' un dinosauro.
Quello che non capisco e' come sia riuscito a piacere dieci, o vent'anni fa. Il suo e' un rocchettino cosi' generico che sembra fatto apposta per le pubblicita' della Budweiser (se solo non ci fosse gia' la canzoncina "This is buuuudweiser, this is buuuuudweiser, this is beer").
Vabbe'. Sabato abbiamo visitato i nostri amici Armeni, che ci hanno fatto vedere un classico del cinema Sovietico... no, non la Corazzata Potemkin (anche se ne possiedono il DVD)...il film si chiama, suppergiu', "l'Ironia del Destino" ed e' una graziosa-seppur smielata e interminabile--commedia romantica, con un fondo appena accennato di satira politica.
Domani e' il famoso Supertuesday (avranno luogo le elezioni primarie in una ventina di stati). Angeline ha gia' votato (via posta).
Incidentalmente... ma chi l'avrebbe mai detto che saremmo stati costretti a votare per le Politiche Italiane prima delle presidenziali negli USA? Che scandalo...
Nel frattempo, allo yankee medio viene somministrata una buona dose di esagerazione.
Il Superbowl, come alcuni di voi sanno, e' appena passato. Io non seguo il football e non tifavo per nessuno, ma ho guardato ugualmente la partita.
Una nota a margine: un anno fa, il famoso intrattenimento musicale durante l'intervallo fu Prince, che cerco' di provocare con moderazione: a sufficienza perche' si parlasse di lui per qualche giorno, ma non abbastanza perche' la sua reputazione (?) ne venisse danneggiata (come e' accaduto a Janet Jackson).
Quest'anno, la NFL e' andata sul sicuro e ha scelto Tom Petty & the Heartbreakers, che invece ha cercato di provocarci un attacco di narcolessia. Ora, sicuramente offendero' qualcuno (e mi scuso in anticipo), ma non riesco a trattenermi.
Sarebbe limitante criticare il Tom Petty attuale, perche' e' un dinosauro.
Quello che non capisco e' come sia riuscito a piacere dieci, o vent'anni fa. Il suo e' un rocchettino cosi' generico che sembra fatto apposta per le pubblicita' della Budweiser (se solo non ci fosse gia' la canzoncina "This is buuuudweiser, this is buuuuudweiser, this is beer").
Vabbe'. Sabato abbiamo visitato i nostri amici Armeni, che ci hanno fatto vedere un classico del cinema Sovietico... no, non la Corazzata Potemkin (anche se ne possiedono il DVD)...il film si chiama, suppergiu', "l'Ironia del Destino" ed e' una graziosa-seppur smielata e interminabile--commedia romantica, con un fondo appena accennato di satira politica.
Domani e' il famoso Supertuesday (avranno luogo le elezioni primarie in una ventina di stati). Angeline ha gia' votato (via posta).
Incidentalmente... ma chi l'avrebbe mai detto che saremmo stati costretti a votare per le Politiche Italiane prima delle presidenziali negli USA? Che scandalo...
Wednesday, January 30, 2008
Chemical Ethics
Il corso di Computer Science e' in una delle aule piu' strane che io abbia mai visto. Da fuori l'edificio sembra un mausoleo a pianta circolare--un cilindro alto circa 4 m e con raggio 15 m. Una volta entrati si scopre di essere nella parte piu' alta di un cilindro ben piu' alto. L'edificio scende sotto terra per almeno altri 10 m.
Il professore fa lezione da un palco nel punto piu' basso dell'aula, davanti a una grande parete che contiene su ogni lato 8 lavagne disposte in un rettangolo 4x2 (in realta' le lavagne sono 12, perche' c'e' tutto un sistema di lavagne scorrevoli che permette di vederne solo 8 alla volta).
La cosa piu' bizarra e' che il palco ruota (vedi il video da youtube qua sotto).
Cosi', il professore dell'ora precedente esce di scena, ed entra il professore dell'ora successiva, con la sua lezione gia' sistemata sulle lavagne e i tavoli. (l'aula e' usata principalmente per lezioni di chimica, che richiedono molta preparazione: il sistema rotante serve a rendere possibile un cambio veloce fra una lezione e la successiva).
In alto c'e' uno schermo gigante su cui vengono proiettate slides, o, nel nostro caso, i codici dei programmi.
Non si tratta, strettamente parlando, di un posto futuristico (anche se vengono continuamente aggiunti elementi hi-tech). Ma e' chiaramente il futuro cosi' come se lo immaginavano, negli anni '60 (l'edificio e' stato costruito nel 1964). Un futuristico stile Arancia Meccanica, per intenderci.
Ad ogni modo, Lunedi' sono arrivato a lezione con 5 minuti di anticipo. C'era un professore con un marcatissimo accento tedesco e occhiali quadrati "anni '70" che faceva lezione di Chimica 1A (il primo corso di Chimica). L'argomento della lezione era l'etanolo (i.e. alcool) e quanto ne serve ad uccidere una persona. Mi ha fatto morire dalle risate (e con me tutta l'aula). Aveva davanti una serie di bicchieri piccoli "da shot". Dopo una spiegazione "teorica" degli effetti dell'etanolo sull'organismo ha continuato:
"You can szee ze shots on this teebol. Zees faaaiv shots vil make you fery drunk. Zeees ten vil make you fery sick. Zees twenty wil kill someone who weights 100 pounds [i.e. 45 chili] wit a probability of fifty perzent"...
Quest'uomo deve assolutamente finire in un qualche film...
Il professore fa lezione da un palco nel punto piu' basso dell'aula, davanti a una grande parete che contiene su ogni lato 8 lavagne disposte in un rettangolo 4x2 (in realta' le lavagne sono 12, perche' c'e' tutto un sistema di lavagne scorrevoli che permette di vederne solo 8 alla volta).
La cosa piu' bizarra e' che il palco ruota (vedi il video da youtube qua sotto).
Cosi', il professore dell'ora precedente esce di scena, ed entra il professore dell'ora successiva, con la sua lezione gia' sistemata sulle lavagne e i tavoli. (l'aula e' usata principalmente per lezioni di chimica, che richiedono molta preparazione: il sistema rotante serve a rendere possibile un cambio veloce fra una lezione e la successiva).
In alto c'e' uno schermo gigante su cui vengono proiettate slides, o, nel nostro caso, i codici dei programmi.
Non si tratta, strettamente parlando, di un posto futuristico (anche se vengono continuamente aggiunti elementi hi-tech). Ma e' chiaramente il futuro cosi' come se lo immaginavano, negli anni '60 (l'edificio e' stato costruito nel 1964). Un futuristico stile Arancia Meccanica, per intenderci.
Ad ogni modo, Lunedi' sono arrivato a lezione con 5 minuti di anticipo. C'era un professore con un marcatissimo accento tedesco e occhiali quadrati "anni '70" che faceva lezione di Chimica 1A (il primo corso di Chimica). L'argomento della lezione era l'etanolo (i.e. alcool) e quanto ne serve ad uccidere una persona. Mi ha fatto morire dalle risate (e con me tutta l'aula). Aveva davanti una serie di bicchieri piccoli "da shot". Dopo una spiegazione "teorica" degli effetti dell'etanolo sull'organismo ha continuato:
"You can szee ze shots on this teebol. Zees faaaiv shots vil make you fery drunk. Zeees ten vil make you fery sick. Zees twenty wil kill someone who weights 100 pounds [i.e. 45 chili] wit a probability of fifty perzent"...
Quest'uomo deve assolutamente finire in un qualche film...
Friday, January 25, 2008
Self-Management.
Insomma, vi parlavo recentemente di procrastinazione. Mi sono reso conto di non avervi mai parlato esplicitamente della procrastinazione strutturata. Per fortuna, John Perry, filosofo di Stanford e (che io sappia) ideatore del concetto, ha scritto un saggio divertentissimo sull'argomento. Sospetto che una certa tendenza alla procrastinazione strutturata sia un denominatore comune dei blogger.
Comunque l'idea (in una sintesi un po' incasinata) e' che al fine di evitare di impegnarsi nel completare i suoi obblighi principali (e.g. scrivere una dissertazione), il procrastinatore strutturato si carica di tutta una serie di obblighi/impegni secondari (e.g. scrivere una lettera all'amministrazione, chiamare la compagnia telefonica) su cui impegnarsi, cosicche', alla fine della giornata, e' riuscito a fare "qualcosa", ma non la cosa importante.
Fin qui, ne avevamo piu' o meno gia' parlato (anche se il saggio di Perry e' consigliatissimo, e mi fa ridere ogni volta che lo leggo).
Nell'ultima settimana ho scoperto, una nuova sfaccettatura di questo fenomeno (o meglio, il suo opposto). Da quando sono ritornato dall'Australia ho avuto qualche mese un momento di pigrizia mentale irrefrenabile. Questo momento si sta avvicinando al termine; lo sento chiaramente nel mio corpo e nella mia mente.
La ragione, sospetto, e' che sto seguendo un corso che con la mia vita accademica non c'entra assolutamente nulla. Mi sono iscritto, per ora almeno, ad un corso di Computer Science (modestamente definito dal professore: "The best CS course in the world") sulle fondamenta concettuali della programmazione. Quando l'ho detto al mio relatore John, ha storto la bocca e ha commentato: "You know, that could be a time consuming hobby...". In linea di principio ha ragione, ma una sola settimana di questo corso ha riattivato il mio cervello e ora il lavoro sta progredendo speditamente anche sulla tesi.
Puo' darsi che alla fine debba effettivamente abbandonare il corso di CS, ma finche' dura...
Comunque l'idea (in una sintesi un po' incasinata) e' che al fine di evitare di impegnarsi nel completare i suoi obblighi principali (e.g. scrivere una dissertazione), il procrastinatore strutturato si carica di tutta una serie di obblighi/impegni secondari (e.g. scrivere una lettera all'amministrazione, chiamare la compagnia telefonica) su cui impegnarsi, cosicche', alla fine della giornata, e' riuscito a fare "qualcosa", ma non la cosa importante.
Fin qui, ne avevamo piu' o meno gia' parlato (anche se il saggio di Perry e' consigliatissimo, e mi fa ridere ogni volta che lo leggo).
Nell'ultima settimana ho scoperto, una nuova sfaccettatura di questo fenomeno (o meglio, il suo opposto). Da quando sono ritornato dall'Australia ho avuto
La ragione, sospetto, e' che sto seguendo un corso che con la mia vita accademica non c'entra assolutamente nulla. Mi sono iscritto, per ora almeno, ad un corso di Computer Science (modestamente definito dal professore: "The best CS course in the world") sulle fondamenta concettuali della programmazione. Quando l'ho detto al mio relatore John, ha storto la bocca e ha commentato: "You know, that could be a time consuming hobby...". In linea di principio ha ragione, ma una sola settimana di questo corso ha riattivato il mio cervello e ora il lavoro sta progredendo speditamente anche sulla tesi.
Puo' darsi che alla fine debba effettivamente abbandonare il corso di CS, ma finche' dura...
Wednesday, January 23, 2008
One Down.
Ho dimenticato di menzionarlo prima, ma uno dei propositi per il nuovo anno e' stato gia' raggiunto. Il 19 Gennaio, la sera prima di partire, sono tornato, dopo 3 o 4 anni, a suonare sul palco coi Blumenberg 67. E' stato un modo un po' bizarro di tornare a fare una cosa che un tempo era piuttosto familiare; c'era poca gente (ma quelli che c'erano erano buoni!) e sono stato un po' impacciato, ma mi ha fatto moltissimo piacere. Del resto avevamo fatto solo una prova...
Beh. Questo e' stato facile. Ora tocca agli altri.
Cambiando argomento: sono stato punito per aver scritto che in California non ci sono le stagioni. Questi giorni sta facendo un freddo anomalo.
Beh. Questo e' stato facile. Ora tocca agli altri.
Cambiando argomento: sono stato punito per aver scritto che in California non ci sono le stagioni. Questi giorni sta facendo un freddo anomalo.
Monday, January 21, 2008
Le Osservazioni Aeroportuali (parte n)
(mi ci vuole troppo a cercare tutte le parti precedenti.)
Il mio aereo da Roma a Washington ha accumulato due ore di ritardo a causa dei "venti avversi". Cosi' ho perso ben due voli per SF. In questa situazione si e' trovata la maggior parte dei passeggeri. Questo e' normale: in ogni volo transoceanico, la maggior parte dei passeggeri ha una destinazione ulteriore. Le compagnie sono altamente preparate per questa evenienza, e so che mi piazzeranno sul prossimo volo disponibile. Me ne sto tranquillo e aspetto che tutto si sistemi.
Il problema e' che, comprensibilmente, il passeggerio medio, chiamiamolo Mario, ha poca familiarita' con i voli transoceanici e la frequenza con cui accumulano ritardi. Mario sa di avere una coincidenza che parte 2h , 30 min dopo l'orario d'arrivo ufficiale del suo primo volo. Considerando il ritardo di due ore, Mario non ce la fara', sebbene speri di poter attraversare l'intero aeroporto. Il problema e' che Mario e' (i) irritato per il volo che ha perso (ii) ha paura di non essere in grado di partire in tempi brevi, e magari di rimetterci anche dei soldi. A questo punto, Mario comincia a innervosirsi.
Chiama una hostess. La hostess gli da' una rassicurazione generica, che non lo libera dall'incertezza. Per giunta, lo fa con il paternalismo dell'insegnante che spiega al ragazzino di prima elementare, che la mamma arrivera' alle cinque. Pochi minuti prima dell'atterraggio, Mario prova con un'altra hostess; stessa storia.
Una volta arrivato al gate, Mario raduna velocemente i bagagli. Si fa strada spingendo e guadagna forse due posizioni. Comincia a correre, gira un corridoio, e ... si trova davanti a una gran folla: la fila per il controllo passaporti/visti/documenti etc. (che gli Americani chiamano, pittorescamente, Immigration). Mario non e' fortunato: oggi la fila per i non-residenti e' un serpentone di sette/otto anse. Ci vorra' almeno un'ora per passare dall'altra parte. Mario comincia a cercare di parlare alle persone che lavorano nella zona dell'Immigration--ignaro del fatto che si tratta dei piu' crudeli individui che il governo americano e' riuscito a trovare. Gesticolando enfaticamente, spiega che il suo aereo parte fra 5 minuti, e lui altrimenti non sa che fare. Ma l'impiegato, anch'egli con una punta di superiorita' e il tono di chi finalmente puo' esercitare il potere maturato con la sua posizione, lo rimette in fila senza troppe spiegazioni.
A questo punto, Mario vive una delle ore piu' irritanti della sua vita. E' preoccupato, incazzato e stanco. Arrivato alla fine della fila, scopre di aver completato l' I-94 sbagliato--quello bianco invece di quello verde--cosi' si prende un altro paio di insulti dal poliziotto incaricato di controllare i suoi documenti. Questo e' un suo errore, ma nella situazione aumenta la sua frustrazione.
Passato dall'altra parte, raccoglie le sue valigie, passa la dogana senza problemi (eccetto il suo stato emotivo, s'intende), e finalmente scopre che la compagnia lo aveva gia' sistemato sul volo successivo e, in fondo, non c'era ragione alcuna di preoccuparsi.
Ok. Vi ho disegnato un Mario un po' apprensivo, e forse alcuni di voi non vi si riconosceranno minimamente. Ma, secondo me, il suo stato d'animo e' perfettamente comprensibile. La mia impressione e' che le compagnie aeree e gli aeroporti facciano poco per spiegare quello che per loro e' un semplice automatismo.
Mi piacerebbe invece che dessero una spiegazione sistematica, con tutti i disclaimer del caso, dei meccanismi che vengono messi in moto quando l'aereo e' in ritardo. Questa spiegazione puo' essere tranquillamente data a bordo dell'aereo (per esempio, puo' sostituire la sezione della rivista in cui vengono date nel dettaglio le piantine degli aeroporti: ma, dico io, chissenefrega!). Metterebbe il cuore in pace a Mario e a tanti come lui.
Il mio aereo da Roma a Washington ha accumulato due ore di ritardo a causa dei "venti avversi". Cosi' ho perso ben due voli per SF. In questa situazione si e' trovata la maggior parte dei passeggeri. Questo e' normale: in ogni volo transoceanico, la maggior parte dei passeggeri ha una destinazione ulteriore. Le compagnie sono altamente preparate per questa evenienza, e so che mi piazzeranno sul prossimo volo disponibile. Me ne sto tranquillo e aspetto che tutto si sistemi.
Il problema e' che, comprensibilmente, il passeggerio medio, chiamiamolo Mario, ha poca familiarita' con i voli transoceanici e la frequenza con cui accumulano ritardi. Mario sa di avere una coincidenza che parte 2h , 30 min dopo l'orario d'arrivo ufficiale del suo primo volo. Considerando il ritardo di due ore, Mario non ce la fara', sebbene speri di poter attraversare l'intero aeroporto. Il problema e' che Mario e' (i) irritato per il volo che ha perso (ii) ha paura di non essere in grado di partire in tempi brevi, e magari di rimetterci anche dei soldi. A questo punto, Mario comincia a innervosirsi.
Chiama una hostess. La hostess gli da' una rassicurazione generica, che non lo libera dall'incertezza. Per giunta, lo fa con il paternalismo dell'insegnante che spiega al ragazzino di prima elementare, che la mamma arrivera' alle cinque. Pochi minuti prima dell'atterraggio, Mario prova con un'altra hostess; stessa storia.
Una volta arrivato al gate, Mario raduna velocemente i bagagli. Si fa strada spingendo e guadagna forse due posizioni. Comincia a correre, gira un corridoio, e ... si trova davanti a una gran folla: la fila per il controllo passaporti/visti/documenti etc. (che gli Americani chiamano, pittorescamente, Immigration). Mario non e' fortunato: oggi la fila per i non-residenti e' un serpentone di sette/otto anse. Ci vorra' almeno un'ora per passare dall'altra parte. Mario comincia a cercare di parlare alle persone che lavorano nella zona dell'Immigration--ignaro del fatto che si tratta dei piu' crudeli individui che il governo americano e' riuscito a trovare. Gesticolando enfaticamente, spiega che il suo aereo parte fra 5 minuti, e lui altrimenti non sa che fare. Ma l'impiegato, anch'egli con una punta di superiorita' e il tono di chi finalmente puo' esercitare il potere maturato con la sua posizione, lo rimette in fila senza troppe spiegazioni.
A questo punto, Mario vive una delle ore piu' irritanti della sua vita. E' preoccupato, incazzato e stanco. Arrivato alla fine della fila, scopre di aver completato l' I-94 sbagliato--quello bianco invece di quello verde--cosi' si prende un altro paio di insulti dal poliziotto incaricato di controllare i suoi documenti. Questo e' un suo errore, ma nella situazione aumenta la sua frustrazione.
Passato dall'altra parte, raccoglie le sue valigie, passa la dogana senza problemi (eccetto il suo stato emotivo, s'intende), e finalmente scopre che la compagnia lo aveva gia' sistemato sul volo successivo e, in fondo, non c'era ragione alcuna di preoccuparsi.
Ok. Vi ho disegnato un Mario un po' apprensivo, e forse alcuni di voi non vi si riconosceranno minimamente. Ma, secondo me, il suo stato d'animo e' perfettamente comprensibile. La mia impressione e' che le compagnie aeree e gli aeroporti facciano poco per spiegare quello che per loro e' un semplice automatismo.
Mi piacerebbe invece che dessero una spiegazione sistematica, con tutti i disclaimer del caso, dei meccanismi che vengono messi in moto quando l'aereo e' in ritardo. Questa spiegazione puo' essere tranquillamente data a bordo dell'aereo (per esempio, puo' sostituire la sezione della rivista in cui vengono date nel dettaglio le piantine degli aeroporti: ma, dico io, chissenefrega!). Metterebbe il cuore in pace a Mario e a tanti come lui.
Thursday, January 17, 2008
Best Seat in the House
Sapete che, ormai, la bibita piccola non esiste piu'. Nei fast-food, si comincia dalla media. Similmente, molte compagnie non hanno il grado 1 per i loro impiegati. Si comincia invece dal grado 2 (cosi' era in una compagnia in cui Angeline faceva la ricercatrice poco dopo la laurea).
Quello che non avevo mai visto prima era l'uso di quest'idea in una sala da concerti. Girellavo per il sito della SF Symphony e ho scoperto che si possono comprare solo tre tipi di posti: Standard, Quality e Premium. Viene da chiedersi quale standard renda il posto Standard standard. Avevo sempre visto i posti designati secondo un criterio "geografico": 1st Balcony, Terrace, Orchestra etc. etc..
A dire il vero, la SF Symphony ha dei posti sub-standard. Pero' vengono venduti solo pochi minuti prima della performance a prezzo stracciato. Sono i posti del coro. Quando il coro non c'e' (per es. una sinfonia solamente strumentale) questi posti vengono venduti nelle ore immediatamete precedenti la performance. A me diverte andarci, perche' e' una prospettiva completamente diversa (si vede la faccia del direttore), ma diciamo che non e' il punto migliore per ascoltare la musica...
Comunque: il prossimo week-end c'e' la 1 Sinfonia di Mahler diretta da Myung Wung Chung. MWC era il direttore dell'auditorium di S. Cecilia quando ero fra il liceo e l'universita'. Penso proprio che andro'...
Quello che non avevo mai visto prima era l'uso di quest'idea in una sala da concerti. Girellavo per il sito della SF Symphony e ho scoperto che si possono comprare solo tre tipi di posti: Standard, Quality e Premium. Viene da chiedersi quale standard renda il posto Standard standard. Avevo sempre visto i posti designati secondo un criterio "geografico": 1st Balcony, Terrace, Orchestra etc. etc..
A dire il vero, la SF Symphony ha dei posti sub-standard. Pero' vengono venduti solo pochi minuti prima della performance a prezzo stracciato. Sono i posti del coro. Quando il coro non c'e' (per es. una sinfonia solamente strumentale) questi posti vengono venduti nelle ore immediatamete precedenti la performance. A me diverte andarci, perche' e' una prospettiva completamente diversa (si vede la faccia del direttore), ma diciamo che non e' il punto migliore per ascoltare la musica...
Comunque: il prossimo week-end c'e' la 1 Sinfonia di Mahler diretta da Myung Wung Chung. MWC era il direttore dell'auditorium di S. Cecilia quando ero fra il liceo e l'universita'. Penso proprio che andro'...
Sunday, January 13, 2008
L'importante e' finire.
Sono le 6:21 AM di una serata romana cosi' fredda che il mio respiro, praticamente da solo, ha appannato la finestra della mia stanza. Da giorni ho abbandonato la speranza di trovare il ritmo di sonno del resto d'Italia (e domenica si torna negli USA). Me ne sto davanti al computer a lavorare, visto che tutta la notte ho procrastinato (digressione per i non-americani: ho menzionato l'uso "intransitivo" di "procrastinare" nel primo post in assoluto di questo blog, con un timido tetativo di spiegazione--io lo trovo semplicemente geniale (l'uso intransitivo, non il post)).
In questa stagione, gli accademici "yankee" lavorano a due tipi di cose: proposte per borse di studio, o paper da inviare a conferenze primaverili/estive. Io sto tentando, con una fatica enorme, entrambe le cose. Nel pieno dello sforzo--quando il pensiero di parlarvi per sentire un po' d'umanita' comincia a farsi breccia nella mia testa--iTunes sceglie Mina:
Questa e' l'ultima volta che lo lascio morire... e poi... e poi...
Me lo merito. Quando proprio faccio piu' fatica mi arriva L'importante e' Finire--con un significato completamente diverso da quello inteso.
Digressione Finale. Ma sono strano io?
Se mi date uno studio comodissimo, silenzioso, e relativamente isolato, butto il mio tempo .
Invece, se mi mettete su un treno (con una spina per il mio laptop), in un aeroporto fra due voli, in un caffe' pieno di gente che parla, allora scrivo, come si dice a Roma, 'a mazzetta'. Sara' una versione adulta dell' Attention Deficit Disorder?
Monday, January 07, 2008
Radiohead
Il nuovo disco dei Radiohead, secondo me, e' stato piu' memorabile per il famoso business model associato che non per la musica (che pure a me e' piaciuta abbastanza...).
Comunque sia, i nostri eroi hanno fatto un altro favore ai loro fans:
hanno registrato un "live-in-studio" (a giudicare dalla strumentazione sembrano essere prove per l'imminente tour) e lo hanno "pubblicato" su youtube.
Il concerto e' qui in versione integrale.
Lo trovate anche spezzettato in frammenti se girate un po' per youtube.
Comunque sia, i nostri eroi hanno fatto un altro favore ai loro fans:
hanno registrato un "live-in-studio" (a giudicare dalla strumentazione sembrano essere prove per l'imminente tour) e lo hanno "pubblicato" su youtube.
Il concerto e' qui in versione integrale.
Lo trovate anche spezzettato in frammenti se girate un po' per youtube.
Wednesday, January 02, 2008
L'acquario di Monterey
[Come da promessa, questo e' il primo di un paio di brevi post sul nostro mini-viaggio in Central Coast...il piatto forte resta Hearst Castle!]

Io sono completamente terrorizzato dalle meduse. Sono viscide, fanno male, non sono intelligenti e non sono neanche buone da mangiare.
Pero'... scelte accuratamente e messe dietro a un vetro, con la giusta luce, fanno una gran figura.
Lo sanno bene all'acquario di Monterey--dove avevano dedicato a queste simpatiche creature un'intera mostra (acquario costosetto, btw, tipo 23$).
Con la nuova macchina fotografica ne ho fotografato uno spropositato numero.
Ve ne risparmio il 99% e con la Tattica Segreta del Fotografo Incapace vi lascio solo con due delle migliori.
Da Monterey a Hearst Castle, abbiamo colto l'occasione per guidare sulla storica Highway 1, l'autostrada costiera della California. La guida e' lenta e il panorama spettacolare. Un raffronto un po' azzardato: la zona "panoramica" della Highway 1 mi ricorda il paesaggio della costa ligure, con la sua drammatica sequenza di alte scogliere e strette insenature. Ovviamente, dove in Liguria ci sono paesini fantastici, in California non c'e' nulla. Ma proprio niente di niente...
Io sono completamente terrorizzato dalle meduse. Sono viscide, fanno male, non sono intelligenti e non sono neanche buone da mangiare.
Lo sanno bene all'acquario di Monterey--dove avevano dedicato a queste simpatiche creature un'intera mostra (acquario costosetto, btw, tipo 23$).
Con la nuova macchina fotografica ne ho fotografato uno spropositato numero.
Ve ne risparmio il 99% e con la Tattica Segreta del Fotografo Incapace vi lascio solo con due delle migliori.
Da Monterey a Hearst Castle, abbiamo colto l'occasione per guidare sulla storica Highway 1, l'autostrada costiera della California. La guida e' lenta e il panorama spettacolare. Un raffronto un po' azzardato: la zona "panoramica" della Highway 1 mi ricorda il paesaggio della costa ligure, con la sua drammatica sequenza di alte scogliere e strette insenature. Ovviamente, dove in Liguria ci sono paesini fantastici, in California non c'e' nulla. Ma proprio niente di niente...
Sunday, December 30, 2007
Crisi dei Mutui Sub-Prime
Qui c'e' una spiegazione molto chiara (ma in Inglese) della crisi dei mutui sub-prime negli USA.
Quando si dice: controllate che le assunzioni nei vostri modelli formali rispettino la realta'!
Quando si dice: controllate che le assunzioni nei vostri modelli formali rispettino la realta'!
2008: propositi e desideri
Tre categorie fra 2007 e 2008.
Caveat lector: per evitare paternalismi fuori luogo, ho deciso di limitarmi a desideri e progetti puramente personali (con un paio di eccezioni non paternalistiche)!
Cinque highlights del 2007.
- I due mesi in Australia.
- Piccoli passi verso il consolidamento della mia posizione accademica.
- La visita dei miei in California.
- Il viaggio in New Mexico.
- Il party che ho organizzato a Febbraio per gli Oscar.
Propositi:
- ( comincio con il materialismo...) una concezione piu' olistica dello shopping. Troppe volte, compro una camicia o un maglione senza pensare ai completi cui contribuiranno.
- questo e' a meta' fra un desiderio e un proposito: tornare a suonare un concerto dal vivo!
- Correre almeno una mezza maratona.
- Viaggiare in Marocco e in Arizona.
- Presentare ad almeno 3 conferenze.
- *Non* acquisire alcun nuovo interesse.
- Scoprire almeno 2 bands che non conosco.
Desideri:
- Vincere la fellowship per cui sto facendo domanda (cross your fingers).
- Completare il nucleo della mia tesi di dottorato.
- (segreto: che' dirlo porta male!)
- Italia campione d'Europa.
- Capire un metodo per ridurre il numero di cavi elettrici in casa.
- La fine immediata dello sciopero degli sceneggiatori negli USA (che' senno' il cavo che lo pago a fare? per guardare American Idol?)
- Completare la mia webpage "professionale".
Caveat lector: per evitare paternalismi fuori luogo, ho deciso di limitarmi a desideri e progetti puramente personali (con un paio di eccezioni non paternalistiche)!
Cinque highlights del 2007.
- I due mesi in Australia.
- Piccoli passi verso il consolidamento della mia posizione accademica.
- La visita dei miei in California.
- Il viaggio in New Mexico.
- Il party che ho organizzato a Febbraio per gli Oscar.
Propositi:
- ( comincio con il materialismo...) una concezione piu' olistica dello shopping. Troppe volte, compro una camicia o un maglione senza pensare ai completi cui contribuiranno.
- questo e' a meta' fra un desiderio e un proposito: tornare a suonare un concerto dal vivo!
- Correre almeno una mezza maratona.
- Viaggiare in Marocco e in Arizona.
- Presentare ad almeno 3 conferenze.
- *Non* acquisire alcun nuovo interesse.
- Scoprire almeno 2 bands che non conosco.
Desideri:
- Vincere la fellowship per cui sto facendo domanda (cross your fingers).
- Completare il nucleo della mia tesi di dottorato.
- (segreto: che' dirlo porta male!)
- Italia campione d'Europa.
- Capire un metodo per ridurre il numero di cavi elettrici in casa.
- La fine immediata dello sciopero degli sceneggiatori negli USA (che' senno' il cavo che lo pago a fare? per guardare American Idol?)
- Completare la mia webpage "professionale".
Thursday, December 27, 2007
Record
Nell'estate del 1996, viaggiai per un mese in giro per il Regno Unito. Per un paio di settimane ero in compagnia di mio cugino Leonardo, per il resto da solo. Avevo 17 anni e ancora non avevo sviluppato molta socievolezza. Un giorno, a Londra, decisi di andare al cinema (quale miglior forma d'intrattenimento per chi si sente solo?). Avevo, pero', bisogno di un film semplice, che fosse anche comprensibile dato un livello di Inglesee non proprio perfetto. Il film appena uscito, e di cui tutti parlavano (?!?), era Independence Day.
Io non so se l'avete visto, ma da allora, e per anni, ho usato Independence Day come paradigma di un film orribile. Forse non il piu' brutto film della storia, ma siamo li'... Negli anni, ho dimenticato perche' Independence Day mi abbia fatto cosi' schifo, ma non ho dimenticato la sensazione.
Venendo ai giorni nostri, prima di partire da Los Angeles (la scorsa settimana), ho passato un paio di giorni molto piacevoli a Santa Monica. Ho fatto jogging sulla strada fra Santa Monica e Venice Beach, ho visto un paio di amici, etc.
Ho pensato di condire una di queste giornate andando al cinema. La scelta e' caduta su "The Golden Compass" (in italiano: "La Bussola d'Oro", nelle sale in questi giorni anche a Roma). "The Golden Compass", e mi spiace dirlo, potrebbe rivaleggiare "Independence Day".
Se fra dieci anni avro' bisogno di saperlo, la ragione principale di questo giudizio e' che i caratteri dei personaggi sono delineati in modo grossolano, e conseguentemente le loro azioni sono completamente immotivate. Guardare questo film e' eccitante come guardare la pallina di un flipper rimbalzare da un lato all'altro per due ore.
Io non so se l'avete visto, ma da allora, e per anni, ho usato Independence Day come paradigma di un film orribile. Forse non il piu' brutto film della storia, ma siamo li'... Negli anni, ho dimenticato perche' Independence Day mi abbia fatto cosi' schifo, ma non ho dimenticato la sensazione.
Venendo ai giorni nostri, prima di partire da Los Angeles (la scorsa settimana), ho passato un paio di giorni molto piacevoli a Santa Monica. Ho fatto jogging sulla strada fra Santa Monica e Venice Beach, ho visto un paio di amici, etc.
Ho pensato di condire una di queste giornate andando al cinema. La scelta e' caduta su "The Golden Compass" (in italiano: "La Bussola d'Oro", nelle sale in questi giorni anche a Roma). "The Golden Compass", e mi spiace dirlo, potrebbe rivaleggiare "Independence Day".
Se fra dieci anni avro' bisogno di saperlo, la ragione principale di questo giudizio e' che i caratteri dei personaggi sono delineati in modo grossolano, e conseguentemente le loro azioni sono completamente immotivate. Guardare questo film e' eccitante come guardare la pallina di un flipper rimbalzare da un lato all'altro per due ore.
Thursday, December 20, 2007
Giusto per Smentirmi
Non m'aspettavo di postare cosi' presto, ma dato che siamo in un motel e sto preparando i bagagli vi lascio un paio di foto. Una breve preview delle foto che mettero' sul mio album non appena avro' a disposizione una connessione piu' potente.
Dall'acquario di Monterey (nella zona sugli uccelli marini).
La foto inferiore e' tratta da un altro luogo incredibile della California Centrale. Scommetto che nessuno di voi e' mai stato in questo posto. Vi raccontero' con calma l'incredibile mix di ambizione e kitsch... per il momento gustatevi l'outdoor pool...
Wednesday, December 19, 2007
Iato
Per caso o per vezzo, ormai ogni trasporto transoceanico e' preceduto da una serie di piccole tratte che mi rimettono in "modalita'" viaggiatore.
Il mio aereo per Roma e' questo Sabato da LAX, e con Angeline stiamo facendo il viaggio da SF a LA a tappe (ora siamo a Monterey--c'ero gia' stato ma non avevo mai visto l'acquario che e' fenomenale).
Comunque: e' possibile che fra un viaggio e l'altro e le festivita' natalizie non riesca a scrivere un altro post prima di Natale. Nel qual caso, auguri a tutti (se non vi vedo prima)!
Il mio aereo per Roma e' questo Sabato da LAX, e con Angeline stiamo facendo il viaggio da SF a LA a tappe (ora siamo a Monterey--c'ero gia' stato ma non avevo mai visto l'acquario che e' fenomenale).
Comunque: e' possibile che fra un viaggio e l'altro e le festivita' natalizie non riesca a scrivere un altro post prima di Natale. Nel qual caso, auguri a tutti (se non vi vedo prima)!
Monday, December 17, 2007
Chicken & Waffle
Gli Americani, si sa, hanno abitudini e tradizioni alimentari un po' strane. La maggior parte sono ben note: Junk Food, Fast Food, etc. etc.. D'altra parte, la pluralita' di gruppi etnici rende disponibile ogni sorta di piatto.
Venendo al punto, una tradizione che forse non conoscete e' il Chicken and Waffle--una specialita' afro-americana del Sud. Secondo wikipedia, ci sono ristoranti di Chicken & Waffles solo in 10 citta' americane (la cosa mi sembra sospetta...), prevalentemente nella zona fra il Sud e il Sud-Ovest.*
Cos'e' il Chicken and Waffles? Chicken lo sapete, in particolare pollo fritto. Waffles sono quei grandi biscotti che vengono cotti fra due piastre di metallo (in Belgio, dove e' assolutamente consigliato mangiarne, si chiamano "Gauffres").
Ok. Chicken. And Waffle. Non avrei scommesso una lira sull'accoppiamento. Fino all'ultimo momento, sono stato convinto che ci fosse un segreto di cui ero all'oscuro nella composizione del prodotto. Invece e' proprio cosi'.
L'ultimo link e' dal ristorante dove siamo stati per il brunch domenicale.
Eravamo quattro coppie, piu' Amba, la bambina dei miei vicini Josh & Aparna (loro erano una delle quattro coppie, eh).
Se seguite il link di quel ristorante, credo avrete anche voi l'impressione che l'abbinamento sia un po' arbitrario. Fatta l'esperienza, devo confessare che mi e' piaciuto piu' del previsto. E' pesantissimo (e io mi sono rifiutato di mangiare i 3/4 del burro...), e non e' il piatto piu' sofisticato che abbia mai mangiato, ma il suo perche' ce l'ha...
_______________________
Per i lettori "europei", gli Americani concettualizzano la loro nazione in sotto-regioni che dividono il territorio in modo a prima vista assai arbitrario. La regione del Sud va in direzione Est-Ovest dalla Florida, fino a grosso modo meta' del Texas: in altezza si estende forse per due-tre stati (a seconda di quanto grandi). Il Sud-Ovest va dal lato Ovest del Texas all'Arizona. L'altezza del Sud-Ovest non e' chiara. Il Nevada non e' interamente parte del Sud-Ovest, ma Las Vegas probabilmente si'.
Venendo al punto, una tradizione che forse non conoscete e' il Chicken and Waffle--una specialita' afro-americana del Sud. Secondo wikipedia, ci sono ristoranti di Chicken & Waffles solo in 10 citta' americane (la cosa mi sembra sospetta...), prevalentemente nella zona fra il Sud e il Sud-Ovest.*
Cos'e' il Chicken and Waffles? Chicken lo sapete, in particolare pollo fritto. Waffles sono quei grandi biscotti che vengono cotti fra due piastre di metallo (in Belgio, dove e' assolutamente consigliato mangiarne, si chiamano "Gauffres").
Ok. Chicken. And Waffle. Non avrei scommesso una lira sull'accoppiamento. Fino all'ultimo momento, sono stato convinto che ci fosse un segreto di cui ero all'oscuro nella composizione del prodotto. Invece e' proprio cosi'.
L'ultimo link e' dal ristorante dove siamo stati per il brunch domenicale.
Eravamo quattro coppie, piu' Amba, la bambina dei miei vicini Josh & Aparna (loro erano una delle quattro coppie, eh).
Se seguite il link di quel ristorante, credo avrete anche voi l'impressione che l'abbinamento sia un po' arbitrario. Fatta l'esperienza, devo confessare che mi e' piaciuto piu' del previsto. E' pesantissimo (e io mi sono rifiutato di mangiare i 3/4 del burro...), e non e' il piatto piu' sofisticato che abbia mai mangiato, ma il suo perche' ce l'ha...
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Per i lettori "europei", gli Americani concettualizzano la loro nazione in sotto-regioni che dividono il territorio in modo a prima vista assai arbitrario. La regione del Sud va in direzione Est-Ovest dalla Florida, fino a grosso modo meta' del Texas: in altezza si estende forse per due-tre stati (a seconda di quanto grandi). Il Sud-Ovest va dal lato Ovest del Texas all'Arizona. L'altezza del Sud-Ovest non e' chiara. Il Nevada non e' interamente parte del Sud-Ovest, ma Las Vegas probabilmente si'.
Tuesday, December 11, 2007
Lo Scaffale
Come ho scritto in un commento altrove, non potrebbe esserci specchio migliore di questo semestre Fall 2007 di uno dei miei scaffali. Ho passato il semestre ad inseguire idee un po' bizarre ed eclettiche, e ho avuto poco tempo per tenere il mio "ufficio" casalingo in ordine.
Se siete curiosi, cliccando sulla foto potete vederla a dimensione normale.
I libri migliori sono per lo piu' di Angeline (inclusa un'edizione magnifica di Don Quixote che si vede nell'angolo in basso a destra). In alto a destra, invece c'e' una copia inglese dell'Inferno (ho cercato di leggerne un po' ad Angeline qualche anno fa). La traduzione inglese e' *atroce*.
La pubblicazione della foto celebra anche l'arrivo della nuova, splendida, macchina fotografica, courtesy of my family!! Grazie ai finanziatori!
Per far piacere ai suddetti (scherzo...), ho creato un nuovo album nella mia pagina di foto: giusto una manciata di foto, fatte dentro casa, e senza alcun ritocco, ma che mi lasciano immaginare che io e questa macchina abbiamo un futuro assieme!
Monday, December 10, 2007
La settimana invertita
Invece del consueto tentativo di fare qualcosa di divertente nel week-end, questa settimana i giorni "cool" sono stati Mercoledi' e Giovedi'.
Mercoledi' siamo andati a vedere una partita NBA (Golden State-Milwaukee). L'ho scelta appositamente perche' mi sembrava una partita squilibrata a favore di Golden State e odio perdere. Golden State ha vinto di 30 punti! All'Oracle Arena non ero mai stato (sebbene l'avessi vista varie volte in TV). E' davvero molto carina.
Giovedi' siamo andati (come avevo annunciato in un commento qualche settimana fa) a vedere Madame Butterfly--dei quattro allestimenti che ho visto quest'autunno senz'altro il migliore. E' sorprendente perche' non c'erano vere e proprie star nel cast, ma il soprano ha dato una prestazione entusiasmante!
____________________________________
(Edited: come notato nei commenti, la mia riluttanza a menzionare il nome dell'apparecchio ha reso la versione originale semi-incomprensibile).
Fra i tanti gingilli elettronici usciti quest'anno, uno dei miei preferiti e' questo. Ad ogni modo, ecco l'idea:
a) L'aspetto migliore del correre sul nastro in palestra e' il fatto che uno ottiene informazione quantitativa precisa (quanto hai corso, quanto veloce)
b) L'aspetto migliore del correre all'aperto e'... che uno sta all'aperto.
L'aggeggio in questione ti permette di avere entrambi!
Voi obietterete: questo tipo di sensori esistevano da un bel po'. Tada. Vero. Ma non sfruttavano il vostro iPod come "computer" e il vostro computer per archiviare tutte le statistiche del caso.
Mercoledi' siamo andati a vedere una partita NBA (Golden State-Milwaukee). L'ho scelta appositamente perche' mi sembrava una partita squilibrata a favore di Golden State e odio perdere. Golden State ha vinto di 30 punti! All'Oracle Arena non ero mai stato (sebbene l'avessi vista varie volte in TV). E' davvero molto carina.
Giovedi' siamo andati (come avevo annunciato in un commento qualche settimana fa) a vedere Madame Butterfly--dei quattro allestimenti che ho visto quest'autunno senz'altro il migliore. E' sorprendente perche' non c'erano vere e proprie star nel cast, ma il soprano ha dato una prestazione entusiasmante!
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(Edited: come notato nei commenti, la mia riluttanza a menzionare il nome dell'apparecchio ha reso la versione originale semi-incomprensibile).
Fra i tanti gingilli elettronici usciti quest'anno, uno dei miei preferiti e' questo. Ad ogni modo, ecco l'idea:
a) L'aspetto migliore del correre sul nastro in palestra e' il fatto che uno ottiene informazione quantitativa precisa (quanto hai corso, quanto veloce)
b) L'aspetto migliore del correre all'aperto e'... che uno sta all'aperto.
L'aggeggio in questione ti permette di avere entrambi!
Voi obietterete: questo tipo di sensori esistevano da un bel po'. Tada. Vero. Ma non sfruttavano il vostro iPod come "computer" e il vostro computer per archiviare tutte le statistiche del caso.
Friday, December 07, 2007
Il CID, questo sconosciuto.
Secondo Angeline, e davvero quasi non ci credo, il CID in California non esiste. Cioe' se fai un incidente O chiami la polizia per fare un report. Oppure ognuno fa il proprio rapporto all'assicurazione, e se divergono entrano in ballo i testimoni--fittizi o reali.
Ma che cavolo di sistema e'?
Ma che cavolo di sistema e'?
Monday, December 03, 2007
Piccoli passi.
Persino mia madre si e' lamentata del fatto che negli ultimi due post, per mancanza di tempo, mi sono dato agli aneddoti (ma, IMHO, carini entrambi). E' che la mia mente, al momento, non e' molto produttiva. Ma la mia giornata di Venerdi' e' il punto di partenza di una riflessione interessante.
Venerdi' ho fatto *soltanto* commissioni. Mi sono alzato; ho giocato a basket con dei miei amici (questa non e' una commissione :) ); ho cambiato l'olio alla macchina (uhm, non di persona...); ho fatto spesa per casa; e ho fatto spesa per il gruppo di logica--comprando il materiale per il rinfresco (e' un lavoro che facciamo a turno); ho incontrato la professoressa per cui insegno per discutere della fine del corso; ho preparato il rinfresco per il gruppo di Logica. E alla fine di tutto questo ho mangiato qualcosa nel rinfresco. Tutto questo ha occupato la porzione della giornata fra le 10:00 e le 18:00.
Sara' strano, ma alla fine della giornata mi sono sentito completamente realizzato.
Quasi volevo farmi un regalo.
Questa sensazione, a pensarci bene, e' un po' paradossale, perche', piu' sinteticamente, si puo' dire che nella giornata appena descritta non ho fatto nulla. Zero.
Come si spiega questo stato d'animo?
La chiave, credo, e' il contrasto fra il mio obiettivo a lungo (ormai medio...) termine (scrivere una tesi di dottorato) e la sequenza di piccoli traguardi. La tesi di dottorato, e' un progetto enorme, che e' difficile da frammentare in piccoli progetti. Ti senti sempre come se non ci fosse alcun progresso (sebbene, a ben vedere, di progressi ve ne siano molti). Svolgere commissioni, invece,e' una specie di droga che ti ricorda quanto sia piacevole raggiungere un obiettivo.
Venerdi' ho fatto *soltanto* commissioni. Mi sono alzato; ho giocato a basket con dei miei amici (questa non e' una commissione :) ); ho cambiato l'olio alla macchina (uhm, non di persona...); ho fatto spesa per casa; e ho fatto spesa per il gruppo di logica--comprando il materiale per il rinfresco (e' un lavoro che facciamo a turno); ho incontrato la professoressa per cui insegno per discutere della fine del corso; ho preparato il rinfresco per il gruppo di Logica. E alla fine di tutto questo ho mangiato qualcosa nel rinfresco. Tutto questo ha occupato la porzione della giornata fra le 10:00 e le 18:00.
Sara' strano, ma alla fine della giornata mi sono sentito completamente realizzato.
Quasi volevo farmi un regalo.
Questa sensazione, a pensarci bene, e' un po' paradossale, perche', piu' sinteticamente, si puo' dire che nella giornata appena descritta non ho fatto nulla. Zero.
Come si spiega questo stato d'animo?
La chiave, credo, e' il contrasto fra il mio obiettivo a lungo (ormai medio...) termine (scrivere una tesi di dottorato) e la sequenza di piccoli traguardi. La tesi di dottorato, e' un progetto enorme, che e' difficile da frammentare in piccoli progetti. Ti senti sempre come se non ci fosse alcun progresso (sebbene, a ben vedere, di progressi ve ne siano molti). Svolgere commissioni, invece,e' una specie di droga che ti ricorda quanto sia piacevole raggiungere un obiettivo.
Monday, November 26, 2007
Pounded.

Domenica ero (con Angeline) da Barney's, un negozio di vestiti chic che ha aperto questo autunno a San Francisco. Si tratta di un negozio molto grande--cinque piani--ma sufficientemente snob da evitare l'anti-estetica scala mobile. Al contrario i cinque piani sono connessi da ampie scale, collocate in modo strategico per farti attraversare il piu' possibile del negozio. Per i pigri, c'e' l'ascensore.
A salire, io e Angeline abbiamo fatto le scale. A scendere, per evitare di dover attraversare ogni piano, abbiamo optato per l'ascensore. Chiamo l'ascensore. Si apre la porta. Vedo un tizio altissimo, e penso subito "giocatore di basket". Guardo alla mia altezza, ci sono altre due persone vicino a lui e una ha un volto familiare. Ci penso una frazione di secondo e poi faccio 2+2: Steve Nash (il tizio nella foto).
Sarebbe scorretto dire che Steve Nash e' un mio eroe, perche' non e' che segua le sue gesta con particolare attenzione. Ma e' un giocatore fortissimo (3 volte MVP), e ogni volta che senti parlare di lui (fuori dal campo) e' per qualcosa che suscita ammirazione.
Mentre alcuni di questi pensieri mi scorrevano in testa, loro sono usciti dall'ascensore ed Angeline ed io vi siamo entrati. Non faccio in tempo a fare una battuta che la porta dell'ascensore si chiude.
Steve Nash e i Phoenix Suns erano in citta' per affrontare i Warriors, e i Warriors hanno stravinto. Ale'.
Saturday, November 24, 2007
Barbados-Grenada
Sto facendo, per puro divertimento, una ricerca personale sulle teorie "scientifiche" sul Calcio, e, per caso, mi sono imbattuto (su internet) in un aneddoto fenomenale.
Anni '90. Barbados e Grenada si affrontano in una partita che vale la qualificazione alla fase successiva di una Coppa-Caraibica-Senza-Alcuna-Importanza (CCSAI).
La CCSAI ha una regola particolare: i gol fatti nei tempi supplementari valgono doppio ai fini della differenza reti.
C'e' un'altra regola particolare. Ogni partita deve finire con la vittoria di una delle due squadre (si', la CCSAI ha delle regole del cavolo). In caso di pareggio, si va ai tempi supplementari.
Barbados ha bisogno di vincere di due gol per avanzare. Se vince di un gol, o se perde, passa Granada. Se pareggiano, supplementari.
Siamo nel secondo tempo. Barbados in vantaggio 2-0. Grenada segna il gol del 2-1. A questo punto Barbados lancia un'offensiva senza quartiere, ma invano.
Ma, avrete capito, poco prima del novantesimo minuto, Barbados segna un autogol intenzionale. 2-2. La prospettiva dei supplementari significa per Barbados tempo prezioso per segnare il gol "singolo".
A questo punto succede l'assurdo. Grenada passa il turno (i) se vince 3-2 oppure (ii) se perde 3-2. Con il 2-2 si va ai supplementari. E' cosi' che (per i minuti finali del tempo regolamentare) i giocatori di Granada giocano cercando di segnare nell'una porta o nell'altra. Mentre Barbados difende *entrambe* le porte.
Alla fine, sono andati ai supplementari e Barbados si e' qualificata con un gol singolo (che valeva doppio :) ).
O_O
Anni '90. Barbados e Grenada si affrontano in una partita che vale la qualificazione alla fase successiva di una Coppa-Caraibica-Senza-Alcuna-Importanza (CCSAI).
La CCSAI ha una regola particolare: i gol fatti nei tempi supplementari valgono doppio ai fini della differenza reti.
C'e' un'altra regola particolare. Ogni partita deve finire con la vittoria di una delle due squadre (si', la CCSAI ha delle regole del cavolo). In caso di pareggio, si va ai tempi supplementari.
Barbados ha bisogno di vincere di due gol per avanzare. Se vince di un gol, o se perde, passa Granada. Se pareggiano, supplementari.
Siamo nel secondo tempo. Barbados in vantaggio 2-0. Grenada segna il gol del 2-1. A questo punto Barbados lancia un'offensiva senza quartiere, ma invano.
Ma, avrete capito, poco prima del novantesimo minuto, Barbados segna un autogol intenzionale. 2-2. La prospettiva dei supplementari significa per Barbados tempo prezioso per segnare il gol "singolo".
A questo punto succede l'assurdo. Grenada passa il turno (i) se vince 3-2 oppure (ii) se perde 3-2. Con il 2-2 si va ai supplementari. E' cosi' che (per i minuti finali del tempo regolamentare) i giocatori di Granada giocano cercando di segnare nell'una porta o nell'altra. Mentre Barbados difende *entrambe* le porte.
Alla fine, sono andati ai supplementari e Barbados si e' qualificata con un gol singolo (che valeva doppio :) ).
O_O
Friday, November 23, 2007
L'antiringraziamento.
Il giorno del ringraziamento , di solito, lo si passa con le famiglie. Ma la mia e' a Roma (per caso si festeggiava anche a casa mia--il compleanno di mio fratello). Quella di Angeline a San Diego, e quest'anno non ce l'abbiamo fatta a raccogliere energie sufficienti a motivare il viaggio.
Abbiamo ricevuto due inviti per passare il thanksgiving in compagnia, ma, senza una ragione particolare, mi sono convinto di poter organizzare un party migliore.
Alla fine Martedi' mi sono reso conto di avere concepito una cena un po' stravagante (ma interessante), ma anche di essermi dimenticato di invitare gli ospiti. Gli unici amici che sapevo essere non impegnati sono vegetariani (li ho invitati per il dessert, ma il pasto era intensamente carnivoro).
Alla fine, ho semplicemente convinto Angeline ad organizzare un thanksgiving a due.
La cena, dicevo, e' stata un po' stravagante. Invece che Tacchino, abbiamo fatto un arrosto di Maiale (che e' meglio), condito da patate al gratin e dessert. (Non abbiamo fatto altro, che' altrimenti in due si rischiava di avere avanzi sufficienti fino a Natale).
Nel complesso, un thanksgiving anomalo ma di successo.
Abbiamo ricevuto due inviti per passare il thanksgiving in compagnia, ma, senza una ragione particolare, mi sono convinto di poter organizzare un party migliore.
Alla fine Martedi' mi sono reso conto di avere concepito una cena un po' stravagante (ma interessante), ma anche di essermi dimenticato di invitare gli ospiti. Gli unici amici che sapevo essere non impegnati sono vegetariani (li ho invitati per il dessert, ma il pasto era intensamente carnivoro).
Alla fine, ho semplicemente convinto Angeline ad organizzare un thanksgiving a due.
La cena, dicevo, e' stata un po' stravagante. Invece che Tacchino, abbiamo fatto un arrosto di Maiale (che e' meglio), condito da patate al gratin e dessert. (Non abbiamo fatto altro, che' altrimenti in due si rischiava di avere avanzi sufficienti fino a Natale).
Nel complesso, un thanksgiving anomalo ma di successo.
Monday, November 12, 2007
Contraddizioni.
Qualche tempo fa, nonsisamai ha scritto un post molto carino su alcune differenze fra noi e gli americani--cosi' carino che se ve lo racconto ve lo andate a leggere e abbandonate questo post alla riga 3.
Con lo stesso spirito, voglio raccontarvi delle nuove lampadine: compact fluorescent light bulbs. (wikipedia)
Apparentemente, queste lampadine fluorescenti risparmiano molta energia. Molta energia. Fatto sta che, di questi tempi, alle lampadine fluorescenti si fa una pubblicita' estenuante. In televisione c'e' una pubblicita' che spiega che sono piu' affidabili e piu' ecologiche delle lampadine vecchio stampo. Alla radio una pubblicita' che dice che se ogni americano monta una lampadina ecologica, il risparmio energetico equivale all'eliminazione di un gozziliardo di automobili. Infine, la Pacific Gas & Electric (la compagnia privata che ha il monopolio dell'elettricita' nella Bay Area) fa offerte come questa: dieci lampadine al prezzo di 1.50$. In altre parole, 15c alla lampadina. Il tutto in nome del risparmio energetico.
Ora, a me sta bene, e dell'offertona 1.50$ x 10 lampadine ho immediatamente tratto vantaggio. Ma c'e' una contraddizione bizzarra fra lo spingere una nuova lampadina da una parte, e il pazzesco consumo di energia per cui gli Americani sono famosi. Non ho visto una singola pubblicita' che sottolinei che l'acquisto di SUV e', per molti, una scelta irresponsabile, oppure che una sola famiglia non ha bisogno di due frigoriferi, e via dicendo...
Non e' che io sia chissa' che ambientalista. Ma c'e' qualcosa, in tutto questo, che mi sembra incoerente.
Con lo stesso spirito, voglio raccontarvi delle nuove lampadine: compact fluorescent light bulbs. (wikipedia)
Apparentemente, queste lampadine fluorescenti risparmiano molta energia. Molta energia. Fatto sta che, di questi tempi, alle lampadine fluorescenti si fa una pubblicita' estenuante. In televisione c'e' una pubblicita' che spiega che sono piu' affidabili e piu' ecologiche delle lampadine vecchio stampo. Alla radio una pubblicita' che dice che se ogni americano monta una lampadina ecologica, il risparmio energetico equivale all'eliminazione di un gozziliardo di automobili. Infine, la Pacific Gas & Electric (la compagnia privata che ha il monopolio dell'elettricita' nella Bay Area) fa offerte come questa: dieci lampadine al prezzo di 1.50$. In altre parole, 15c alla lampadina. Il tutto in nome del risparmio energetico.
Ora, a me sta bene, e dell'offertona 1.50$ x 10 lampadine ho immediatamente tratto vantaggio. Ma c'e' una contraddizione bizzarra fra lo spingere una nuova lampadina da una parte, e il pazzesco consumo di energia per cui gli Americani sono famosi. Non ho visto una singola pubblicita' che sottolinei che l'acquisto di SUV e', per molti, una scelta irresponsabile, oppure che una sola famiglia non ha bisogno di due frigoriferi, e via dicendo...
Non e' che io sia chissa' che ambientalista. Ma c'e' qualcosa, in tutto questo, che mi sembra incoerente.
Insonnia
Se volete un consiglio su come diventare insonni, la risposta e' fate sport al di sopra delle vostre possibilita'.
Non essendo riuscito a iscrivere la mia squadra al torneo di Berkeley, questo semestre gioco a calcio con della gente che ho conosciuto per caso.
Giochiamo Sabato E Domenica, per circa 2:15-2:30. I miei partner calcistici sono, fra le altre cose, fra i migliori giocatori che ho trovato qui (almeno, i migliori fra quelli che non appartengono completamente a un'altra categoria).
Oggi, galvanizzato da una delle mie migliori prestazioni, ho giocato fino a che avevo fiato.
Risultato: sono le 2:30 di notte e sono in completo trip da acido lattico.
Non essendo riuscito a iscrivere la mia squadra al torneo di Berkeley, questo semestre gioco a calcio con della gente che ho conosciuto per caso.
Giochiamo Sabato E Domenica, per circa 2:15-2:30. I miei partner calcistici sono, fra le altre cose, fra i migliori giocatori che ho trovato qui (almeno, i migliori fra quelli che non appartengono completamente a un'altra categoria).
Oggi, galvanizzato da una delle mie migliori prestazioni, ho giocato fino a che avevo fiato.
Risultato: sono le 2:30 di notte e sono in completo trip da acido lattico.
Sunday, November 11, 2007
Opera.
Nelle ultime settimane sono stato due volte all'opera. Fa' sempre piacere andare in un posto di SF dove per lo piu' ci si veste bene.
Tre settimane fa ho visto "Appomattox", un'opera di Philip Glass sulla Guerra Civile Americana. L'opera traccia la storia delle ultime settimane della Guerra Civile, dal punto di vista dei due generali. La musica e' decisamente noiosa (le opere di Philip Glass, mi dicono, sono tutte cosi': evoluzioni di accordi ripetuti con un ritmo estremamente banale), ma l'allestimento e' sensazionale, e mi e' piaciuto molto l'aspetto drammatico/patetico della vicenda.
Mercoledi' scorso, invece, ho visto "La Rondine" di Puccini. Anche qua ho trovato la musica un po' noiosa--chiaramente sotto ai classici di Puccini tipo La Boheme, Manon Lescaut e Tosca. Ma la musica aveva un ruolo un po' marginale: mercoledi' sera e' stato il debutto alla SF Opera del soprano Angela Georghiou, che e' una superstar di fama mondiale. La sensazione di essere all'opera per vedere la Grande Cantante Venuta da Fuori, sa un po' di altri tempi.
Mi sembra improvvisamente di essere uno di quei personaggi di contorno in Anna Karenina. Svolgono con diligenza e acume i loro doveri pubblici, fanno un salto in casa della _______ska per sentire le ultime novita', e poi vanno all'opera--dove pero', di rigore, restano solo per il primo atto. (Io l'opera l'ho vista tutta :) )
La grande novita' e' che ho affittato il binocolo. Dalla posizione in cui sono i miei posti, e' praticamente necessario.
Comunque questo Mercoledi' vado con Angeline (dopo due volte che sono andato senza "date"). Almeno
(i) posso giustificare a me stesso il fatto che mi vesto bene (mi sa che Mercoledi' si va di cravatta)...
(ii) posso divertirmi a farle cambiare vestito fino a che non siamo stanchi...
Tre settimane fa ho visto "Appomattox", un'opera di Philip Glass sulla Guerra Civile Americana. L'opera traccia la storia delle ultime settimane della Guerra Civile, dal punto di vista dei due generali. La musica e' decisamente noiosa (le opere di Philip Glass, mi dicono, sono tutte cosi': evoluzioni di accordi ripetuti con un ritmo estremamente banale), ma l'allestimento e' sensazionale, e mi e' piaciuto molto l'aspetto drammatico/patetico della vicenda.
Mercoledi' scorso, invece, ho visto "La Rondine" di Puccini. Anche qua ho trovato la musica un po' noiosa--chiaramente sotto ai classici di Puccini tipo La Boheme, Manon Lescaut e Tosca. Ma la musica aveva un ruolo un po' marginale: mercoledi' sera e' stato il debutto alla SF Opera del soprano Angela Georghiou, che e' una superstar di fama mondiale. La sensazione di essere all'opera per vedere la Grande Cantante Venuta da Fuori, sa un po' di altri tempi.
Mi sembra improvvisamente di essere uno di quei personaggi di contorno in Anna Karenina. Svolgono con diligenza e acume i loro doveri pubblici, fanno un salto in casa della _______ska per sentire le ultime novita', e poi vanno all'opera--dove pero', di rigore, restano solo per il primo atto. (Io l'opera l'ho vista tutta :) )
La grande novita' e' che ho affittato il binocolo. Dalla posizione in cui sono i miei posti, e' praticamente necessario.
Comunque questo Mercoledi' vado con Angeline (dopo due volte che sono andato senza "date"). Almeno
(i) posso giustificare a me stesso il fatto che mi vesto bene (mi sa che Mercoledi' si va di cravatta)...
(ii) posso divertirmi a farle cambiare vestito fino a che non siamo stanchi...
Monday, November 05, 2007
La Ricerca della Felicita'
[...] purtroppo devo cancellare questo post, per un po'. Il post non era molto anonimo. Non so perche', ma immaginavo che la barriera linguistica fosse sufficiente a isolare Wayward dal mio mondo professionale. Non e' cosi'. Dovro' stare piu' attento!
Tuttavia, nei commenti apparivano due nomi che mi ha fatto molto piacere vedere. Jan e Davide (di ritorno dopo mesi d'assenza). Benvenuto a Jan, e bentornato a Davide.
Grazie anche agli altri, e scusate il casino!
Tuttavia, nei commenti apparivano due nomi che mi ha fatto molto piacere vedere. Jan e Davide (di ritorno dopo mesi d'assenza). Benvenuto a Jan, e bentornato a Davide.
Grazie anche agli altri, e scusate il casino!
Wednesday, October 31, 2007
Rubik
Maledetto daltonismo. Stavo cercando di imparare a risolvere il Cubo Rubik. Purtroppo, nonostante qualche progresso, devo arenarmi perche', nel sito che uso, non riesco a distinguere l'arancione dal verde.
Monday, October 29, 2007
La mia stupefacente moralita'.
Foto dal Berkeley Bowl. Ci siamo stati questo sabato e dev'essere la stagione delle mele perche' ne avevano circa 50 tipi diversi. Quello che ho ripreso nella foto e' uno dei vari banchi che contenevano mele!__________________________________
Da ieri, una coppia di miei amici, chiamiamoli J & K, non e' piu' tale (i.e. si sono lasciati). Per via di un'intricata catena di eventi sono venuto a saperlo quasi subito. Purtroppo, non credo di poterlo raccontare a nessuno. Cosi' stamattina Josh & Aparna, i miei vicini di casa/colleghi (nonche' anch'essi amici di J e K), sono venuti a casa mia a vedere Liverpool - Arsenal (1-1). E io per i maledetti novanta minuti piu' quindici d'intervallo ho stoicamente preservato il segreto altrui. Phew, ho bisogno di qualche complimento.
Cambiando storia, ma non argomento. Qualche settimana fa, uscendo dal nostro intricatissimo parcheggio, ho fatto un piccolo graffio ad una delle macchine vicine. Un graffio tanto piccolo che lo si vede solo da vicino. La proprietaria non l'avrebbe neanche notato. Eppure in preda al senso di colpa, e incazzato come una biscia con me stesso, lasciai un biglietto. "Scusa, ho graffiato il tuo sportello posteriore, blah blah blah, Questo e' il mio cell. chiamami se decidi di sistemarlo cosi' che possa rimborsarti". Avrei voluto aggiungere: "Certo non e' che sia proprio felice di pagare 200$ (o piu') per sistemare un graffietto, quindi, se puoi evitare...", ma la decenza mi ha trattenuto. Per arrivare al succo, la proprietaria non mi ha neanche chiamato (concordando, in effetti, con l'osservazione che avrei voluto aggiungere e non ho aggiunto). Good Karma. Per me che mi son tolto il peso dalla coscienza, per lei che non mi ha separato dagli adorati verdoni (come li chiamava Zio Paperone) senza valida ragione. Pero' il Karma positivo (o qualunque sia il suo equivalente materialistico) non puo' fermarsi qui. Con Angeline, abbiamo deciso di donare una parte dei soldi che avremmo speso ad una qualche organizzazione. La domanda, per voi, e' : quale?
Wednesday, October 24, 2007
Altre bizzarrie.
DISCLAIMER: Nessuno del mio circolo di amici Italiani si e' sposato, quindi non so se questa e' una peculiarita' americana o una cosa che ha preso piede anche in Europa.
L'usanza di tirare il riso agli sposi non e' piu' tale, almeno in america. Si e' scoperto (?... forse lo si e' sempre saputo e se ne e' presa coscienza solo ora) che il riso crudo (...forse in combinazione con l'acqua) e' letale per piccioni e colombe (e ora: la potenziale morte di piccioni e colombe non mi scuote affatto, ma vederli morti per strada non e' proprio un piacere!).
Ho sentito che alcuni al posto del riso tirano il mangime per uccelli. aaaaargh! Ecco un caso in cui una mentalita' PC fa danni!
L'usanza di tirare il riso agli sposi non e' piu' tale, almeno in america. Si e' scoperto (?... forse lo si e' sempre saputo e se ne e' presa coscienza solo ora) che il riso crudo (...forse in combinazione con l'acqua) e' letale per piccioni e colombe (e ora: la potenziale morte di piccioni e colombe non mi scuote affatto, ma vederli morti per strada non e' proprio un piacere!).
Ho sentito che alcuni al posto del riso tirano il mangime per uccelli. aaaaargh! Ecco un caso in cui una mentalita' PC fa danni!
Monday, October 22, 2007
Vabbe'...
vi racconto un po' di cose senza senso chessenno' il post qua sotto si ammuffisce. In ordine sparso.
CALCIO 1: negli ultimi 8 giorni ho giocato tre partite, e mi sono fatto male in tre punti diversi. Le prime due sono state dovute alla troppa aggressivita'. Ma la terza, oggi, proprio non e' colpa mia.
MOVIE NIGHT: Sabato sera ho organizzato una "movie night" con proiezione (uhm...non "letteralmente" proiezione, ma DVD) di "Amarcord" di Fellini. Avevo invitato un gruppo piuttosto ristretto (5 persone). Comunque, successo clamoroso! A quanto pare, il Fellini "classico" piace ai miei amici. A seguire, abbiamo provato il nuovo Wine Bar del nostro quartiere--vino cosi' cosi', ambiente +++. Si ripetera' presto.
MOVIE NIGHT 2: Venerdi' sera, io e Angeline abbiamo visto Godfather III. Non me lo ricordavo, ma Sofia Coppola interpreta (male, per la verita') uno dei ruoli principali. La cosa che ricordavo correttamente, invece, e' una trama che neanche Tolstoji...
PASTA ALL'UOVO: adoro il Panificio Phoenix di Berkeley per due ragioni. (i) una mia ex-studente (che vende i loro prodotti al nostro mercato locale) mi ha fatto fare un figurone con i miei genitori :) (ii) il Panificio Phoenix fa una pasta all'uovo (fresca) eccezionale. Ne ho comprato un pacco e per poco non mangiavo tutta la pasta prima ancora di buttarla in pentola. Adoro la pasta fresca e devo imparare a farla da solo!
Ah, chiudo con una domanda. Devo comprare uno di quei binocoli per l'Opera. Se ne trovano a pacchi su internet, ma ne ho bisogno entro Mercoledi'. Qualcuno sa che tipo di negozi li vende? Il fotografo? Il farmacista? L'ottico?
CALCIO 1: negli ultimi 8 giorni ho giocato tre partite, e mi sono fatto male in tre punti diversi. Le prime due sono state dovute alla troppa aggressivita'. Ma la terza, oggi, proprio non e' colpa mia.
MOVIE NIGHT: Sabato sera ho organizzato una "movie night" con proiezione (uhm...non "letteralmente" proiezione, ma DVD) di "Amarcord" di Fellini. Avevo invitato un gruppo piuttosto ristretto (5 persone). Comunque, successo clamoroso! A quanto pare, il Fellini "classico" piace ai miei amici. A seguire, abbiamo provato il nuovo Wine Bar del nostro quartiere--vino cosi' cosi', ambiente +++. Si ripetera' presto.
MOVIE NIGHT 2: Venerdi' sera, io e Angeline abbiamo visto Godfather III. Non me lo ricordavo, ma Sofia Coppola interpreta (male, per la verita') uno dei ruoli principali. La cosa che ricordavo correttamente, invece, e' una trama che neanche Tolstoji...
PASTA ALL'UOVO: adoro il Panificio Phoenix di Berkeley per due ragioni. (i) una mia ex-studente (che vende i loro prodotti al nostro mercato locale) mi ha fatto fare un figurone con i miei genitori :) (ii) il Panificio Phoenix fa una pasta all'uovo (fresca) eccezionale. Ne ho comprato un pacco e per poco non mangiavo tutta la pasta prima ancora di buttarla in pentola. Adoro la pasta fresca e devo imparare a farla da solo!
Ah, chiudo con una domanda. Devo comprare uno di quei binocoli per l'Opera. Se ne trovano a pacchi su internet, ma ne ho bisogno entro Mercoledi'. Qualcuno sa che tipo di negozi li vende? Il fotografo? Il farmacista? L'ottico?
Wednesday, October 17, 2007
East Bay
Un paio di settimane fa ero a un party nella Mission a SF--un backyard party, zeppo di software engineers (che a SF sono ovunque) e filosofi (che fra i miei amici sono ovunque :) ). Comunque, Angeline ha intrapreso una conversazione con una ragazza (la chiameremo T) trasferitasi a SF da New York da circa 6 mesi.
T: "Dove abiti?"
A: "A Lake Merritt."
T: "E dov'e' ?"
A: "A Oakland."
T: (con una punta di sdegno) "Ah, ma vale la pena di andare nella East Bay?"
Il fatto che la tipa in questione si sia fatta 6 mesi a SF senza *mai* attraversare il ponte (da casa mia alla zona del party sono 13 miglia, circa 20 Km, ampiamente servite da trasporto pubblico) e' davvero bizarro.
View Larger Map
Anzi, mi ricorda un personaggio in Sex & the City che, in un appuntamento con Miranda, spiega, tutto fiero, di non aver mai lasciato Manhattan in vita sua (Miranda non la prende troppo bene...).
Ciononostante, la domanda di T. e' perfettamente legittima. Come il Canada, la East Bay ha un'identita' definita principalmente da cio' che non e'. Non e' San Francisco.
Eppure, a pensarci bene, una qualche risposta la si trova...
T: "Dove abiti?"
A: "A Lake Merritt."
T: "E dov'e' ?"
A: "A Oakland."
T: (con una punta di sdegno) "Ah, ma vale la pena di andare nella East Bay?"
Il fatto che la tipa in questione si sia fatta 6 mesi a SF senza *mai* attraversare il ponte (da casa mia alla zona del party sono 13 miglia, circa 20 Km, ampiamente servite da trasporto pubblico) e' davvero bizarro.
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Anzi, mi ricorda un personaggio in Sex & the City che, in un appuntamento con Miranda, spiega, tutto fiero, di non aver mai lasciato Manhattan in vita sua (Miranda non la prende troppo bene...).
Ciononostante, la domanda di T. e' perfettamente legittima. Come il Canada, la East Bay ha un'identita' definita principalmente da cio' che non e'. Non e' San Francisco.
Eppure, a pensarci bene, una qualche risposta la si trova...
Friday, October 12, 2007
Giornata Uggiosa
Venerdi' di pioggia che ho passato interamente a casa--ad occuparmi di varie cose meno che memorabili e ad ascoltare musica. Come tutti ormai sanno, i Radiohead hanno fatto un nuovo disco, "In Rainbows", per ora disponibile solo su MP3 a offerta libera.
Ebbene, appena finito di correggere i paper l'ho scaricato. Per ora, non ho vere e proprie opinioni sui pezzi, ma sono stato colpito da una sensazione nuova: il bisogno di nuovi eroi. Ho iniziato a seguire i Radiohead circa 13 anni fa. In questo intervallo, hanno presumbilmente raggiunto il loro apice creativo, e adesso fanno un po' l'effetto dei Cure o degli U2 negli anni '90--gruppi ancora in grado di fare gran pezzi, ma per lo piu' "past their prime".
E qui e' il punto: 10 anni fa, seguivo tutto cio' che era sulla cresta dell'onda, ed ero in grado di scegliere fra i vari gruppi "emergenti" (le virgolette sono dovute al fatto che in alcuni casi, si trattava di gruppi che avevano gia' contratti con major), e piu' o meno quei dischi (piu' qualche altro) mi sono portato dietro per il decennio seguente.
Adesso un po' per il poco tempo a disposizione, un po' per la mancanza di entusiasmo dovuta all'avvicinarsi dei 30 anni, non ho modo di scavare nella produzione contemporanea e scegliere dei nuovi "preferiti". Ma in un modo o nell'altro bisognera' riscrivere un nuovo canone personale che mi accompagni per la mia terza decade.
Per concludere con un vecchio eroe--ho scoperto che alcuni dei video di Marco Parente sono su Youtube: .
(Marco Parente fece un disco alla fine degli anni '90, "Testa Di' Cuore" che e' nella mia top 10 personale di tutti i tempi)
Ebbene, appena finito di correggere i paper l'ho scaricato. Per ora, non ho vere e proprie opinioni sui pezzi, ma sono stato colpito da una sensazione nuova: il bisogno di nuovi eroi. Ho iniziato a seguire i Radiohead circa 13 anni fa. In questo intervallo, hanno presumbilmente raggiunto il loro apice creativo, e adesso fanno un po' l'effetto dei Cure o degli U2 negli anni '90--gruppi ancora in grado di fare gran pezzi, ma per lo piu' "past their prime".
E qui e' il punto: 10 anni fa, seguivo tutto cio' che era sulla cresta dell'onda, ed ero in grado di scegliere fra i vari gruppi "emergenti" (le virgolette sono dovute al fatto che in alcuni casi, si trattava di gruppi che avevano gia' contratti con major), e piu' o meno quei dischi (piu' qualche altro) mi sono portato dietro per il decennio seguente.
Adesso un po' per il poco tempo a disposizione, un po' per la mancanza di entusiasmo dovuta all'avvicinarsi dei 30 anni, non ho modo di scavare nella produzione contemporanea e scegliere dei nuovi "preferiti". Ma in un modo o nell'altro bisognera' riscrivere un nuovo canone personale che mi accompagni per la mia terza decade.
Per concludere con un vecchio eroe--ho scoperto che alcuni dei video di Marco Parente sono su Youtube: .
(Marco Parente fece un disco alla fine degli anni '90, "Testa Di' Cuore" che e' nella mia top 10 personale di tutti i tempi)
Tuesday, October 09, 2007
Bastaaa Bastaaa Bastaaaa!!!!
L'unica cosa che non sopporto del mio ruolo da teaching assistant e'la correzione dei "paper". Quei due-tre giorni al mese che sono completamente buttati dietro al cercare di capire che cosa i miei studenti hanno (a loro volta) capito del materiale complesso e difficile che gli viene propinato a lezione.
Mi sa che il prossimo semestre faccio domanda per insegnare uno dei corsi piu' "matematici".
Mi sa che il prossimo semestre faccio domanda per insegnare uno dei corsi piu' "matematici".
Thursday, October 04, 2007
Nota di colore
Il caffe' americano lo avete presente piu' o meno tutti: acquosissimo, caldissimo e normalmente servito in porzioni enormi (quasi mezzo litro) in bicchieri di cartone. Il calore del caffe' rende il bicchiere bollente anche all'esterno. Generalmente, le caffetterie (non sono sicuro che questa parola esista, e il vocabolario, purtroppo, non e' a portata di mano...) offrono delle strisce di cartone un po' piu' spesse del bicchiere per proteggere le manine del cliente da un'altrimenti certa ustione.
Cafe' Milano (una delle caffetterie vicine al campus della UC Berkeley) ha ben pensato di vendere le striscette in questione come spazi pubblicitari. L'acquirente e' ... una marca di reggiseni. In sostanza, le due novita' del Fall 2007 sono : la gente in giro con l'iPhone e la gente in giro con foto di donne in reggiseno sul bicchiere di caffe'.
E visto che anch'io sto bevendo il caffe' del caffe' Milano in questo momento posso anche dirvi il nome della marca:
www.maidenform.com
Cafe' Milano (una delle caffetterie vicine al campus della UC Berkeley) ha ben pensato di vendere le striscette in questione come spazi pubblicitari. L'acquirente e' ... una marca di reggiseni. In sostanza, le due novita' del Fall 2007 sono : la gente in giro con l'iPhone e la gente in giro con foto di donne in reggiseno sul bicchiere di caffe'.
E visto che anch'io sto bevendo il caffe' del caffe' Milano in questo momento posso anche dirvi il nome della marca:
www.maidenform.com
Tuesday, October 02, 2007
Opera at the Ballpark
Per ora non ho avuto tempo di fare il giro dei cinema Art Deco.
In compenso, lo scorso week-end, ho avuto modo di vedere il sindaco playboy di San Francisco fare un'apparizione un po' imbarazzante. Angeline, Mike, Jessica ed io siamo andati ad un evento un po' bizarro. L'opera di San Francisco ha organizzato una proiezione gratuita e in diretta di "Sansone e Dalila" di Saint-Saens (la dieresi immaginatevela) allo stadio del Baseball.
Il background e' che da quest'anno i SF Giants hanno aggiunto un tocco di classe al loro gia' splendido stadio: un maxischermo ad alta definizione di circa 30 metri x 10 di dimensione. Finita (miseramente) la stagione del baseball, l'Opera e il Comune si sono dati da fare per usare lo stadio.
Un breve commento sull'evento: l'idea e' carina, ancorche' bizarra. Si sono presentate circa 15.000 persone--chi piu' interessato all'opera (il sottoscritto!!!) chi meno (i vari bambini che camminavano per il prato dello stadio). L'audio non era proprio perfetto, ma ho ricavato da questa cosa tre biglietti scontati (50%) per questa stagione, il che ovviamente fa molto piacere.
Comunque, tornando al sindaco playboy, lo hanno intervistato nei preliminari. Un po' pieno di se', e forse troppo preso dal tentativo di eccitare i presenti, sbraitava cose come: "E' la prima volta che l'opera viene portata allo stadio in diretta, e questo poteva succedere solo a San Francisco, dove la cultura si fonde con l'high tech." E vabbe', demagogico, ma ci posso stare.
Fra parentesi, la diretta dell'opera a fini promozionali non e' un'innovazione di San Francisco. In ambienti piu' piccoli e', direi, consueta. A quanto pare la fanno pure a Houston che quanto a raffinatezza non e' proprio il top (l'aeroporto si chiama "George Bush Intercontinental Airport" e contiene una graziosa statua di Bush padre). Addirittura in un cinema vicino casa mia fanno delle (quasi)dirette della Metropolitan Opera di New York. La novita' "San Franciscana" e' la vastita' dell'evento.
Insomma a concludere la tirata demagogica il sindaco ha raggelato i 15000: "Beccati questa New York, beccati questa Chicago, l'Opera allo Stadio voi non ce l'avete...". Ma, dico, ma che credi che ho tre anni? Eppoi, sei il Sindaco, cavolo, un po' di contegno.
P.S. Ho scoperto che l'opera di San Francisco e' stata fondata da un Italiano, Gaetano Merola (da Napoli). Ale'.
In compenso, lo scorso week-end, ho avuto modo di vedere il sindaco playboy di San Francisco fare un'apparizione un po' imbarazzante. Angeline, Mike, Jessica ed io siamo andati ad un evento un po' bizarro. L'opera di San Francisco ha organizzato una proiezione gratuita e in diretta di "Sansone e Dalila" di Saint-Saens (la dieresi immaginatevela) allo stadio del Baseball.
Il background e' che da quest'anno i SF Giants hanno aggiunto un tocco di classe al loro gia' splendido stadio: un maxischermo ad alta definizione di circa 30 metri x 10 di dimensione. Finita (miseramente) la stagione del baseball, l'Opera e il Comune si sono dati da fare per usare lo stadio.
Un breve commento sull'evento: l'idea e' carina, ancorche' bizarra. Si sono presentate circa 15.000 persone--chi piu' interessato all'opera (il sottoscritto!!!) chi meno (i vari bambini che camminavano per il prato dello stadio). L'audio non era proprio perfetto, ma ho ricavato da questa cosa tre biglietti scontati (50%) per questa stagione, il che ovviamente fa molto piacere.
Comunque, tornando al sindaco playboy, lo hanno intervistato nei preliminari. Un po' pieno di se', e forse troppo preso dal tentativo di eccitare i presenti, sbraitava cose come: "E' la prima volta che l'opera viene portata allo stadio in diretta, e questo poteva succedere solo a San Francisco, dove la cultura si fonde con l'high tech." E vabbe', demagogico, ma ci posso stare.
Fra parentesi, la diretta dell'opera a fini promozionali non e' un'innovazione di San Francisco. In ambienti piu' piccoli e', direi, consueta. A quanto pare la fanno pure a Houston che quanto a raffinatezza non e' proprio il top (l'aeroporto si chiama "George Bush Intercontinental Airport" e contiene una graziosa statua di Bush padre). Addirittura in un cinema vicino casa mia fanno delle (quasi)dirette della Metropolitan Opera di New York. La novita' "San Franciscana" e' la vastita' dell'evento.
Insomma a concludere la tirata demagogica il sindaco ha raggelato i 15000: "Beccati questa New York, beccati questa Chicago, l'Opera allo Stadio voi non ce l'avete...". Ma, dico, ma che credi che ho tre anni? Eppoi, sei il Sindaco, cavolo, un po' di contegno.
P.S. Ho scoperto che l'opera di San Francisco e' stata fondata da un Italiano, Gaetano Merola (da Napoli). Ale'.
Thursday, September 27, 2007
The War
Se dovessi scegliere a scatola chiusa fra un documentario sulla seconda guerra mondiale, una gara di Formula 1, o il tagliarmi le vene, penso sceglierei la terza.
E' con questo spirito che ho guardato alcuni episodi di "The War"--un mega-documentario sulla Seconda Guerra Mondiale che viene programmato in questi giorni dalla televisione pubblica americana (PBS: Public Broadcasting System, l'unico canale non a pagamento che non ha pubblicita').
Contrariamente alle mie aspettative, "The War" spacca.
Sara' che sono vittima della propaganda (discreta ma capillare) che gli viene fatta, ma si tratta di un lavoro eccezionale. Ci sono alcune ragioni "morali" per apprezzarlo--in particolare il lavoro non esprime l'irritante nazionalismo Yankee. Aldila' di queste, sto cercando di guardarlo il piu' possibile per via dell'originalita' della narrativa e delle immagini.
Comunque il film mi ha fatto pensare che c'e' un aspetto degli USA che potrebbe essere poco noto ad alcuni dei lettori meno familiari con la cultura Americana. Molte citta' americane contengono uno o piu' cinema in stile Art Deco. Sono gli stessi cinema in cui, all'epoca della guerra, facevano vedere i notiziari e sono bellissimi, sia all'interno che fuori. Ho deciso comunque che, nei prossimi giorni, faro' un piccolo "blitz fotografico" per trasmetterne l'estetica in modo un po' piu' vivido.
E' con questo spirito che ho guardato alcuni episodi di "The War"--un mega-documentario sulla Seconda Guerra Mondiale che viene programmato in questi giorni dalla televisione pubblica americana (PBS: Public Broadcasting System, l'unico canale non a pagamento che non ha pubblicita').
Contrariamente alle mie aspettative, "The War" spacca.
Sara' che sono vittima della propaganda (discreta ma capillare) che gli viene fatta, ma si tratta di un lavoro eccezionale. Ci sono alcune ragioni "morali" per apprezzarlo--in particolare il lavoro non esprime l'irritante nazionalismo Yankee. Aldila' di queste, sto cercando di guardarlo il piu' possibile per via dell'originalita' della narrativa e delle immagini.
Comunque il film mi ha fatto pensare che c'e' un aspetto degli USA che potrebbe essere poco noto ad alcuni dei lettori meno familiari con la cultura Americana. Molte citta' americane contengono uno o piu' cinema in stile Art Deco. Sono gli stessi cinema in cui, all'epoca della guerra, facevano vedere i notiziari e sono bellissimi, sia all'interno che fuori. Ho deciso comunque che, nei prossimi giorni, faro' un piccolo "blitz fotografico" per trasmetterne l'estetica in modo un po' piu' vivido.
Monday, September 24, 2007
L'idea del Secolo
Non so se questa cosa e' arrivata in Italia, ma c'e' una parlamentare tedesca che difende una posizione stravagante ma interessante: l'idea e' di considerare i matrimoni come un contratto a termine (La durata che lei suggerisce sono sette anni). Il contratto ovviamente e' rinnovabile, con il consenso dei partner:
L'articolo da yahoo-news.
La tipa in questione (il suo nome e' Gabriele Pauli) viene descritta dall'articolo come una "flame hair motorcyclist" (una motociclista dai capelli rossi). Nonostante tutto, Ms Pauli e' membro di una sezione del partito Cristiano-Democratico Tedesco--che (sorpresa, sorpresa!) non e' stato troppo contento dell'esternazione.
Secondo alcuni, l'idea stessa di un matrimonio a termine e' contradditoria, e quindi da respingere. Tuttavia, secondo me, questo e' il tipo di argomentazione sbagliata.
Non voglio dire (a dispetto del titolo) che l'idea di Ms. Pauli vada necessariamente implementata. Ma che la base su cui questo tipo di decisioni andrebbero prese e' molto piu' "empirica" di quanto i media non lasciano supporre. Un ragionamento a-prioristico sul contenuto del termine "matrimonio" secondo me ha valure nullo. Ad esempio, vorrei avere uno studio dei possibili effetti psicologici connessi a questo tipo di cambiamento della struttura del contratto, uno studio sui possibili vantaggi e svantaggi pratici della cosa se implementata su scala nazionale, etc.. Ammetto che e' una concezione un po' stile "consulting society" della politica (e forse per questo non regge) pero' mi sembra avere il vantaggio di essere compatibile con quasi tutti i punti di vista e permettere, entro certi limiti un po' di discussione...
L'articolo da yahoo-news.
La tipa in questione (il suo nome e' Gabriele Pauli) viene descritta dall'articolo come una "flame hair motorcyclist" (una motociclista dai capelli rossi). Nonostante tutto, Ms Pauli e' membro di una sezione del partito Cristiano-Democratico Tedesco--che (sorpresa, sorpresa!) non e' stato troppo contento dell'esternazione.
Secondo alcuni, l'idea stessa di un matrimonio a termine e' contradditoria, e quindi da respingere. Tuttavia, secondo me, questo e' il tipo di argomentazione sbagliata.
Non voglio dire (a dispetto del titolo) che l'idea di Ms. Pauli vada necessariamente implementata. Ma che la base su cui questo tipo di decisioni andrebbero prese e' molto piu' "empirica" di quanto i media non lasciano supporre. Un ragionamento a-prioristico sul contenuto del termine "matrimonio" secondo me ha valure nullo. Ad esempio, vorrei avere uno studio dei possibili effetti psicologici connessi a questo tipo di cambiamento della struttura del contratto, uno studio sui possibili vantaggi e svantaggi pratici della cosa se implementata su scala nazionale, etc.. Ammetto che e' una concezione un po' stile "consulting society" della politica (e forse per questo non regge) pero' mi sembra avere il vantaggio di essere compatibile con quasi tutti i punti di vista e permettere, entro certi limiti un po' di discussione...
Thursday, September 20, 2007
La Stupidita' (... la mia)
Sarebbe bello se i denti fossero come la pelle, nel senso che mi piacerebbe se ricrescessero da se' quando vengono sfregiati. Invece se ne restano cosi', a ricordarmi per sempre la mia stupidita'.
Per qualche ragione, per giunta, le piccole (e difficili da vedere) schegge sui miei denti sono sempre accompagnate da storie poco memorabili. L'ultima stasera, mentre cenavo in piena tranquillita' ho morso la forchetta. Bum. Partiti due minuscoli pezzetti di incisivo. La cosa, per tranquillizzare la Mamma, non ha effetti visibili se non da *vicinissimo*, pero' mi irrita incredibilmente, specie perche' ci vuole sempre un po' prima che queste schegge vengano limate, e perche' sono stato dal dentista giusto ieri!
La cosa mi ricorda che l'ultima volta che ho scheggiato l'incisivo e' stata ancora piu' stupida. Scendendo dalla piramide di Teotihuacan in Messico ho fatto un passo sbagliato e, per un ignoto meccanismo, i miei incisivi superiori si sono scontrati con gli inferiori scheggiandosi leggermente. Ma dico qual e' la probabilita'?
Per qualche ragione, per giunta, le piccole (e difficili da vedere) schegge sui miei denti sono sempre accompagnate da storie poco memorabili. L'ultima stasera, mentre cenavo in piena tranquillita' ho morso la forchetta. Bum. Partiti due minuscoli pezzetti di incisivo. La cosa, per tranquillizzare la Mamma, non ha effetti visibili se non da *vicinissimo*, pero' mi irrita incredibilmente, specie perche' ci vuole sempre un po' prima che queste schegge vengano limate, e perche' sono stato dal dentista giusto ieri!
La cosa mi ricorda che l'ultima volta che ho scheggiato l'incisivo e' stata ancora piu' stupida. Scendendo dalla piramide di Teotihuacan in Messico ho fatto un passo sbagliato e, per un ignoto meccanismo, i miei incisivi superiori si sono scontrati con gli inferiori scheggiandosi leggermente. Ma dico qual e' la probabilita'?
Monday, September 17, 2007
Checcarini...
* Mia madre mi ha inviato questa foto davvero bella, dall'ultimo giorno della loro permanenza qui. Sullo sfondo il Bay Bridge, e ovviamente loro in primo piano. La foto e' stata scattata dallo stadio del Baseball.
Notare che sia io (nella foto a fianco) che mio padre abbiamo degli evidenti problemi di collocazione della mano destra.
* Ho fatto due importanti passi avanti nella Italianizzazione della mia vita (dopo quattro anni di dottorato, cinque negli USA contando quello da undergrad!). Il Berkeley Bowl--che e' il supermercato indipendente di Berkeley--ha fatto un'offerta sensazionale sul prosciutto di Parma. 8 dollari al pound (circa 15 euro al kilo!). Considerato che il prezzo standard del Parma d'importazione Italiana qui si aggira sui 23 $ al pound, l'offerta andava assolutamente sfruttata. Insomma, ho comprato mezzo chilo di parma, ed e' pure buono.
Secondo, oggi ho acceso la TV alle cinque (per segnalare a me stesso la fine della mia giornata lavorativa). Dalle cinque alle cinque e mezza, Fox Soccer Channel mi ha fatto un riassunto della serie A, alle cinque e mezza ho trovato un canale locale che fa una replica del TG1 della sera. Angeline, appena tornata dall'universita', si e' fatta una dose di Italianita'. In sequenza: Beppe Grillo, vaffa, l'ICI, il testamento di Pavarotti, "la Camorra non Esiste".
* C'e' un lettore, forse solo occasionale, del blog a cui il titolo di questo post dovrebbe ricordare un periodo assolutamente elettrico della nostra vita. Un saluto speciale a lui.
Rara Istanza di Maturita'
Ero convinto, dopo i massicci tagli ai prezzi, che dopo i miei desideri piu' elementari (salute per tutti, successo per tutti, scudetto per la Juve) venisse un desiderio per l'iPhone o almeno per il nuovo iTouch. Tuttavia, sono arrivato alla conclusione che mi sbagliavo. Certo e' un giocattolo sensazionale e incredibilmente futuristico, ma, appunto, solo un giocattolo. Un giorno me lo comprero', l'iPhone, ma sara' i) a un prezzo piu' basso degli attuali 399$ oppure ii) in una versione che abbia un qualche uso professionale (chesso' un software per scrivere).
Insomma. Dopo i Desideri Elementari ho deciso che viene questa
Insomma. Dopo i Desideri Elementari ho deciso che viene questa
Socializzazione
Quando sei a scuola, cercano sempre di trasmetterti valori (di qualche tipo) con mezzi assolutamente bizzarri. Apprendo, tramite il solito New Yorker, che la New York University (NYU) ha dato il suo contributo a questa galleria di orrori organizzando un seminario per i propri studenti del primo anno ( i "freshmen") dedicato all'interazione sociale in prima persona.
L'idea non suona neanche pessima, ma la premessa e' che, secondo loro, per gli studenti del primo anno di NYU "fare amicizia" significa cliccare il bottone "Add Friends" di Facebook. Il seminario (o almeno cosi' sembra, leggendo il New Yorker) e' investito dalla missione di sradicare l'ossessione Facebook, o almeno far capire che vi sono altre modalita' d'interazione sociale--per esempio, sorridere e presentarsi o intrattenere brevi conversazioni.
Data la mia esperienza di contatto con gli undergraduates a UC Berkeley mi sembra che:
i) la premessa del seminario sia completamente ridicola. E' vero che tutti gli undergraduates sono su facebook, ma, fatta eccezione per il "weirdo" di turno, non vedo questa gran differenza.
ii) ma anche concedendo questa premessa, ma davvero quelli di NYU pensano di poter *insegnare* la socievolezza ?
In realta', questa e' una sfaccettatura negativa di un aspetto dell'universita' Americana che trovo assolutamente positivo. A UC Berkeley provano a insegnare di tutto. Ci sono gozziliardi di seminari su come scrivere una presentazione, come insegnare, come reagire allo choc culturale, e via dicendo. Non tutti sono all'altezza, ma apprezzo il tentativo, e ogni tanto me ne torno al lavoro avendo effettivamente imparato qualcosa di nuovo.
Speriamo che facciano il seminario per smettere di mangiarsi le unghie.
Cambiando argomento: come avrete notato negli ultimi giorni sto giocando un po' con il template del blog. Anche perche' google ha reso l'interfaccia piu' flessibile e interessante. Comunque in fondo alla lista dei link ci sono alcuni video: cerchero' di aggiungerne altri nel futuro immediato ma ce n'e' uno che volevo assolutamente sottolineare.
I Fumisterie (che per chi non li conoscesse sono uno dei gruppi di rock di punta della scena Romana--e forse i miei preferiti) hanno fatto un video per la loro canzone "Warning". Il video e' su Youtube in tutto il suo splendore. Check it Out!
L'idea non suona neanche pessima, ma la premessa e' che, secondo loro, per gli studenti del primo anno di NYU "fare amicizia" significa cliccare il bottone "Add Friends" di Facebook. Il seminario (o almeno cosi' sembra, leggendo il New Yorker) e' investito dalla missione di sradicare l'ossessione Facebook, o almeno far capire che vi sono altre modalita' d'interazione sociale--per esempio, sorridere e presentarsi o intrattenere brevi conversazioni.
Data la mia esperienza di contatto con gli undergraduates a UC Berkeley mi sembra che:
i) la premessa del seminario sia completamente ridicola. E' vero che tutti gli undergraduates sono su facebook, ma, fatta eccezione per il "weirdo" di turno, non vedo questa gran differenza.
ii) ma anche concedendo questa premessa, ma davvero quelli di NYU pensano di poter *insegnare* la socievolezza ?
In realta', questa e' una sfaccettatura negativa di un aspetto dell'universita' Americana che trovo assolutamente positivo. A UC Berkeley provano a insegnare di tutto. Ci sono gozziliardi di seminari su come scrivere una presentazione, come insegnare, come reagire allo choc culturale, e via dicendo. Non tutti sono all'altezza, ma apprezzo il tentativo, e ogni tanto me ne torno al lavoro avendo effettivamente imparato qualcosa di nuovo.
Speriamo che facciano il seminario per smettere di mangiarsi le unghie.
Cambiando argomento: come avrete notato negli ultimi giorni sto giocando un po' con il template del blog. Anche perche' google ha reso l'interfaccia piu' flessibile e interessante. Comunque in fondo alla lista dei link ci sono alcuni video: cerchero' di aggiungerne altri nel futuro immediato ma ce n'e' uno che volevo assolutamente sottolineare.
I Fumisterie (che per chi non li conoscesse sono uno dei gruppi di rock di punta della scena Romana--e forse i miei preferiti) hanno fatto un video per la loro canzone "Warning". Il video e' su Youtube in tutto il suo splendore. Check it Out!
Friday, September 14, 2007
Forrestgumpizzato.
La mia vita attuale e' piena di strane coincidenze (vedi punti 1) e 2) ). E, senza una serie di bizarre coincidenze, non sarei qui.
1) Per caso, nella Marina a San Francisco ho incontrato Tania. Non la vedevo dai tempi delle Medie. Forse, sarebbe piu' corretto dire che i miei l'hanno incontrata ed io ero li' presente, perche' praticamente e' stata solo mia madre a parlarle. Io--non so bene perche'--sono stato impietrito per tutta la conversazione, come se il tentativo di migliorare le mie qualita' sociali non fosse mai avvenuto.
2) Un po' meno per caso, ma senza pianificarlo, ho rivisto Luca. Con lui ho parlato molto--non ci vedevamo dal mio ultimo anno di universita'. La sua carriera procede spedita, e continua ad essere un modello di acume ed efficienza accademica!
DISCLAIMER: il punto 3), che segue, e' lunghetto e un po' presupponente. puo' persino dare l'impressione che io creda di aver raggiunto un obiettivo importante. l'impressione e' sbagliata, ma il 3) e' da usare con cura.
3) Stasera c'e' stata una cena con gli studenti del gruppo di Logica di Berkeley (il mio programma di dottorato) e alcuni professori. Ho colto l'occasione per parlare un po' con Paolo. E' stato Paolo a tirare fuori l'argomento delle coincidenze.
Stavamo tirando le somme dei miei quattro anni di dottorato (ne ho ancora due davanti...la fregatura dei dottorati americani e' che non finiscono MAIII!) e dei progressi (soggettivamente incredibili*) che ho fatto in questo intervallo di tempo. Paolo ha osservato: "Tu pensa che coincidenza: se quattro anni fa non avessi seguito il mio corso, adesso non saresti qui." Ha ragione, e probabilmente non sarei neanche in America. E' stato Paolo a volere e rendere possibile il mio ritorno negli USA. Quel che e' piu' strano e' che ha preso la decisione di sostenermi soltanto sulla base del fatto che io, con pochissimo background, ero andato molto bene nel suo corso di Logica Intermedia. La cosa buffa e' che quel corso sono stato a un passo dal non seguirlo.**
E dopotutto, in America ci sono andato per caso. Un giorno all'universita' avevo parlato con Luca (quello del punto 2)) e lui mi aveva raccontato la sua esperienza. La cosa mi aveva incuriosito, sebbene, in effetti, non avessi la minima idea di come fosse l'universita' e fossi bene armato con il Kit dei Pregiudizi per l'Italiano Oltreoceano (... e non e' che abbia cambiato idea su tutto).
Infine, all'universita' di Bologna (una delle poche universita', almeno allora, ad avere lo scambio con l'Universita' della California) ci stavo in parte per caso. Nel periodo tragico in cui annunciai di voler fare Filosofia, mio padre trovo' per caso il primo bando del Collegio, e feci domanda.
La lista potrebbe continuare e non saprei che conclusione trarne, ma praticamente ogni cosa che definisce il me attuale e' frutto (almeno in parte) di una coincidenza.
* il "soggettivamente" e' per precisare che non sono incredibili i risultati delle ricerche che ho compiuto, ma i progressi che ho fatto dal punto da cui sono partito.
** ecco, questa frase mi ricorda l'esempio di anacoluto che viene dato in tutti i libri di grammatica--il Manzoniano : "Quelli che muoiono preghiamo Iddio per loro"
1) Per caso, nella Marina a San Francisco ho incontrato Tania. Non la vedevo dai tempi delle Medie. Forse, sarebbe piu' corretto dire che i miei l'hanno incontrata ed io ero li' presente, perche' praticamente e' stata solo mia madre a parlarle. Io--non so bene perche'--sono stato impietrito per tutta la conversazione, come se il tentativo di migliorare le mie qualita' sociali non fosse mai avvenuto.
2) Un po' meno per caso, ma senza pianificarlo, ho rivisto Luca. Con lui ho parlato molto--non ci vedevamo dal mio ultimo anno di universita'. La sua carriera procede spedita, e continua ad essere un modello di acume ed efficienza accademica!
DISCLAIMER: il punto 3), che segue, e' lunghetto e un po' presupponente. puo' persino dare l'impressione che io creda di aver raggiunto un obiettivo importante. l'impressione e' sbagliata, ma il 3) e' da usare con cura.
3) Stasera c'e' stata una cena con gli studenti del gruppo di Logica di Berkeley (il mio programma di dottorato) e alcuni professori. Ho colto l'occasione per parlare un po' con Paolo. E' stato Paolo a tirare fuori l'argomento delle coincidenze.
Stavamo tirando le somme dei miei quattro anni di dottorato (ne ho ancora due davanti...la fregatura dei dottorati americani e' che non finiscono MAIII!) e dei progressi (soggettivamente incredibili*) che ho fatto in questo intervallo di tempo. Paolo ha osservato: "Tu pensa che coincidenza: se quattro anni fa non avessi seguito il mio corso, adesso non saresti qui." Ha ragione, e probabilmente non sarei neanche in America. E' stato Paolo a volere e rendere possibile il mio ritorno negli USA. Quel che e' piu' strano e' che ha preso la decisione di sostenermi soltanto sulla base del fatto che io, con pochissimo background, ero andato molto bene nel suo corso di Logica Intermedia. La cosa buffa e' che quel corso sono stato a un passo dal non seguirlo.**
E dopotutto, in America ci sono andato per caso. Un giorno all'universita' avevo parlato con Luca (quello del punto 2)) e lui mi aveva raccontato la sua esperienza. La cosa mi aveva incuriosito, sebbene, in effetti, non avessi la minima idea di come fosse l'universita' e fossi bene armato con il Kit dei Pregiudizi per l'Italiano Oltreoceano (... e non e' che abbia cambiato idea su tutto).
Infine, all'universita' di Bologna (una delle poche universita', almeno allora, ad avere lo scambio con l'Universita' della California) ci stavo in parte per caso. Nel periodo tragico in cui annunciai di voler fare Filosofia, mio padre trovo' per caso il primo bando del Collegio, e feci domanda.
La lista potrebbe continuare e non saprei che conclusione trarne, ma praticamente ogni cosa che definisce il me attuale e' frutto (almeno in parte) di una coincidenza.
* il "soggettivamente" e' per precisare che non sono incredibili i risultati delle ricerche che ho compiuto, ma i progressi che ho fatto dal punto da cui sono partito.
** ecco, questa frase mi ricorda l'esempio di anacoluto che viene dato in tutti i libri di grammatica--il Manzoniano : "Quelli che muoiono preghiamo Iddio per loro"
Wednesday, September 05, 2007
Simbiosi
La visita dei miei si sta rivelando una benedizione---spero per entrambi. Io li porto nei posti che mi piacciono di piu' nella Bay Area, loro sembrano gradire. In cambio loro mi stanno sistemando tutto il sistemabile in casa: non e' esattamente il mio concetto di vacanza, ma loro sembrano farlo genuinamente con piacere.
E ora che, con questo paragrafo, ho fatto un po' la figura dell'individuo meschino e calcolatore, aggiungo (a costo di essere imbarazzante) che invece questi giorni sono splendidi. Erano anni che non parlavo cosi' tanto con loro--e che non condividevamo tante, semplicissime, gioie. Mi emoziona il loro rispondere nei modi appropriati alle mie proposte. Mi inorgoglisce che abbiano preso il loro viaggio in America con un atteggiamento perfetto--sono curiosi, senza pregiudizi ma a volte critici.
A loro, grazie di tutto. Agli altri rinnovo l'invito a venire qua!
E ora che, con questo paragrafo, ho fatto un po' la figura dell'individuo meschino e calcolatore, aggiungo (a costo di essere imbarazzante) che invece questi giorni sono splendidi. Erano anni che non parlavo cosi' tanto con loro--e che non condividevamo tante, semplicissime, gioie. Mi emoziona il loro rispondere nei modi appropriati alle mie proposte. Mi inorgoglisce che abbiano preso il loro viaggio in America con un atteggiamento perfetto--sono curiosi, senza pregiudizi ma a volte critici.
A loro, grazie di tutto. Agli altri rinnovo l'invito a venire qua!
Sunday, September 02, 2007
A proposito di un'espressione.
Volevo intitolare questo post "We Are Pregnant", prima di rendermi conto che avrebbe fuorviato qualche lettore.
E' da qualche giorno che voglio scrivere qualcosa sulla frase":
(1) "We Are Pregnant" (tr. "Noi siamo incinte" ???)
E' ormai diventato comune usare l'espressione "being pregnant" in costruzioni plurali, come in (1). Per esempio il mio amico I.S. qualche giorno fa ha annunciato:
(2) "A.S. and I are pregnant".
il plurale in (1) e (2) e' il cosiddetto plurale non-distributivo, si applica *soltanto * al gruppo---in questo caso alla coppia.
A chi usa questa locuzione la frase:
(3) "Mary is pregnant"
non piace, perche' da' una rappresentazione errata della ripartizione dei doveri nei confronti del nascituro (come se la responsabilita' di portare a termine la gravidanza, e forse di crescere il bambino, ricadesse solo sulle spalle della donna). In altre parole, la costruzione plurale di "being pregnant" e' una frontiera a me sconosciuta (fino a qualche mese fa) del Politically Correct.
Sono completamente d'accordo con la motivazione, ma l'implementazione mi sembra completamente assurda. Se il punto e' evitare la costruzione singolare "is pregnant", non sarebbe meglio evitare del tutto il riferimento a una condizione fisica della donna (in questo modo evitando una parola sgradevole come "pregnant"?)--usando piuttosto altre espressioni come "We are expecting a baby" (che mi sembra analogo all'uso corrente in Italiano).
E' da qualche giorno che voglio scrivere qualcosa sulla frase":
(1) "We Are Pregnant" (tr. "Noi siamo incinte" ???)
E' ormai diventato comune usare l'espressione "being pregnant" in costruzioni plurali, come in (1). Per esempio il mio amico I.S. qualche giorno fa ha annunciato:
(2) "A.S. and I are pregnant".
il plurale in (1) e (2) e' il cosiddetto plurale non-distributivo, si applica *soltanto * al gruppo---in questo caso alla coppia.
A chi usa questa locuzione la frase:
(3) "Mary is pregnant"
non piace, perche' da' una rappresentazione errata della ripartizione dei doveri nei confronti del nascituro (come se la responsabilita' di portare a termine la gravidanza, e forse di crescere il bambino, ricadesse solo sulle spalle della donna). In altre parole, la costruzione plurale di "being pregnant" e' una frontiera a me sconosciuta (fino a qualche mese fa) del Politically Correct.
Sono completamente d'accordo con la motivazione, ma l'implementazione mi sembra completamente assurda. Se il punto e' evitare la costruzione singolare "is pregnant", non sarebbe meglio evitare del tutto il riferimento a una condizione fisica della donna (in questo modo evitando una parola sgradevole come "pregnant"?)--usando piuttosto altre espressioni come "We are expecting a baby" (che mi sembra analogo all'uso corrente in Italiano).
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